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domenica 19 aprile 2015

Non uscire dai margini

Maria Teresa Carbone
In cima alle classifiche Amazon negli Usa  di questo mese c'è un album da colorare per adulti. Sul Guardian Alison Flood spiega che il successo di Secret Garden dell'illustratrice scozzese Johanna Basford non è un caso isolato: ovunque aumenta il numero delle persone che cercano, e a quanto pare trovano, la pace interiore riempiendo con cura gli spazi bianchi di elaboratissimi disegni. E la tendenza prende piede in molti paesi: anche in Polonia le case editrici decidono di puntare su questo nuovo filone.
Ovunque la parola d'ordine è: non uscire dai margini. Cambiano i tempi. Negli anni '60 e '70 questi album venivano guardati con diffidenza dai genitori illuminati.  Si pensava che tarpassero la creatività dei bambini. Oggi gli ex bambini rivendicano il piacere di non superare i confini imposti da chi ha ideato il disegno. E qualcuno, come lo scrittore Matt Cain, parla di una pratica simile alla meditazione. 

Paragone interessante, e forse non lontano dal vero. Solo un dubbio resta: se davvero gli album da colorare sono destinati a diventare un genere consolidato, se davvero non si tratta solo di un effimero trionfo della nostalgia, ci troveremo sempre più spesso di fronte a libri "muti", privi di parole, che aspettano di essere completati, o scritti, dai loro "lettori"?
@mtcarbone
Nota: questo post rielabora e aggiorna un testo uscito sul blog Protocosmo.

venerdì 7 novembre 2014

#scomunicati 1: Autori del futuro (Simonetta Agnello Hornby)

Da oggi Monteverdelegge inaugura una nuova rubrica, #scomunicati. Se da tempo, grazie agli sforzi (fra gli altri) di Roberto Calasso, l'arte della quarta di copertina è oggetto in Italia di attenzione e di studio, non lo stesso si può dire dei comunicati con cui le case editrici annunciano ai media l'uscita di un nuovo libro. Con la riproduzione integrale di alcuni di questi testi, speriamo di svolgere un utile servizio ai lettori, non per segnalare nuovi libri (con tutti i limiti della forma-recensione, pensiamo ancora che l'esercizio della critica sia il migliore per dar conto di quanto l'editoria ha da proporre), ma per fornire spunti di riflessione sul linguaggio e sui temi attraverso cui i libri vengono, appunto, "(s)comunicati". 
Cominciamo oggi con l'ultima fatica di una autrice del futuro, Simonetta Agnello Hornby. Nessuna ironia sull'avvocatessa anglosiciliana, che ha tra l'altro il pregio - oltre a una non comune carica di simpatia - di non nascondere la sua età (68 anni, presto 69). Se la definiamo "autrice del futuro", è perché - come testimonia il testo che potete leggere qui sotto (opera purtroppo anonima dell'ufficio stampa della casa editrice Giunti, che ha pubblicato Il pranzo di Mosè) - Agnello Hornby riesce con questo suo libro a compiere una triangolazione rara: editoria-televisione-turismo. Esattamente il tipo di "operazione" che ogni casa editrice accorta si augura di compiere, nella speranza di trovare un pubblico che superi le poche centinaia di unità (mtc

Dai menù alla preparazione della tavola, dall’accoglienza al commiato. L’arte di mettere ogni ospite
a proprio agio nei racconti di casa Agnello e nell’atmosfera incantata delle estati siciliane.
Simonetta Agnello Hornby in libreria (e in televisione) con
IL PRANZO DI MOSÈ
Giunti Editore | Collana Italiana | pp. 192 + 16 |  16.00 euro | eBook 9.99 euro

“È compito della padrona di casa occuparsi della felicità dell’ospite, dal momento in cui arriva fino al commiato. Esattamente quello che Mamma e zia Teresa, ambedue padrone di casa a Mosè, cercavano di fare, rendendo l’ospite, per l’intera durata della sua permanenza, parte della famiglia e della loro vita. Al punto di non chiedergli mai quando sarebbe andato via. L’ospitalità era, all’interno della famiglia allargata, la particolarità di Mosè.” Simonetta Agnello Hornby

In contemporanea alla messa in onda dell’omonima trasmissione su RealTime, Giunti Editore pubblica il nuovo libro di Simonetta Agnello Hornby dedicata a Mosè, la tenuta dove da cinque generazioni la famiglia materna trascorre le vacanze estive.
Insieme a Chiara, amata sorella, ci accompagna alla scoperta di questo luogo incantato. Nella campagna di Agrigento, a pochi chilometri dalla Valle dei Templi, sorge su una collina la masseria ottocentesca che ogni estate accoglie in processione incessante parenti, amici e conoscenti della famiglia. Chiunque risalga la stradella che conduce alla casa padronale viene ospitato, nutrito, accudito. Come Mamma Elena e zia Teresa facevano un tempo, Simonetta e Chiara mettono ogni nuovo venuto a proprio agio; hanno imparato, aiutando la madre e la zia, l’arte dell’accoglienza e del convivio.
Si cucinano ancora oggi i prodotti dell’orto e quanto offerto dalla fattoria, utilizzando l’olio dell’antico oliveto che copre i fianchi della collina. La tavola della sala da pranzo continua ad allungarsi e restringersi per accogliere gli ospiti. A tavola, si discute di cibo e si trascorrono ore serene, allietate dalla compagnia e dal piacere di una conversazione vivace.
Mosé - oggi raffinato agriturismo biologico (www.fattoriamose.com) - è rimasto il luogo caldo e magico dove si muovevano sicure Mamma Elena e zia Teresa: gli ospiti sono ricevuti allo stesso modo, il cibo della campagna gode del medesimo rispetto, si cucina e si consumano insieme pranzi gioiosi.
Simonetta lo dimostra raccontando sei occasioni di convivio nella Mosè di oggi, mostrandoci i prodotti di stagione e guidandoci nella scelta dei menù. Svela le ricette tramandate da generazioni e quelle segrete delle monache, trasforma i resti in pietanze squisite. Ci conduce tra le stanze ombrose della grande casa fino alla luminosa sala da pranzo. Spiega come decorare la tavola e come disporre gli ospiti in modo da mettere ciascuno a proprio agio e facilitare la conversazione. E ci fa assistere alla piacevolezza di un pranzo sempre ottimo, perché preparato con amore e assaporato in compagnia.
Sono sei le diverse situazioni presentate, per mostrare come a ciascuna occorra prepararsi in modo differente. Ognuna è accompagnata da aneddoti autobiografici, dunque dalla presenza delle figure che popolano la memoria dell’autrice: i parenti già incrociati nei racconti autobiografici - sagome note per chi vi è già affezionato e sempre divertenti per chi ancora non le conosce - e poi gli invitati, quei personaggi che hanno bussato alla porta di Mosè negli anni dell’infanzia, che Simonetta mai dimenticherà e mai ci farà dimenticare.
Come La mia Londra era una guida insolita e personale a una delle mete più amate nel mondo, Il pranzo di Mosè è un manuale di arte del ricevimento costruito sulle tradizioni, i ricordi e la storia della famiglia Agnello.

 “Il pranzo di Mosè” (7 episodi da 30’ prodotti da Pesci Combattenti per Discovery Italia) sarà in onda dal 9 novembre, ogni sabato alle ore 12:20, su REAL TIME (Canale 31 Digitale Terrestre Free, Sky canali 131 e 132, Tivùsat Canale 31). 

L’autrice
Simonetta Agnello Hornby è nata a Palermo nel 1945. Dal 1972 vive a Londra, dove è stata avvocato dei minori e presidente part time dello Special Needs and Disability Tribunal. Ha esordito con La Mennulara (2002), cui sono seguiti La zia marchesa (2004), Boccamurata(2007), Vento scomposto (2009), La monaca (2010), La cucina del buon gusto con Maria Rosario Lazzato (2012), Il veleno dell’oleandro (2013), Il male che si deve raccontare con Marina Calloni (2013) e Via XX settembre (2013), tutti per i tipi di Feltrinelli. Ha pubblicato inoltre Camera oscura (Skira, 2010), Un filo d’olio (Sellerio, 2011) e La pecora di Pasqua con Chiara Agnello (Slow Food, 2012). Il suo ultimo libro, La mia Londra, è uscito per Giunti nel maggio 2014.

mercoledì 24 settembre 2014

La macchina macinatesi, ovvero Trappole editoriali per neolaureati ingenui


Maria Teresa Carbone
Siete un giovane laureato e vi state spremendo le meningi per trovare un lavoro che preveda una sia pur minima retribuzione, quando ecco che una mattina, aprendo la vostra casella email, trovate un messaggio diretto proprio a voi, con tanto di nome e cognome, e proveniente da una sigla - Edizioni Accademiche Italiane - della quale con ogni probabilità non avete mai sentito neanche parlare - ma che si definisce «membro di un gruppo editoriale internazionale, che ha quasi 10 anni di esperienza nella pubblicazione di ricerche di alta qualità supportate da noti istituti in tutto il mondo».
Siete sospettosi, ovviamente, ma la vostra situazione precaria vi impedisce di scartare a priori una qualsiasi offerta. E in questo caso la proposta sembra interessante, visto che l'editore in questione «sta pianificando di pubblicare libri proprio nel campo» dei vostri studi e, a farla breve, vi sta dicendo che sarebbe potenzialmente interessato a pubblicare la vostra tesi, individuata fra quelle depositate nell'archivio elettronico della vostra università.
Aspettate, però, prima di dire di sì. Dietro questa proposta apparentemente vantaggiosa si nasconde una vera e propria industria su scala mondiale, già segnalata qua e là anche in Italia (per esempio nel blog Lanzaimer sotto il titolo Editoria predatoria), e più di recente smascherata in un'inchiesta condotta da un giornalista scientifico americano, Joseph Stromberg e pubblicata da Slate).
Dopo avere ricevuto l'offerta di pubblicare la sua tesi da un fantomatico Lap, Lambert Academic Publishing, anch'esso - guarda caso - appartenente a un "top international publishing group", il giovane Stromberg ha infatti deciso di vederci più chiaro, sottoponendosi come cavia al suo stesso esperimento.
Nel giro di pochi giorni ha appreso senza grande sorpresa che la sua tesi aveva passato il vaglio dell'editore e ha ricevuto il contratto: i diritti esclusivi del testo sarebbero passati alla società tedesca da cui dipende il gruppo Lambert (e anche le Edizioni Accademiche Italiane), la AV Akademikerverlag GmbH & Co. KG, di recente rinominata OmniScriptum.
Sarebbero stati loro ad accollarsi le spese di pubblicazione, mentre all'autore del libro sarebbe andato il 12 per cento delle royalties, a patto però di incassare almeno 50 euro al mese per un anno.

mercoledì 13 agosto 2014

Quanto costa un ebook? L'attacco di Amazon, le ragioni degli editori

Maria Teresa Carbone
Non contenta della sua lunga battaglia con Hachette, adesso Amazon parte all'attacco contro Disney, bloccando la vendita di alcuni fra i suoi titoli più appetitosi in dvd e blu-ray, tra cui Captain America. The Winter Soldier e Muppets Most Wanted. Secondo Ben Fritz e Greg Bensinger del Wall Street Journal, però, non si tratta solo di una questione di prezzi, come nel caso della contesa che oppone la società di Seattle al grande gruppo editoriale. Qui la posta in gioco comprenderebbe la promozione e il product placement sul sito di Amazon, ma per saperne di più, si dovrà vedere quali saranno le contromosse della Disney.
Bezos contro tutti, o quasi, comunque. Anche la contesa con Hachette, uno dei tormentoni di questa travagliata estate 2014, del resto, non accenna a estinguersi.  Un nuovo capitolo si è infatti aggiunto nelle ulime ore alla saga. Se è impossibile sapere quanti messaggi Michael Pietsch, amministratore delegato di Hachette, ha ricevuto dopo che l'altro giorno Amazon ha divulgato il suo indirizzo email, invitando i lettori a protestare per una politica di prezzi sugli ebook secondo Seattle irragionevole, quello che è certo è che a due giorni dalla provocazione della società di Bezos, Pietsch ha deciso di rispondere ai lettori, spiegando punto per punto le ragioni del suo gruppo editoriale
Dopo avere precisato che “oltre l'ottanta per cento degli ebook pubblicati da Hachette non costano più di 9 dollari e 99” (il prezzo che, secondo Amazon, dovrebbe rappresentare il tetto dei libri digitali) e che “quelli più cari costano meno della metà dei corrispondenti libri di carta”, Pietsch arriva al nodo della questione: è vero che gli ebook hanno prezzi industriali minori rispetto ai libri tradizionali (non ci sono le spese di carta, di stampa, di magazzino), ma è anche vero che “gli editori investono pesantemente in ogni libro, spesso per anni, prima di averne dei ricavi”.

mercoledì 30 aprile 2014

Autoritratto di editore: la storia di Contrasto in cinque titoli

La storia e il percorso della casa editrice Contrasto nel corso di venti anni di attività:  questo, in sintesi, il tema della conversazione che, nell’ambito del ciclo Autoritratto di  editore, si terrà lunedì 5 maggio alle 18 presso la bibliolibreria Plautilla (via Colautti 28-30). Partecipano  l’editore Roberto Koch e il direttore editoriale Alessandra Mauro. Ecco, di seguito, una piccola anticipazione dell'autoritratto.

Fin dal primo libro pubblicato nel 1993, Soldati di Giorgia Fiorio, il lavoro di Contrasto si è sempre caratterizzato cercando di seguire e proporre grandi autori e grandi storie della fotografia. Il primo libro di successo, che ha caratterizzato la successiva produzione editoriale, è stato La mano dell’uomo di Sebastião Salgado: un progetto fuori dal comune, frutto di un impegno del fotografo durato oltre sei anni. Un omaggio del grande maestro al lavoro manuale, in un’epoca in cui l’invasione tecnologica e la rivoluzione informatica iniziavano gradualmente a prendere il posto, che per secoli, era stato della manualità. All’epoca, nessun editore in Italia voleva scommettere su un libro simile (che era già un successo internazionale) ma l’intuizione di Contrasto ha dato ragione alla casa editrice nell’intravedere un possibile futuro, anche nel nostro paese, per i libri di fotografia.

Da allora la produzione è stata sempre caratterizzata dagli “irrinunciabili” (retrospettive dedicate a Henri Cartier-Bresson, Elliott Erwitt, William Klein, Ferdinando Scianna e altri ancora) come dai volumi che proponevano fotografi più emergenti e che, nel tempo, si sono confermati come in grado di proporre nuove visioni, nuovi modi per conoscere e interpretare, con la fotografia, il mondo (Jessica Dimmock, Léonie Purchas, Marc Asnin ma anche, prima di loro, Paolo  Ventura, Massimo Siragusa, Carl de Keizer, Jonas Bendiksen, ecc.).

sabato 15 febbraio 2014

Autoritratto di editore: Carta bianca per Ediesse

Lorenzo Carlo
Comunemente Ediesse, protagonista della conversazione che si è tenuta da Plautilla giovedì 13 gennaio all'interno del ciclo "Autoritratto di editore", viene catalogata come "la casa editrice della CGIL". In realtà i (troppo pochi) partecipanti  hanno avuto la possibilità di scoprire, grazie alla presentazione appassionata e brillante del vicepresidente Stefano Iucci e della responsabile dell'ufficio stampa Carla Pagani, una realtà editoriale davvero interessante. Ediesse infatti, pur provenendo da quella origine storica di cui non intende rinnegare alcun aspetto, è attualmente una casa editrice di assai ampie caratteristiche e prospettive culturali e politiche.
Un catalogo di circa 1.000 titoli distribuiti in 21 collane editoriali, una produzione di circa 70 nuovi titoli nel 2013 collocano Ediesse in una posizione di assoluto rilievo nell'attuale panorama editoriale italiano. E ciò risulta ancor più vero se si approfondisce la conoscenza della scelta dei temi affrontati e del taglio innovativo con cui si trattano. Nel corso della conversazione-presentazione sono stati descritti alcuni volumi particolarmente significativi a titolo di esempio: nella collana Carta bianca, che ospita scritti fra il reportage di inchiesta e il giornalismo di cronaca, è recentemente uscito l'interessante Il Paese del sole di Angelo Mastrandrea, un reportage dell'Italia del sud in questi tempi di crisi. Della stessa collana è il volume Testa, mani e cuore che l'autore Vincenzo Moretti ha presentato qualche tempo fa anche a monteverdelegge con grande successo.

giovedì 5 dicembre 2013

Parti da un libro (chissà dove arrivi)


Simona Baldelli *
Ammetto di avere in testa un po’ di confusione.
Ieri sera, Maria Teresa Carbone, mi ha consegnato alcuni fogli che riportavano un articolo uscito qualche giorno fa, circa un minuscolo paese scozzese, Wigtown, che conta mille abitanti e 12 librerie (ho trovato un altro articolo che ne censisce 11, ma tant’è).
La storia di Wigtown, comune a gran parte della Scozia racconta di un periodo, a cavallo degli anni ’50, di grande crisi, povertà, disoccupazione ed alcolismo diffusi. Fino al momento in cui un gioielliere inglese ancor più povero a causa di una serie di furti che lo gettarono sul lastrico, (non aveva contratto alcun tipo di assicurazione) decise, con le poche sterline rimaste, di aprire una libreria antiquaria (chissà perché), che andò talmente bene da suggerirgli di aprirne una seconda e così via. Attualmente, Wigtown vive di tutto ciò che ruota attorno alla filiera del libro, dalla scrittura alla vendita di libri, passando per un festival di letteratura e cultura in genere che prende vita ogni mese di settembre.

lunedì 2 dicembre 2013

Se ne va André Schiffrin, cavaliere errante dell'editoria

Ieri, domenica 1 dicembre, è scomparso a 78 anni André Schiffrin, un intellettuale a cavallo fra due continenti, protagonista del mondo editoriale statunitense prima alla Pantheon Books e poi con la «sua» New Press, con solide radici europee.  (fu suo padre, Jacques, a dare vita alla Bibliothèque de la Pléiade). In due piccoli volumi, Editoria senza editori e Il controllo della parola (usciti da Bollati Boringhieri), Schiffrin è stato fra i primi ad analizzare dall'interno il fenomeno della concentrazione editoriale prima negli Stati Uniti e poi in Europa, ed è diventato così il punto di riferimento di chi, nel settore, continua a considerare il libro come un meraviglioso veicolo di scambio culturale e non solo come una fonte di profitti. Per ricordarlo, pubblichiamo un ampio stralcio dell'intervista uscita sul "manifesto" il 14 maggio 2009, in occasione della pubblicazione per Voland della sua «autobiografia intellettuale», Libri in fuga. Un itinerario politico fra Parigi e New York (a cura di Valentina Parlato, pp. 233, euro 15). 

Maria Teresa Carbone
 
Nell'ultimo anno (il 2008-2009, ndr) non c'è paese al mondo che non abbia subito i contraccolpi della crisi economica. Pensa che la recessione risparmierà il settore editoriale?Temo al contrario che la crisi avrà effetti molto negativi. Negli Stati Uniti le case editrici hanno già licenziato molti dipendenti, ma forse l'ambito dove i problemi sono più evidenti è quello delle librerie: delle due grandi catene esistenti negli Stati Uniti (quelle, detto per inciso, che hanno soffocato la maggior parte delle librerie indipendenti), una, Borders, è sul punto di fallire e l'altra, Barnes and Noble, non sta molto meglio. Quanto alle case editrici, dal momento che le grandi concentrazioni non smetteranno di tendere a profitti altissimi, è molto probabile che con la crisi cercheranno di restringere la scelta dei libri, puntando tutte le risorse sui titoli che, secondo loro, potranno garantire grandi guadagni. Insomma, la cosiddetta politica del bestseller sarà ancora più accentuata.
In Editoria senza editori lei ha denunciato appunto il fenomeno delle grandi conglomerazioni editoriali. Eppure in questi anni sono nate tante piccole sigle indipendenti che in alcuni casi hanno avuto un discreto successo. Come spiega questa apparente contraddizione? Si tratta di un fenomeno incoraggiante, soprattutto perché nella maggior parte dei casi a varare queste nuove sigle sono dei giovani, che hanno alle spalle una esperienza nelle grandi case editrici e si sentono abbastanza forti da affrontare un'impresa in proprio. Quanto al loro successo, è dovuto alla capacità di queste sigle di rivolgersi a nicchie di pubblico, sfruttando al meglio gli spazi vuoti lasciati dalle scelte omologate delle grandi conglomerazioni e contrastando il deserto intellettuale creato dai grandi gruppi.
A questo proposito, però, c'è chi sostiene che mai come in questa fase della storia si è letto e scritto, e che quello che alcuni descrivono come un imbarbarimento nasconde una sorta di età dell'oro, meno elitaria di quella che l'ha preceduta. Cosa ne pensa?Effettivamente le cifre sulla lettura negli Stati Uniti rivelano che il tempo dedicato alla lettura non è calato. Si tratta però, almeno per il cinquanta per cento, di una lettura su Internet, una percentuale che sale ancora presso i lettori più giovani, che sempre più di rado si accostano ai libri. Ora, senza riaprire il vecchio dibattito sul ruolo svolto dalla cultura popolare, mi sembra che ci sia una differenza sostanziale rispetto a trenta o quarant'anni fa. Quando ero giovane, le case editrici fondavano la loro ragion d'essere sull'offerta a un pubblico che fosse il più vasto possibile dei libri migliori: Penguin per esempio pubblicava i gialli di Agatha Christie, ma proponeva anche classici e autori contemporanei di qualità a prezzi molto contenuti. Oggi non solo è più difficile avere accesso a queste opere, ma costano anche molto di più. Insomma, di certo ha un senso pubblicare Il codice da Vinci, l'importante è che libri come questo non monopolizzino il mercato, come le grandi case editrici alla ricerca solo del profitto tendono invece a fare.

martedì 8 ottobre 2013

Come si legge(rà), e altre storie


Come leggerete nel 2016? Solo su carta? Solo ebook? Un po' e un po'? Proseguiamo la nostra esplorazione sui modi in cui si evolve la lettura proponendo nel grafico qui a fianco (cliccare per una migliore visualizzazione) i risultati di uno studio condotto dalla casa editrice digitale Bookboon che ha chiesto ai lettori di diversi paesi (Usa, Regno Unito, Svezia, Germania...) di prevedere le loro abitudini fra tre anni. E chi lo avrebbe mai detto? gli affezionati al libro di carta ad ogni costo sono più numerosi dall'altra parte dell'Atlantico. Ma le sorprese - leggete qui sotto - continuano.

Maria Teresa Carbone
La settimana scorsa, chiudendo il suo intervento sull'evoluzione dell'editoria internazionale, Maurizio Caminito notava, alla luce della nuova app di Oyster (libri da scaricare con una formula di abbonamento mensile), che “la tipologia di business in stile Netflix potrebbe portare alla nuova rivoluzione del mercato editoriale in formato digitale”. Ed ecco che, solo pochi giorni dopo, questa profezia pare destinata ad avverarsi più velocemente del previsto. Sfruttando una struttura consolidata (una piattaforma attiva dal 2007 dove gli utenti – ottanta milioni sparsi in oltre cento paesi – possono caricare e mettere in circolazione gratis o a pagamento testi di ogni tipo: testi narrativi, saggi, articoli, atti processuali...), la società americana Scribd, che già da qualche mese aveva cominciato a proporre una scelta abbastanza ampia di ebooks, è uscita allo scoperto e offre ora accesso illimitato a tutti i testi per otto dollari e 99 al mese, dopo un mese di prova gratuita.

domenica 22 settembre 2013

Dove si legge, quanto si legge, come si legge(rà)

Quella che vedete qui a fianco (cliccare sull'immagine per vederla ingrandita) è una mappa piuttosto sorprendente sulla lettura nel mondo realizzata  dal World Culture Score Index e circolante da un paio di mesi in rete. Sorprendente perché ribalta - ammesso che i dati siano attendibili - non pochi luoghi comuni: chi avrebbe mai detto che i paesi dove si legge di più al mondo sono l'India e la Thailandia? o che l'Arabia Saudita batte la Polonia, l'Australia e la Germania? o che infine - soprattutto - in Italia si legge di più che nel Regno Unito? Mentre ci grattiamo la testa perplessi, non possiamo fare a meno di pensare che, oggi più che mai, il mondo della lettura è estremamente variegato e in continua evoluzione. La conferma ce la dà Maurizio Caminito che in un articolo uscito sul blog Avvertenze per geni descrive il progetto Oyster da poco lanciato negli Usa e destinato, se avrà successo, a influenzare notevolmente le nostre abitudini di lettura.
Maurizio Caminito
Si è detto ed argomentato molto su come nell’ambiente digitale la fruizione della musica e della scrittura tendano ad avvicinarsi. In realtà è indubitabile che la produzione musicale sia stata investita per prima dall’uragano web: pirateria, fruizione musicale frammentata, crisi delle major, crollo delle vendite, crisi del settore. Gli editori hanno sempre guardato con terrore a quanto stava accadendo in campo musicale. E, viceversa, il mondo del web ha sempre sottolineato come proprio l’esempio delle case produttrici musicali e la loro strenua difesa del file musicale attraverso l’applicazione di “lucchetti” e dispositivi di protezione, si fosse rivelata perdente e sostanzialmente dannosa. La prima reazione alla crisi mondiale del settore della produzione musicale è stato il modello di vendita applicato da iTunes.  Il “long playing” si è trasformato in una compilation digitale, su una piattaforma sicura, da scaricare sul proprio dispositivo, acquistare e ascoltare brano per brano. L'iTunes Store è stato uno strumento di rottura per l'industria discografica, ma è stato anche una boccata d’ossigeno per tutti: Apple, gli utenti e le major discografiche.  Dal 2011 l'iPod è il lettore multimediale più venduto al mondo, con una quota di mercato superiore all'80%, mentre iTunes Store è il "mercato" digitale più usato al mondo, con 10 miliardi di brani venduti. Per gli editori questo modo di offrire al pubblico i contenuti in formato digitale non offriva indicazioni particolarmente utili. La lunghezza dei testi scritti (il racconto e ancor più il romanzo) non è compatibile con un processo di parcellizzazione simile a quello dei brani musicali. L’unico effetto, indiretto e derivato più in generale dall’affermarsi nel web di un’abitudine all’uso di testi sempre più brevi e sintetici, è rappresentato dalla graduale diffusione sul mercato di formati di testi sempre più ridotti.

mercoledì 7 agosto 2013

Sul pianeta Amazon i libri non occupano il posto d'onore

All'indomani del clamoroso acquisto del "Washington Post" da parte di Jeff Bezos, proponiamo un reportage dedicato a Amazon e uscito su "Alfabeta2" (maggio 2012).
Anche se Amazon.it è nata ufficialmente il 23 novembre 2010, non ha ancora una vera sede ed è da Parigi che il «country manager» Martin Angioni, passato alle dipendenze di Jeff Bezos dopo essere stato amministratore delegato di Electa Mondadori, dirige le operazioni. A settembre 2011, però, è stato inaugurato in provincia di Piacenza il primo centro di distribuzione Amazon in Italia, il sessantesimo nel mondo. Chi dunque vuol capire da vicino come funziona nel nostro paese quella che ci ostiniamo a definire la più grande libreria online del pianeta – una definizione riduttiva, come vedremo – deve prendere la A21, uscire dal casello di Castel San Giovanni e approdare, percorse poche centinaia di metri, al locale «parco logistico» (parco per modo di dire: trecentomila metri quadri di magazzini per aziende di ogni tipo).
L’impresa naturalmente va concordata in modo da essere dotati di tutti i lasciapassare necessari – e anche così, per penetrare nel capannone di Amazon occorre spogliarsi di ogni bene: niente borse e borsette, nessun alimento, foss’anche un pacchetto di caramelle, e non parliamo poi di sigarette e accendini; quanto al cellulare, per i cocciuti che non se ne vogliono separare, deve essere registrato, con puntigliosa annotazione del numero seriale. Elencati i diktat, la sorridente guardiana con i capelli rossi mi invita a firmare un foglio dove prometto di non divulgare nessuna delle informazioni che apprenderò nel corso della visita: richiesta bizzarra per chi è venuto proprio in cerca di informazioni, ma lei si stringe nelle spalle, «certo ci sono casi particolari, ma così vuole il regolamento». E dunque firmo, sperando che non mi tocchi poi affrontare gli avvocati del gigante di Seattle.

venerdì 10 maggio 2013

Fogli di diario: piccoli editori coraggiosi crescono

Paolo Nicolò 
Nei giorni scorsi Monteverdelegge è stata invitata  all'iniziativa "Immersioni Libri" presso il Coworking SPQwoRk, in via di Portonaccio: un "tuffo" nel mondo della lettura e della scrittura, con un ampio spazio dedicato soprattutto al bookcrossing, incontri con scrittori e fumettisti, laboratorio poetico per bambini, musica live, workshop, reading.
Oltre ad allestire uno "spazio Plautilla", abbiamo partecipato a un incontro su due esperienze "di frontiera", quella di Libra 2.0 e la nostra, raccontando  l'esperienza e l'impegno di MVL nella diffusione della lettura. Abbiamo inoltre avuto modo di conoscere nuove realtà editoriali e, tra le altre, sono stato colpito dalla casa editrice "L'Orma". Per la sua linea grafica e soprattutto per i tanti giovani che, con competenza e passione, in tempi così incerti, soprattutto per l'editoria, hanno scelto l'avventura di stampare  libri.




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