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domenica 22 settembre 2013

Dove si legge, quanto si legge, come si legge(rà)

Quella che vedete qui a fianco (cliccare sull'immagine per vederla ingrandita) è una mappa piuttosto sorprendente sulla lettura nel mondo realizzata  dal World Culture Score Index e circolante da un paio di mesi in rete. Sorprendente perché ribalta - ammesso che i dati siano attendibili - non pochi luoghi comuni: chi avrebbe mai detto che i paesi dove si legge di più al mondo sono l'India e la Thailandia? o che l'Arabia Saudita batte la Polonia, l'Australia e la Germania? o che infine - soprattutto - in Italia si legge di più che nel Regno Unito? Mentre ci grattiamo la testa perplessi, non possiamo fare a meno di pensare che, oggi più che mai, il mondo della lettura è estremamente variegato e in continua evoluzione. La conferma ce la dà Maurizio Caminito che in un articolo uscito sul blog Avvertenze per geni descrive il progetto Oyster da poco lanciato negli Usa e destinato, se avrà successo, a influenzare notevolmente le nostre abitudini di lettura.
Maurizio Caminito
Si è detto ed argomentato molto su come nell’ambiente digitale la fruizione della musica e della scrittura tendano ad avvicinarsi. In realtà è indubitabile che la produzione musicale sia stata investita per prima dall’uragano web: pirateria, fruizione musicale frammentata, crisi delle major, crollo delle vendite, crisi del settore. Gli editori hanno sempre guardato con terrore a quanto stava accadendo in campo musicale. E, viceversa, il mondo del web ha sempre sottolineato come proprio l’esempio delle case produttrici musicali e la loro strenua difesa del file musicale attraverso l’applicazione di “lucchetti” e dispositivi di protezione, si fosse rivelata perdente e sostanzialmente dannosa. La prima reazione alla crisi mondiale del settore della produzione musicale è stato il modello di vendita applicato da iTunes.  Il “long playing” si è trasformato in una compilation digitale, su una piattaforma sicura, da scaricare sul proprio dispositivo, acquistare e ascoltare brano per brano. L'iTunes Store è stato uno strumento di rottura per l'industria discografica, ma è stato anche una boccata d’ossigeno per tutti: Apple, gli utenti e le major discografiche.  Dal 2011 l'iPod è il lettore multimediale più venduto al mondo, con una quota di mercato superiore all'80%, mentre iTunes Store è il "mercato" digitale più usato al mondo, con 10 miliardi di brani venduti. Per gli editori questo modo di offrire al pubblico i contenuti in formato digitale non offriva indicazioni particolarmente utili. La lunghezza dei testi scritti (il racconto e ancor più il romanzo) non è compatibile con un processo di parcellizzazione simile a quello dei brani musicali. L’unico effetto, indiretto e derivato più in generale dall’affermarsi nel web di un’abitudine all’uso di testi sempre più brevi e sintetici, è rappresentato dalla graduale diffusione sul mercato di formati di testi sempre più ridotti.
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