lunedì 8 marzo 2021

Presentazione online del romanzo I FILOSOFI di Sonia Gentili


 

giovedì 18 marzo, ore 18:30 


ONLINE  sul canale Youtube del Palazzo Ducale di Genova 

presentazione del nuovo romanzo di Sonia Gentili

I FILOSOFI (Castevecchi editore)  

ne discutono con l’autrice  Elvira Bonfanti, Sergio Givone, Peppino Ortoleva, Enrico Testa 

letture di Elisa Veronica Zucchi

Nel suo libro Sonia Gentili narra uno scontro che si svolge nel II secolo tra due intellettuali, il pagano Celso e il cristiano Origene: "Ideologie e fedi sembrano trionfare, cancellando chi, come Celso, non crede nell’atto di credere, ma ogni dogma si rivela alla fine instabile e illusorio". 


sabato 6 febbraio 2021

New Mexico: Ruidoso e le donne di un gruppo di lettura

In questo articolo, estratto da Il Manifesto, Maria Teresa Carbone ci racconta come un gruppo di lettura del New Mexico, sia diventato un luogo umano e fisico di intervento sociale, e come la lettura condivisa possa creare un empatia che va al di là della letteratura coniugandosi con la pratica sociale e l'intervento diretto sul territorio.



Maria Teresa Carbone

La buona letteratura rende attivi: a Ruidoso, cittadina di ottomila abitanti nel New Mexico, dieci lettrici – addestrate e affiancate da personale sanitario – hanno allestito un centro vaccinazioni che ha inoculato 2417 dosi, poco meno di un terzo della popolazione.

Secondo uno stereotipo consolidato, i gruppi di lettura sono composti da signore non più giovani che chiacchierano dei libri appena letti sorseggiando una tazza di tè o, più audacemente, un calice di vino bianco. Come tutti gli stereotipi, anche questo non è del tutto campato in aria: è vero che nei gruppi di lettura la presenza femminile prevale, è vero che l’età media si inserisce in quella fascia che, parlassimo di sport, sarebbe definita «seniores». E tuttavia l’immagine sonnolenta che potremmo ricavare dal vecchio cliché è contraddetta dalla realtà dei fatti.

A chi non ha mai partecipato a un book club possiamo infatti testimoniare che le discussioni, pur fondate sull’imperativo dell’ascolto rispettoso di ogni voce, sono spesso (quasi sempre) vivaci e appassionate. Nel gruppo infatti non c’è – come tende a pensare chi li vede da fuori – uno sfoggio sterile di erudizione, ma il confronto tra la propria lettura di un testo, filtrata attraverso un percorso individuale di esperienze, ricordi, conoscenze, e le letture degli altri, anch’esse segnate da analoghi, ma diversi, itinerari.

La scoperta che lo stesso libro si presta a mille interpretazioni differenti, che una pagina da noi letta distrattamente ha suscitato riflessioni cui non avremmo mai pensato, ha qualcosa di eccitante e porta non solo ad approfondire la conoscenza di quella data opera, ma a guardare agli altri con maggiore attenzione. Per questo c’è chi ha detto, e noi concordiamo, che un gruppo di lettura sarebbe un buon esempio per i tanti dibattiti televisivi dove pare che ogni partecipante miri soprattutto a imporre le proprie parole su quelle altrui. Insomma, una scuola di politica viva.

Lungo preambolo per introdurre un piccolo fatto accaduto a Ruidoso, cittadina del New Mexico di circa ottomila abitanti, dieci dei quali – anzi, delle quali – sono socie orgogliose del Fabulous Ladies Book Club: donne, scrive Nora Krug sul Washington Post, che hanno superato di poco o di tanto la quarantina e che si riuniscono una volta al mese da Ranchers, una bisteccheria locale. O meglio, si riunivano, visto che l’ultima volta che il gruppo si è tenuto dal vivo è stata un anno fa, il 20 febbraio 2020 (libro prescelto per la conversazione, Becoming di Michelle Obama).

Da allora, come è successo a tanti circoli simili nel mondo, le favolose signore hanno continuato a parlare di libri attraverso uno schermo. Fino a quando, a fine dicembre, una di loro, Keri Rath, di professione ostetrica, ha saputo che era in arrivo un quantitativo di vaccino anti-Covid, ma occorreva organizzarne la somministrazione in modo efficace e rapido.

Subito Keri ha pensato alle sue compagne di lettura, «donne istruite, motivate, capaci». Detto fatto, le dieci lettrici – opportunamente addestrate e affiancate da personale sanitario – hanno allestito un centro vaccinazioni che tra il 3 e il 23 gennaio ha inoculato 2417 dosi, poco meno di un terzo della popolazione di Ruidoso, occupandosi al tempo stesso della campagna informativa via social, del coordinamento con il servizio pubblico della contea, dell’immagazzinamento del vaccino, dell’accoglienza ai cittadini.

Nonostante l’impegno (fino a cinquanta ore di lavoro volontario alla settimana), le signore sono entusiaste. «Dopo mesi in cui ci siamo sentite impotenti – ha detto una di loro, Marin Goza – abbiamo colto al volo l’opportunità di dare un aiuto per porre fine all’incubo in cui siamo piombati. Leggiamo letteratura per alimentare la nostra empatia e quindi ci è stato naturale metterla in pratica quando se n’è presentata l’occasione. Senza contare che sentivamo la mancanza delle altre, e questo è stato un modo per ritrovarci insieme».

lunedì 18 gennaio 2021

Gruppo di lettura “Libri nuovi”: Nicola LAGIOIA, La città dei vivi, Einaudi, 2020.




Roberta Rondini

Un libro che, nel parlarne, mette le ali ai piedi e le catene ai polsi, perché non è solo cronaca di un delitto efferato, narrazione di una città in un quasi sfacelo, racconto di un incubo materializzatosi tra le quattro pareti di un mediocre spazio domestico ma spunto per riflettere anche su altro, di un molto altro che riguarda tutti noi e per questo forse più difficile da accettare e da metabolizzare.

Raccontare una storia orribile, l’omicidio efferato del ventiquattrenne Luca Varani da parte di Manuel Foffo e Marco Prato, due giovani poco più grandi di lui, accaduto nel 2016 a Roma, non era né semplice né scontato. Una vicenda ancora molto calda mentre Lagioia si accinge a scrivere e sulla quale gravavano polemiche e giudizi drastici anche per la grande risonanza sui media che non avevano lesinato sulla vicenda, e su alcuni suoi risvolti, articoli, servizi giornalistici e programmi televisivi.

Lagioia inizia ad interessarsi all’omicidio su incarico del Venerdì di Repubblica per un reportage all’indomani del delitto. Inizialmente declina per un suo malessere ad affrontare il lavoro, tenta di scantonare, ma ci torna su per una sorta di attrazione fatale, come poi espliciterà, un’ossessione, in parte spiegata da motivazioni personali e psicologiche legate alle sue esperienze passate, in ogni caso spinta da una spiccata sensibilità per certe situazioni di frontiera culturali, sociali e comportamentali.

Una maggiore sfida, dunque, a rappresentare in un “altro” modo un accadimento altrimenti inspiegabile che lasciava intravedere nelle sue molteplici increspature aspetti complessi e sotterranei della nostra contemporaneità. Un romanzo distopico? Forse, se si intende con ciò il racconto della distopia stessa del nostro vivere metropolitano odierno. Comunque, una storia resa viva e pregnante da fatti, emozioni, irrazionalità, solitudini ed efferatezze, da un dolore serpeggiante, nascosto, poi moltiplicato ed esploso in mille frammenti di ferocia e di apparente disumanità in una Capitale attonita e esterrefatta ma infine complice.

Perché, pur se racconto di un delitto tra i più feroci e disumani che si possa immaginare, è anche  una narrazione corale che riguarda generazioni di giovani (a Roma ma non solo romani), spesso “di buona famiglia” che sembrano aver mancato molti dei punti di riferimento di quelle precedenti, e le generazioni dei loro padri e delle loro madri, genitori che si materializzano come comparse mute o fin troppo ciarliere ma sempre distanti e inadeguati, impreparati ad assolvere alla loro funzione di educatori e infine di cittadini:

… ragazzi assolutamente normali, a cui non mancava niente sul piano materiale, sembravano vivere come autentici disperati, per le droghe che prendevano, per come non riuscivano a mettere a fuoco la propria stessa identità, … per l’uso irrispettoso che facevano dei propri corpi, per il rapporto che intrattenevano con il denaro, per come sembravano incuranti di sprecare interi periodi delle loro vite...

È evidente, perciò, anche un atto di accusa forte e disperato verso una funzione genitoriale sempre più carente e incapace, fenomeno al quale negli ultimi anni molto poco si sta prestando attenzione a livello sociale e politico. 

Così, altrettanto forte e disperato è lo sguardo sulla montagna di cocaina che “splende” sulla città, consumata senza differenza di censo o di status sociale; evidenza di certo non solo letteraria ma sostanziata dai numeri e dalle analisi che certificano costantemente l’aumento del consumo di cocaina soprattutto in Europa, soprattutto nelle grandi città.

Ecco che lo sfacelo di Roma acquistava all’improvviso una sua logica…. la noia diventava speranza, l’accidia svaniva nell’operosità. Era il percorso della coca, la bianca rete elettrica che avvolgeva la città.

Il risultato finale è un romanzo documentario, rigoroso, ben strutturato e congegnato, distaccato per l’alterità che l’autore cerca e mantiene nei confronti dei colpevoli e della vittima che non è mai freddezza, bensì tentativo testardo di comprendere nelle radici più nascoste una sequenza di avvenimenti apparentemente slegati tra loro, di banalità, di compulsioni, di solitudini, di compimento del male estremo. 

martedì 12 gennaio 2021

Al Vascello si leggono Le istruzioni di Perec per usare la vita

Con la lettura di LA VITA, ISTRUZIONI PER L'USO di George Perec, Manuela Kustermann e Alkis Zanis ci porteranno dal Teatro Vascello a Parigi, in rue Simon-Crubellier, a visitare un condominio immaginario popolato da centinaia di persone con le loro storie intricate, discrete, particolari, o forse anche non troppo particolari.  In compagnia delle voci dei due lettori potremo così salire le scale del caseggiato popoloso cantato da Perec, entrando negli appartamenti di quel palazzo - libro - puzzle enciclopedico, tanto amato da Calvino, costellato di collegamenti, segnaletiche, cruciverba, e tanti giochi linguistici.  

Live streaming dal 15 gennaio 2021, ogni venerdì alle ore 21 e il sabato alle ore 19

visione gratuita previa prenotazione:

promozioneteatrovascello@gmail.com
oppure direttamente:
Streaming su Piattaforma ZOOM Teatro Vascello.
Link di invito: https://zoom.us/j/8371827431
ID Riunione 837 182 7431

domenica 13 dicembre 2020

Rezza e Mastrella in Live Streaming dal Teatro Vascello

 DAL CORPO LIBERO IN CONTUMACIA 

 

 

 

 

 

 

 

Antonio Rezza e Flavia Mastrella attraversano il web con i loro corpi, dal Teatro Vascello. Cosa succederà?

"Liberi" di stare soli sul palco senza la compagnia del pubblico, cosa raccontano questi due artisti sempre capaci di farci sorridere e ripensare a cosa stiamo vivendo?  Ma si può stare soli sul palco? O forse si ha bisogno di parlare, di vedere le persone e il loro sguardo attento, partecipe?

Si può vedere come è andato l'incontro al Teatro Vascello (e non solo...) il 12 e il 13 dicembre, cliccando su questo link: https://www.facebook.com/TeatroIlVascello/videos/153885286481823/




lunedì 2 novembre 2020

Presentazione online del libro Poesia e Libertà, a cura di Sonia Gentili


Questo libro è il frutto di un laboratorio curato da Sonia Gentili dal 2013 al 2018 nella bibliolibreria Plautilla di Monteverdelegge presso il Centro Diurno Cantiere 24.  Sviluppato attorno alla voce emersa in ciascuno dei partecipanti,  il libro è cresciuto anche grazie ai poeti (oltre a Sonia Gentili, Silvia Bre, Maria Grazia Calandrone, Claudio Damiani, Luigi Trucillo) intervenuti negli incontri.
Come dichiara Sonia Gentili "Questo laboratorio e questo libro sono il documento di una pratica della poesia nata in opposizione al concetto di “scuola di scrittura”, le cui implicazioni commerciali e omologanti sono incompatibili con la letteratura e con la sua libertà".
Con la curatrice ne discutono Maria Teresa Carbone, Patrizia Vincenzoni e l'editore Matteo Chiavarone. Leggono alcuni tra gli autori.



Venerdì 6 novembre, h.18.00 online  https://meet.jit.si/monteverdelegge

Presentazione online del libro Poesia e Libertà. Testi e immagini da un laboratorio,
a cura di Sonia Gentili, Edizioni Ensemble

 

domenica 25 ottobre 2020

Sotto il dominio della voce: la Penelope di Louise Glück



Fiorenza Mormile

Dopo l’attribuzione del Nobel 2020 alla poetessa statunitense Louise Glück sulle principali testate è apparso Penelope’s Song, Il canto di Penelope, uscito nel marzo 2003 sul numero 170 di “Poesia” nella traduzione di Massimo Bacigalupo, che riportiamo di seguito. La coincidenza mi ha spinto a recuperare queste note, frutto di un’antica devozione per questa autrice e degli stimoli offerti proprio da quel servizio (Nel giardino di Louise Glück, a cura di M.B.).

Penelope è un personaggio molto frequentato, specialmente da quando figure e situazioni del mito sono state analizzate da un punto di vista femminile per proporne nuove interpretazioni: citiamo tra tutte Eleanor Wilner, Carol Ann Duffy e in ambito italiano Rosaria Lo Russo e Bianca Tarozzi. Rivisitata sotto un ampio ventaglio di angolature e posizionamenti, tra l’ironico e il risentito, la regina di Itaca continua a offrire moltissimi spunti. In Duffy e Tarozzi, ad esempio, la tessitura della tela diventa metafora della scrittura con i suoi continui rifacimenti, mentre l’attesa esasperante ha un imprevisto risvolto positivo: la conquista di una centratura autonoma e della capacità di concentrarsi sui propri obiettivi. Anche Glück rivisita il mito di Penelope per dare spazio alla propria verità: nella raccolta Meadowlands (Harper Collins, 1996), settima delle dodici pubblicate, sovrappone la triade portante dell’Odissea ai componenti della propria problematica famiglia: il marito, se stessa, il figlio Noah. Ne mette a fuoco i risvolti psicologici con lucidità spietata, non risparmiando nemmeno se stessa. Così la scrittrice Emily Gordon commenta su “The Nation”: “Se l’Odissea è il racconto del ritorno di Ulisse, Meadowlands ne dà i dettagli in negativo: gli stessi dieci anni di viaggio, ma lontano da Itaca, alla volta di acque non segnate nelle carte. Come in Omero, marito e moglie di Glück soffrono separatamente e senza il beneficio della comunicazione. Ma in questa versione devono visitare insieme isole infide: Litigio, Nostalgia, Rimpianto. Invece del disfare la tela nottetempo di Penelope per ingannare i suoi pretendenti, qui è il matrimonio a venire smantellato”.