sabato 18 aprile 2026

POETI CHE TRADUCONO POETI: Patricia Peterle e Jonida Prifti, - 19 aprile 2026 h.11:30 al Casale dei Cedrati




Da sempre i poeti trovano nella traduzione uno stimolo per la propria scrittura: tradurre è esercizio di impossibilità, tentativo irrealizzabile e necessario di portare il senso e il suono di una lingua in un’altra lingua, di ibridare due sensibilità in un testo nuovo. Questo è il filo che corre lungo il ciclo “Poeti che traducono poeti” ideato e curato da Maria Teresa Carbone per il Casale dei Cedrati in collaborazione con Monteverdelegge: alcuni autori di oggi dialogano con altri lontani nel tempo e nello spazio, mostrando come ogni traduzione sia insieme perdita e creazione. 

Protagoniste del sesto appuntamento sono due poetesse, Patricia Peterle e Jonida Prifti, diverse nei modi e nei toni della scrittura, ma accomunate dall’essere approdate alla lingua italiana “da fuori”, provenienti da altri luoghi e contesti: Peterle, brasiliana e autrice di versi nel suo portoghese d’origine (Quando a língua bate, 7Letras 2024), è studiosa e traduttrice di tanti nostri poeti, da Andrea Zanzotto a Antonella Anedda; Prifti, albanese, nelle sue performances e nei suoi testi (Ajenk, Transeuropa 2011; Sorelle di confine, Marco Saya 2024), ha invece scelto l’italiano come strumento espressivo, forse mai del tutto dimentico delle sonorità della sua lingua-madre, dalla quale ha anche tradotto opere di altre autrici.

19 aprile 2026 | 11.30 – 13.00 
Casale dei Cedrati, Villa Pamphili, via Aurelia Antica 219, Roma

domenica 15 marzo 2026

POETI CHE TRADUCONO POETI: CARMEN GALLO - 15 marzo 2026 h.11 al Casale dei Cedrati



Da sempre i poeti trovano nella traduzione uno stimolo per la propria scrittura: tradurre è esercizio di impossibilità, tentativo irrealizzabile e necessario di portare il senso e il suono di una lingua in un’altra lingua, di ibridare due sensibilità in un testo nuovo. Questo è il filo che corre lungo il ciclo “Poeti che traducono poeti” ideato e curato da Maria Teresa Carbone per il Casale dei Cedrati in collaborazione con Monteverdelegge: alcuni autori di oggi dialogano con altri lontani nel tempo e nello spazio, mostrando come ogni traduzione sia insieme perdita e creazione. 

Protagonista del quinto appuntamento è Carmen Gallo, la cui opera di traduzione si intreccia con quella, altrettanto intensa, di scrittura poetica: da un lato, versioni dei maestri, primi fra tutti William Shakespeare e T.S. Eliot, così come di autrici contemporanee (Caryl Churchill, Hannah Sullivan); dall’altro le raccolte Stanze per una fuga (La Vita Felice, 2025), che include Le fuggitive uscito per Aragno nel 2021, e la recentissima Procne Machine (Einaudi 2026), dove si conferma la tensione propria di Gallo tra dialogo con la grande tradizione e voce pienamente e consapevolmente contemporanea.

15 marzo 2026 | 11.00 – 12.30
Casale dei Cedrati, Villa Pamphili, via Aurelia Antica 219, Roma

sabato 14 febbraio 2026

POETI CHE TRADUCONO POETI: PAOLO FEBBRARO, 15-02-2026, h.11-12.30, Casale dei Cedrati

Da sempre i poeti trovano nella traduzione uno stimolo per la propria scrittura: tradurre è esercizio di impossibilità, tentativo irrealizzabile e necessario di portare il senso e il suono di una lingua in un’altra lingua, di ibridare due sensibilità in un testo nuovo. 
Questo è il filo che corre lungo il ciclo “Poeti che traducono poeti” ideato e curato da Maria Teresa Carbone per il Casale dei Cedrati in collaborazione con Monteverdelegge: alcuni autori di oggi dialogano con altri lontani nel tempo e nello spazio, mostrando come ogni traduzione sia insieme perdita e creazione.

 Protagonista del quarto appuntamento è Paolo Febbraro, che alla scrittura di numerose raccolte – tra le altre, Il bene materiale. Poesie 1992-2007 (Scheiwiller, 2008), Fuori per l’inverno (Nottetempo, 2014), La danza della pioggia (Elliot, 2019) – affianca da anni un esercizio di traduzione, insieme esigente e generoso, coerente con una idea di poesia posta sotto il segno della “concordia discorde”. Ne sono esempio i suoi confronti con autori diversi come Joachim du Bellay, Francisco de Quevedo, Louis MacNeice, Michael Hartnett, e forse più ancora l’antologia Le grandi traduzioni (Elliot 2019), in cui Febbraro conduce i lettori in un percorso di “poeti che traducono poeti”, dall’Omero di Vincenzo Monti alla Sylvia Plath di Giovanni Giudici.

15 febbraio 2026 

h. 11.00 alle 12.30

Casale dei Cedrati, Villa Pamphili, via Aurelia Antica 219, Roma

sabato 17 gennaio 2026

POETI CHE TRADUCONO POETI: VINCENZO OSTUNI, 18-01-2026, h.11-13, Casale dei Cedrati

Da sempre i poeti trovano nella traduzione uno stimolo per la propria scrittura: tradurre è esercizio di impossibilità, tentativo irrealizzabile e necessario di portare il senso e il suono di una lingua in un’altra lingua, di ibridare due sensibilità in un testo nuovo. Questo è il filo che corre lungo il ciclo “Poeti che traducono poeti” ideato e curato da Maria Teresa Carbone per il Casale dei Cedrati in collaborazione con Monteverdelegge: alcuni autori di oggi dialogano con altri lontani nel tempo e nello spazio, mostrando come ogni traduzione sia insieme perdita e creazione. 

Protagonista del terzo appuntamento è Vincenzo Ostuni, autore di un’opera monumentale e programmaticamente incompiuta, il Faldone, “un libro di poesia che cambia nel tempo”, la cui più recente epifania è stata pubblicata dal Saggiatore nel 2025. Accanto a questo “testo della vita”, Ostuni lavora sulle parole (anche) come traduttore di poesia, confrontandosi con autori diversi come Friedrich Hölderlin e Emily Dickinson, della quale – ha detto – si è sforzato di rendere “un aspetto ingiustamente trascurato: la giocosità”.

 18-01-2026, h. 11.30 alle 13.00

Casale dei Cedrati, Villa Pamphili, via Aurelia Antica 219, Roma

sabato 13 dicembre 2025

POETI CHE TRADUCONO POETI: VALERIO MAGRELLI, 14-12-2025, h.11-13, Casale dei Cedrati











Valerio Magrelli in una foto di Leonardo Magrelli 

Il prossimo 14 dicembre, al Casale dei Cedrati, Villa Pamphili, via Aurelia Antica 219, si svolgerà il secondo incontro del ciclo “Poeti che traducono poeti”.  Da sempre i poeti trovano nella traduzione uno stimolo per la propria scrittura: tradurre è esercizio di impossibilità, tentativo irrealizzabile e necessario di portare il senso e il suono di una lingua in un’altra lingua, di ibridare due sensibilità in un testo nuovo. Questo è il filo che corre lungo il ciclo “Poeti che traducono poeti” ideato e curato da Maria Teresa Carbone per il Casale dei Cedrati in collaborazione con Monteverdelegge: alcuni autori di oggi dialogano con altri lontani nel tempo e nello spazio, mostrando come ogni traduzione sia insieme perdita e creazione.

Protagonista del secondo appuntamento è Valerio Magrelli, la cui attività di traduttore da sempre si affianca alla scrittura poetica, da Ora serrata retinae, Feltrinelli 1980, poi confluita in Le cavie. Poesie 1980-2018, Einaudi 2018, fino a Exfanzia, Einaudi 2022) e a quella in prosa (tra gli altri, Nel condominio di carne, Einaudi 2003 e 2024, e Geologia di un padre, Einaudi 2013). Ne sono esempio il lungo corpo a corpo con Mallarmé e il lavoro sul Misantropo di Molière (Mondadori 2025), accompagnato da un'Apologia della rima, che non può non rivelarsi tema di riflessione e di confronto con l’opera di Magrelli poeta.

14 dicembre 2025 

h. 11.30 alle 13.00

Casale dei Cedrati, Villa Pamphili, via Aurelia Antica 219, Roma

sabato 6 dicembre 2025

Il gruppo di MVL sulla letteratura sudamericana: "LE CUGINE" di Aurora Venturini

Un sabato mattina di ogni mese, da diciassette anni,  il gruppo di lettura storico di MVL si riunisce nella bibliolibreria gratuita PLAUTILLA per parlare di un libro che tutto il gruppo ha letto. Ogni anno un nuovo tema, ogni mese un nuovo libro, ad ogni incontro nuove conversazioni con scambio di tanti spunti, idee e pareri diversi suscitati dalla lettura che ciascuno ha fatto per conto proprio. 

Quest'anno il gruppo ha deciso di compiere un viaggio nella letteratura del Sud America, un grande continente con tanti scrittori conosciuti, ma anche poco conosciuti al grande pubblico.

Il gruppo ha iniziato il primo incontro ad ottobre con Notturno Cileno (Sellerio, 2003) del cileno Roberto Bolaño e proseguito a novembre con Le Cugine di Aurora Venturini (Sur, 2022). Per fare cosa gradita ai lettori del blog di MVL abbiamo deciso di pubblicare qui, dopo ogni incontro,  qualche citazione ritagliata dai libri che abbiamo letto e su cui si sono soffermate le nostre conversazioni. 

"... E così mi vennero ispirazioni enormi e sognavo i fatti vissuti trasformandoli in figure sempre più colorate e belle che nella mia immaginazione si muovevano e conversavano con me costringendomi a tirarle fuori e a riversarle sui cartoni e sulle tele ed ero comunque una strana creatura e dipendevo dagli ordini che mi davano tirannicamente quelle forme o figure e se non obbedivo mi mordevano con i denti di vetro il cervello e il cuore quando l'esperienza vissuta significava qualcosa e mi obbligava a trasferirla su una tela o un cartone. " scelta da Donatella

"Avrei dovuto domare la bestia irsuta che mi lacerava le viscere perché non ero l'eccezione ma la possibilità di evadere da un circo stravagante da una disgraziata pleiade, da un oceano di liquidi esausti e morenti, si, dovevo trionfare su quella montagna di escrementi e deformità e lo avrei fatto almeno finché l'energie vitali della gioventù mi avessero aiutato." scelta da Nicola

 "Quando I fiori si arrabbiano agitano i pistilli arricciano i petali che sembrano animaletti velenosi e sfuggenti cambiano aspetto non sono del tutto vegetali e animali sono folletti o ninfe del male e non perché lo desiderano ma perché provano disgusto e rabbia per certi comportamenti umani che li fanno soffrire già abbastanza quando li strappano e li portano al negozio di fiori senza accorgersi che dai loro pollini quando soffia il vento di fa cadere sulla terra fertile nasceranno piantine come quelle che gli danno dato grazie colore." scelta da Maria Cristina 

E ancora una citazione da Donatella: 
"Di quelle coste vuote mi restò soprattutto l’abbondanza del cielo. Più di una volta mi sono sentito minuscolo sotto quell’azzurro dilatato: sulla spiaggia gialla eravamo come formiche al centro di un deserto. E se ora che sono vecchio trascorro i miei giorni nelle città è perché le città nascondono il cielo. Laggiù, invece, di notte dormivamo alle intemperie, quasi schiacciato dalle stelle. Era come se fossero a portata di mano ed erano grandi, innumerevoli, senza troppo nero tra l’una e l’altra, quasi crepitanti, e il cielo come la parte crivellata di un vulcano attivo che lasciava intravedere attraverso i suoi buchi l’incandescenza interna.".

Il prossimo libro sarà Il testimone, di Juan José Saer, il gruppo si riunirà il Sabato 13 dicembre da Plautilla alle ore 11. 

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