martedì 8 settembre 2026

STASERA ANDIAMO AL TEATRO VASCELLO?

foto di scena da Tragudia, Il canto di Edipo, regia di Alessandro Serra

KAOS è la parola che quest’anno tiene il filo degli spettacoli che vedremo al Teatro Vascello, luogo che come ogni teatro è un “argine che contiene il fiume senza annullarlo”: queste ultime sono parole della direttrice artistica Manuela Kustermann alla presentazione della stagione 2026-27. Kaos - manteniamo questa dicitura senza tradurla per restare nel suo significato originario - è un termine greco composto (da χαίνω e χάσκω), che, etimologicamente, significava voragine, gorgo buio, abisso, uno spazio spalancato che nel mito conteneva in stato informe i quattro elementi primari acqua, terra, fuoco, e aria.

Si può dire che il teatro, fino dalle sue origini, ha messo in atto un contenimento rispetto al Kaos, ovvero all’abisso che tormenta gli esseri umani, elaborando i grandi temi tragici e provocando la catarsi collettiva di una comunità, ed oggi, in una società pervasa dalla smaterializzazione digitale, il teatro può e forse deve necessariamente continuare a svolgere questo compito, convocando nello stesso luogo, mediante la fisicità e la presenza di chi lo abita, il corpo degli attori e “le solitudini plurali della platea”.

Per attraversare la ricchissima programmazione 2026-27 al Teatro Vascello, che interroga mediante arti performative e musica gli spettatori su questo kaos nel quale siamo immersi, scegliamo quest’anno di presentarla trimestralmente, in modo da non perdere neppure una data. Infatti, a differenza del cinema, di cui la riproducibilità offre le circostanze per vedere e rivedere una copia, in teatro ogni recita – anche le repliche, si - è un evento unico, vivo, comunque irripetibile e tante volte dispiace non avere saputo in anticipo la data di una rappresentazione. Per questo, a inizio dicembre, scriveremo un nuovo post di aggiornamento per il trimestre successivo, e così via. 

 Per ora, quindi, presenteremo sinteticamente solo gli spettacoli che a settembre, ottobre e novembre, il teatro Vascello porterà in scena, - con cadenza settimanale- frutto del lavoro e della collaborazione di tante compagnie e produzioni teatrali italiane e internazionali, nonché di diverse collaborazioni con realtà culturali come il Romeuropa Festival e l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”. 

A settembre si inizia dal 15 al 16, fino al con un viaggio nell’universo di una delle maestre della danza postmoderna, l’americana Lucinda Childs, con GLASS WITH SILENCE, che presenta due lavori iconici degli anni ’70 e due nuove coreografie della danzatrice e coreografa ispirate ai celebri e ipnotici Études di Philip Glass. Seguono alcuni spettacoli di teatro d’attore: dal 23 al 27 settembre LO STRANO CASO DEL DOTTOR JEKILL E DEL SIGNOR HIDE, liberamente tratto dal romanzo di R.L. Stevenson con regia di Fabio Condemi, con gli spazi e immagini di Fabio Cherstich e con Christian La Rosa

 Seguono due lavori che guardano alla Grecia: dal 29 settembre al 4 ottobre TRAGUDIA, IL CANTO DI EDIPO, in cui la regia di Alessandro Serra, di cui avevamo già visto uno splendido Macbettu recitato in sardo, traduce il mito greco arcaico nella lingua della Magna Grecia, il grecanico, mentre dal 7 all’11ottobre con LEMNOS, progetto performativo corealizzato con il Romaeuropa Festival, con la regia, drammaturgia, scene e video di Giorgina Pi attraverserà il mito arcaico, la poesia e il paesaggio contemporaneo dell’isola di Lemnos. 

 Dal 14 al 18 ottobre il regista Elio De Capitani, con scene e costumi di Carlo Sala, porta in scena L’OROLOGIO AMERICANO, un testo nel quale il drammaturgo americano Arthur Miller nel 1980 affrontava, attraverso il meccanismo del ricordo, la storia di una famiglia e la crisi economica degli anni Trenta in America, e che vedrà in scena la giovane Compagnia dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”. 

 Come il già citato LEMNOS, tra ottobre e novembre tre altri spettacoli co-realizzati dal Teatro Vascello con il Romaeuropa festival: dal 28 al 29 ottobre debutterà in prima nazionale di LA MEDIUM, un lavoro femminista di e con Marta Cuscunà, ispirato alla storia vera di Hersilie Rouy, musicista e compositrice figlia del celebre illusionista Charles Rouy (noto per il numero de "La Donna Invisibile"), che finì ingiustamente rinchiusa in un manicomio. 
Segue, dal 31 ottobre al 1° novembre, CATALOGO, un intervento coreografico che riunisce in un’unica serata alcuni tra i più importanti coreografi della scena italiana e internazionale: Silvia Gribaudi, Francesca Pennini / CollettivO CineticO, Sotteraneo, Emio Greco | Pieter C. Scholten. L’idea originale di Marta Ciappina (Premio Danza&Danza 2022 e Premio Ubu 2023 come miglior attrice/performer,) realizzata con Marco D’Agostin, Damien Modolo, mette in scena un blind-date coreografico, ovvero un insieme di azioni coreografiche in cui i performer non hanno mai visto prima M., la protagonista, danzatrice che decide di orchestrare la propria sparizione. 
Dopo la danza si torna al teatro d’attore, ancora con il Romaeuropa Festival il 4-5 novembre con STARMAN, LA VERA STORIA DI LEON SKUM di e con Pietro Giannini, Premio Ubu come miglior attore 2025, che costruisce la storia della figura prismatica e controversa di Leon Skum. L’attore - regista è giovanissimo, ma lo avevamo già visto al REF nel 2023 con il monologo La trattoria calante, racconto di inchiesta sui fatti che hanno portato alla tragedia del ponte Morandi, che aveva debuttato al Romaeuropa Festival, nell’ambito della rassegna Anni Luce- PoweredbyRef, prodotto dal Teatro Nazionale di Genova. 

A novembre due brevi intervalli di un solo giorno : il 10 novembre con la danza contemporanea Coreana C’ERA UNA VOLTA, coreografia, danzatori LIM Jinho, JI Kyung Min, LEE Kyunggu e l’ 11 novembre con IL GIORNO DELLA CIVETTA una lettura - concerto dal vivo con musiche originali e direzione artistica di Paolo Vivaldi al pianoforte, e voce recitante di Vita Villi, dopo di che si torna ancora ad una produzione teatrale in collaborazione con il Romaeuropa Festival, IL PRODIGIO, dal 13 al 22 novembre, in cui Giacomo Bisordi porta in scena l’omonimo primo romanzo del drammaturgo Fabrizio Sinisi. In scena si alterneranno quattro bravissimi attori italiani, Gabriele Portoghese, Federica Rosellini, Chiara Ferrara e Candida Nieri. 

 Il primo trimestre di programmazione si conclude a fine novembre, dal 24 al 29, con QUINTO: NON UCCIDERE, dal 24 al novembre, uno spettacolo ispirato al film Broken Lullaby di Ernst Lubitsch. scritto e diretto da Massimiliano Civica - quattro volte Premio Ubu per la miglior regia, con Maria Vittoria Argenti, (che ha collaborato al testo) Monica Demuru, Luigi Fedele, Francesco Rotel Francesco Rotelli, Marcello Sambati, Paola Tintinelli. 

Non resta da fare altro che consultare il sito del Teatro e prenotare, ricordando che i soci di Monteverdelegge hanno una scontistica dedicata, e allora, ci vediamo al Vascello! 

venerdì 12 giugno 2026

Insieme da Plautilla: MARTEDI 16 GIUGNO ORE 16-18, CANTIERE 24 IN FESTA!


 
L'associazione Monteverdelegge è lieta di invitare tutti i soci e la cittadinanza alla festa che si terrà da Plautilla e in tutto il Centro Diurno CANTIERE 24. Si potranno vedere in esposizione i lavori realizzati nei laboratori del Centro Diurno in collaborazione tra Monteverdelegge e la cooperativa Aelle il Punto. 

In particolare, da Plautilla, bibliolibreria gratuita fondata nel 2013 e che ora è stata riorganizzata nell'ambito di un laboratorio svolto da Valerio De Simone con gli utenti del Centro Diurno, si potranno prendere libri in prestito, e si potrà interagire con Passaparola, installazione interattiva frutto del laboratorio Con il corpo vivo, svolto con gli utenti del Centro Diurno da Maria Cristina Reggio con Monteverdelegge e Aelle il Punto. 

Durante la festa del Centro Diurno si potranno assaggiare i cocktail analcolici realizzati nell'ambito di  "Bere Zero", laboratorio del progetto L.E.O.  (Laboratori Esperienziali e di Orientamento) che si tiene al Centro Diurno "Monteverde", uno dei Centri Diurni della Asl Roma 3 che si caratterizza per la finalità pre-formativa e di orientamento al lavoro. Tali laboratori, dedicati ad utenti in età giovanile, offrono attività focalizzate sul mondo della ristorazione e sull'expertise nell'area Social Media. 

I cocktail analcolici, realizzati con ingredienti naturali, e accompagnati da finger food, saranno ispirati, nei temi, colori e sapori, al luogo che ci ospita e ai suoi protagonisti.

 
Martedì 16 giugno 2026 dalle ore 16 alle 18
Plautilla- Centro Diurno CANTIERE 24
Dipartimento di Salute mentale della ASL Roma3
Via Colautti 28-30 - Roma 

giovedì 4 giugno 2026

POETI CHE TRADUCONO POETI: festa finale al Casale dei Cedrati il 4 giugno dalle 18 alle 21

Giovedì alle ore 18, al Casale di Cedrati, in via Aurelia Antica 219, Maria Teresa Carbone e Monteverdelegge festeggiano tutte le lingue della poesia con  Damiano Abeni, Annelisa Alleva, Antonella Anedda, Alessandro Anil, Daniela Attanasio, Silvia Bre, Francesco Deotto, Moira Egan, Paolo Febbraro, Carmen Gallo, Marco Giovenale, Federico Italiano, Matteo Lefèvre, Guido Mazzoni, Fiorenza Mormile, Vincenzo Ostuni,  Patricia Peterle, Jonida Prifti, Laura Pugno,  Sara Ventroni. 

sabato 18 aprile 2026

POETI CHE TRADUCONO POETI: Patricia Peterle e Jonida Prifti, - 19 aprile 2026 h.11:30 al Casale dei Cedrati




Da sempre i poeti trovano nella traduzione uno stimolo per la propria scrittura: tradurre è esercizio di impossibilità, tentativo irrealizzabile e necessario di portare il senso e il suono di una lingua in un’altra lingua, di ibridare due sensibilità in un testo nuovo. Questo è il filo che corre lungo il ciclo “Poeti che traducono poeti” ideato e curato da Maria Teresa Carbone per il Casale dei Cedrati in collaborazione con Monteverdelegge: alcuni autori di oggi dialogano con altri lontani nel tempo e nello spazio, mostrando come ogni traduzione sia insieme perdita e creazione. 

Protagoniste del sesto appuntamento sono due poetesse, Patricia Peterle e Jonida Prifti, diverse nei modi e nei toni della scrittura, ma accomunate dall’essere approdate alla lingua italiana “da fuori”, provenienti da altri luoghi e contesti: Peterle, brasiliana e autrice di versi nel suo portoghese d’origine (Quando a língua bate, 7Letras 2024), è studiosa e traduttrice di tanti nostri poeti, da Andrea Zanzotto a Antonella Anedda; Prifti, albanese, nelle sue performances e nei suoi testi (Ajenk, Transeuropa 2011; Sorelle di confine, Marco Saya 2024), ha invece scelto l’italiano come strumento espressivo, forse mai del tutto dimentico delle sonorità della sua lingua-madre, dalla quale ha anche tradotto opere di altre autrici.

19 aprile 2026 | 11.30 – 13.00 
Casale dei Cedrati, Villa Pamphili, via Aurelia Antica 219, Roma

domenica 15 marzo 2026

POETI CHE TRADUCONO POETI: CARMEN GALLO - 15 marzo 2026 h.11 al Casale dei Cedrati



Da sempre i poeti trovano nella traduzione uno stimolo per la propria scrittura: tradurre è esercizio di impossibilità, tentativo irrealizzabile e necessario di portare il senso e il suono di una lingua in un’altra lingua, di ibridare due sensibilità in un testo nuovo. Questo è il filo che corre lungo il ciclo “Poeti che traducono poeti” ideato e curato da Maria Teresa Carbone per il Casale dei Cedrati in collaborazione con Monteverdelegge: alcuni autori di oggi dialogano con altri lontani nel tempo e nello spazio, mostrando come ogni traduzione sia insieme perdita e creazione. 

Protagonista del quinto appuntamento è Carmen Gallo, la cui opera di traduzione si intreccia con quella, altrettanto intensa, di scrittura poetica: da un lato, versioni dei maestri, primi fra tutti William Shakespeare e T.S. Eliot, così come di autrici contemporanee (Caryl Churchill, Hannah Sullivan); dall’altro le raccolte Stanze per una fuga (La Vita Felice, 2025), che include Le fuggitive uscito per Aragno nel 2021, e la recentissima Procne Machine (Einaudi 2026), dove si conferma la tensione propria di Gallo tra dialogo con la grande tradizione e voce pienamente e consapevolmente contemporanea.

15 marzo 2026 | 11.00 – 12.30
Casale dei Cedrati, Villa Pamphili, via Aurelia Antica 219, Roma

sabato 14 febbraio 2026

POETI CHE TRADUCONO POETI: PAOLO FEBBRARO, 15-02-2026, h.11-12.30, Casale dei Cedrati

Da sempre i poeti trovano nella traduzione uno stimolo per la propria scrittura: tradurre è esercizio di impossibilità, tentativo irrealizzabile e necessario di portare il senso e il suono di una lingua in un’altra lingua, di ibridare due sensibilità in un testo nuovo. 
Questo è il filo che corre lungo il ciclo “Poeti che traducono poeti” ideato e curato da Maria Teresa Carbone per il Casale dei Cedrati in collaborazione con Monteverdelegge: alcuni autori di oggi dialogano con altri lontani nel tempo e nello spazio, mostrando come ogni traduzione sia insieme perdita e creazione.

 Protagonista del quarto appuntamento è Paolo Febbraro, che alla scrittura di numerose raccolte – tra le altre, Il bene materiale. Poesie 1992-2007 (Scheiwiller, 2008), Fuori per l’inverno (Nottetempo, 2014), La danza della pioggia (Elliot, 2019) – affianca da anni un esercizio di traduzione, insieme esigente e generoso, coerente con una idea di poesia posta sotto il segno della “concordia discorde”. Ne sono esempio i suoi confronti con autori diversi come Joachim du Bellay, Francisco de Quevedo, Louis MacNeice, Michael Hartnett, e forse più ancora l’antologia Le grandi traduzioni (Elliot 2019), in cui Febbraro conduce i lettori in un percorso di “poeti che traducono poeti”, dall’Omero di Vincenzo Monti alla Sylvia Plath di Giovanni Giudici.

15 febbraio 2026 

h. 11.00 alle 12.30

Casale dei Cedrati, Villa Pamphili, via Aurelia Antica 219, Roma

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