Visualizzazione post con etichetta lettura ad alta voce. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lettura ad alta voce. Mostra tutti i post

giovedì 22 ottobre 2015

MVL alla "Crispi", tempo donato alla lettura

Enza Bertoni
La collaborazione dell'associazione Monteverdelegge per la promozione alla lettura e la scuola elementare Francesco Crispi, continua anche quest'anno. L'incontro avuto con alcune insegnanti, che intendono avvalersi di questo servizio volontario per migliorare le potenzialità di ciascun allievo, è stato positivo e favorevole. E' un segnale significativo ed innovativo nell'utilizzo delle risorse del territorio. Tutto ciò non "porterà via tempo" ma rafforzerà la lettura.
Noi di Monteverdelegge ci crediamo.

sabato 1 novembre 2014

Quel che resta di Manzoni (molto, a dispetto di chi vorrebbe farla finita con i classici)

Maria Teresa Carbone
La letteratura, come la vedeva Ezra Pound, è “novità che resta novità”. E Calvino: “Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire”, perché “i classici sono libri che esercitano un'influenza particolare sia quando s'impongono come indimenticabili, sia quando si nascondono nelle pieghe della memoria mimetizzandosi da inconscio collettivo o individuale”.
A leggere i grandi testi del passato, insomma, non si ha che da guadagnare, anche se pensiamo di averli dimenticati, anche se lì per lì non ci piacciono. E chi lo nega? Beh, per esempio Nick Hornby, che di recente al Cheltenham Literary Festival ha detto, senza tanto girarci intorno: “I romanzi dovrebbero essere come la tivù. Guai se affaticano chi li legge, meglio mollarli subito”. Non che si debbano prendere in mano soltanto libri facili, concede l'autore di About a Boy, perché “capita che si sia interessati a cose complicate”: quello che conta è che “si proceda al galoppo”. Come si possa leggere in fretta un testo complesso (e poi perché), Hornby non lo dice, ma gli crediamo sulla parola. Curiosamente, proprio negli stessi giorni, il protagonista cinematografico di About a Boy, Hugh Grant (ottimi studi a Oxford prima di diventare attore), nel corso di un'intervista ha maledetto Internet, colpevole di avere distrutto il piacere della lettura, riducendo al minimo la nostra capacità di attenzione: “Arrivi alla fine di un tweet e ti sei già annoiato”.
L'accusa è vecchia e ricercatori seri come Maryanne Wolf, che in Proust e il calamaro ha analizzato i meccanismi della lettura dal punto di vista delle neuroscienze, confermano che il rischio di “disimparare a leggere” (cioè di leggere come si faceva qualche decennio fa) è forte. E ad andarci di mezzo sono i libri che non si mandano giù come un bicchier d'acqua – i classici, al primo posto.
E al primo posto fra i classici a rischio di estinzione (di lettori), in Italia c'è il romanzo per eccellenza, quello che tutti, proprio tutti, hanno – abbiamo – letto a scuola e che per questo, anche quando non c'era Internet e Facebook e gli smartphone, era l'emblema del libro da odiare: I promessi sposi. Figurarsi adesso. Certo, il capolavoro di Manzoni resta una tappa inaggirabile nei programmi ministeriali, ma per tanti insegnanti è un incubo: “L'altro giorno un allievo mi ha detto che questa estate ha provato a leggere i libri di Sciascia, ma li ha trovati pesanti. Quante probabilità ho di farlo appassionare alle vicende di Renzo e Lucia?” si chiede una professoressa di lettere di un liceo scientifico romano.
Non è un grido di dolore isolato, se a settembre “Micromega” ha pubblicato nel suo sito un saggio di Giovanni Petta, Come insegnare Manzoni a scuola, tassello di un trittico che comprende Dante e Leopardi: concrete istruzioni ad uso dei docenti che non vogliono arrendersi alla dismissione delle opere-cardine della letteratura italiana.

mercoledì 26 febbraio 2014

MVL bambini, nel mondo incantato di Orecchio acerbo

Enza Bertoni
Una "piccola - grande" casa editrice nel quartiere Monteverdevecchio.
Orecchio acerbo è una raffinata casa editrice, che pubblica per bambini da 0 a 14 anni, ma che piace moltissimo anche agli adulti. Da qualche tempo, ogni venerdì, spalanca le sue porte a bimbi e genitori e anche noi di Monteverdelegge bambini partecipiamo.
Dovreste vedere che gioia e che festa tra favole, libri, torte, grida felici, occhi attenti !
Non è vero che le favole non servono più! servono, servono e vi dirò che in questo luogo la lettura è esaltante, stupefacente, grazie a Carla che drammatizza ogni parola e i bimbi l'ascoltano incantati; tutto è vivo, tutto è vitale, anche la gatta, il cane ascoltano volentieri. Basta trovare la strada giusta e i bimbi accorrono. Il mondo incantato che le favole scatenano nella mente dei bambini ci permettono di approfondire i loro bisogni e capire l'importanza che questi incontri hanno.
Noi adulti pretendiamo che la mente dei piccoli funzioni come quella dei grandi, ma non è così.Stimolare ed alimentare questa attenzione, questa partecipazione, questa acquisizione di leggere, di sfogliare, di annusare, di toccare i libri è l'obiettivo di Orecchio Acerbo e Monteverdelegge bambini, che attraverso le letture diverte i bimbi e suscita la loro curiosità. Ma la cosa più gratificante è quella di aiutare i bimbi a esprimere i loro linguaggi emotivi e avere fiducia in se stessi. Scriveva Schiller: "C'è un significato più profondo nelle fiabe che mi furono narrate nella mia infanzia che nella verità qual è insegnata nella vita". Più fiabe, più dialogo e comunicazione e noi invitiamo sempre più i bimbi alla lettura, esercitando così anche la parola.
A presto al civico 54 di via Saffi, dove ha sede Orecchio acerbo.

sabato 15 febbraio 2014

I bambini si guardano attraverso lo specchio di Alice

Enza Bertoni
La nostra lettura ad alta voce continua.
Ascoltando la fantastica avventura di Alice, prigionieri del turbinio del testo, i bimbi mettono il loro respiro nelle scoperte che fa la nostra "amica".
Non sentono più niente e quando stiamo per finire di leggere è come se volessero riprendere fiato.
Intanto, mi chiedo, osservandoli così attentamente occupati tra matite, fogli, gomme, colori, i bimbi proiettati, rimbalzati in queste storie fantastiche, ricche di personaggi quali il bianco coniglio, il gatto del Cheshire, e di tanti altri personaggi, sanno che quelle meraviglie rappresentano i loro ostacoli quotidiani? che le difficoltà che incontra Alice, sono le loro difficoltà che devono affrontare e superare ogni giorno?
Vedremo, vedremo continuando la lettura e condividendo emozioni e stati d'animo.
Facciamoci guidare dal prezioso libro!

sabato 2 novembre 2013

MVL bambini, un foglio di diario

Enza Bertoni
Finite le vacanze, MVL Bambini ha ripreso i suoi incontri. Un'idea semplice che è partita l'anno scorso e che oggi prosegue: i bambini dai 7 ai 10 anni si sono ripresentati puntuali all'indirizzo di via D. Bartoli 24 per ascoltare romanzi e racconti letti ad alta voce, e si è rinnovata anche la partecipazione dei genitori, il che non guasta. Qualche genitore "nuovo partecipante" mi ha detto che non ha tempo, è troppo occupato per poter leggere delle stoie e quindi, appena ha saputo di questa iniziativa, ha deciso di far partecipare il figlio.
Gli incontri sono ricominciati già da due settimane  e si sono formati due gruppetti compatti, il giovedì e il venerdì. Devo dire che sono entusiasta, poiché non c'è solo l'attenzione, ma anche interessi e commenti, che mi lasciano sempre stupita: i risultati infatti paiono sorprendenti, anche perché si tende spesso a dimenticare che nella mente infantile si nasconde un vero e proprio pozzo di fantasia dal quale attingere.
Non è vero che tra i bambini sia diminuita la capacità di apprezzare la lettura ad alta voce che, nella sua apparente semplicità, li attrae, li affascina, li rende partecipi. Alcune volte mi soffermo, chiedendo loro cosa significhi questa o quella parola, questo o quel comportamento di uno dei personaggi, e sempre i bambini rispondono con molta puntualità, e i sentimenti che affiorano sono l'amore, l'amicizia, la solitudine.
Se ho preso questo impegno, è perché spero che i libri non vengano abbandonati dai bambini e questa esperienza li invogli a frequentare le biblioteche, le librerie e magari quel luogo molto particolare che è Plautilla, la nostra bibliolibreria gratuita di quartiere. 
Leggere, ne sono convinta, è uno strumento per renderli, per renderci, più liberi.

domenica 7 luglio 2013

Morelli e Donalisio, viaggio sonoro nella poesia di Caproni

Si può "raccontare una lettura"? E di più, una lettura poetica? Enza Bertoni, dopo avere ascoltato sabato scorso le voci di Paolo Morelli e Fabio Donalisio alternarsi seguendo le pagine della raccolta Il muro della terra di Giorgio Caproni, ha scelto di raccontare il suo personale ascolto della lettura.  E chi ha assistito all'incontro e al dibattito vivace, perfino pungente, che lo ha seguito, sa che proprio degli infiniti modi di leggere e di ascoltare si è parlato.

Enza Bertoni

Nell'intimo spazio di Plautilla, abbiamo condiviso la lettura integrale della raccolta Il muro della terra di Giorgio Caproni, fatta dai poeti/scrittori Paolo Morelli e Fabio Donalisio. Mentre le letture si alternavano tra i due, noi abbiamo sperimentato forme di conoscenza della vita, delle cose, che riverseremo nei gesti della quotidianità. 
La poesia di Caproni è viva, è vera! Per il poeta si tratta di mantenere le forme, la purezza essenziale del linguaggio e svuotarlo di senso, cercando di lavorare con le parole, di attraversare la storia senza esserne attraversati. 
"Tutto sembra intatto, ma il poeta rimane con se stesso" dice Morelli.Ed è una posizione etica del poeta Caproni, il luogo dal quale guarda e scrive, ma che non dà la possibilità di impossessarsi e raccogliere gran quantità di ricordi, di emozioni, poiché nel suo "viaggio" tra le parole e i suoni dimostra umiltà nel cercare una possibile verità delle cose. Le parole, dice Donalisio, sono algide e quindi non devono trasmettere pathos (?), ma lasciano un segno particolare, afferrando il senso profondo, nascosto che ci spinge oltre.

                                             "L'uomo che se ne va
                                              e non si volta : che sa
                                              d'aver più conoscenza
                                              ormai di là che di qua"
Il tono si modifica nel ritmo, nei suoni, che a volte si fanno incalzanti, altre volte ossessivi come i canti dei pastori.
Privacy Policy