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martedì 18 marzo 2014

MVL Bambini: Alice nel paese delle meraviglie, il triangolo della fantasia

Enza Bertoni
 
"La favola di Alice rimane 
come un sogno di cose lontane, 
come un dolce ricordo gentile
chiuso nella memoria infantile,
come l'odore di rosmarino
che è nella veste del pellegrino".
Evviva! con Agata, Vittoria, Viola, Damiano, Vlad, abbiamo completato la lettura del fantastico libro Alice nel paese delle meraviglie. Si sono innamorati di questo libro-fantastico, di questo libro-giocattolo e alla fine sembra che abbiano conquistato nuovi spazi immaginativi.
Piccoli lettori hano sognato insieme ad Alice le avventure affascinanti nelle quali la bimba si è "buttata". Il viaggio onirico della bimba ha provocato stratificazioni di esperienze anche nel loro animo ed alla fine sono esplosi raccontando i loro sogni. Le difficoltà di Alice diventano le loro, ma noi sappiamo che possono essere superate soltanto se ci sono degli adulti che sostengono, che ascoltano.
Sebbene fuori ci siano suoni stordenti, turbinio di immagini, "troppi pieni", ebbene, nonostante ciò, i bambini riescono a costruire le loro emozioni, i loro sogni. Tutelare il diritto a sognare, mi sembra obbligatorio da parte degli adulti, dedicare tempo,  dare ascolto fa bene a tutti.
La capacità di fantasticare, pensare, guardare attraverso le cose diventa una ricchezza:  "Sapessi, ho fatto un sogno così curioso! - dice Alice; il Coniglio Bianco, il Topo, la Lepre Marzolina, la crudele Regina, il bambino porcello" etc.... Sogni belli e brutti, spaventosi e rassicuranti, si intrecciano tra le loro parole.
Stravaccati sul tappeto, tra matite, fogli, danno fondo ai loro ricordi e a ciò che le avventure provocano nelle loro menti. Le difficoltà di Alice diventano le loro,  ma possono superarle se li proteggiamo, se facciamo sentire che siamo qui e facciamo quello che possiamo.
E' stata una straordinaria  occasione riprendere tra le mani il testo, si torna all'infanzia, a rifugi sereni e ci si rilassa. Basta con la realtà nevrotica degli adulti !

sabato 15 febbraio 2014

I bambini si guardano attraverso lo specchio di Alice

Enza Bertoni
La nostra lettura ad alta voce continua.
Ascoltando la fantastica avventura di Alice, prigionieri del turbinio del testo, i bimbi mettono il loro respiro nelle scoperte che fa la nostra "amica".
Non sentono più niente e quando stiamo per finire di leggere è come se volessero riprendere fiato.
Intanto, mi chiedo, osservandoli così attentamente occupati tra matite, fogli, gomme, colori, i bimbi proiettati, rimbalzati in queste storie fantastiche, ricche di personaggi quali il bianco coniglio, il gatto del Cheshire, e di tanti altri personaggi, sanno che quelle meraviglie rappresentano i loro ostacoli quotidiani? che le difficoltà che incontra Alice, sono le loro difficoltà che devono affrontare e superare ogni giorno?
Vedremo, vedremo continuando la lettura e condividendo emozioni e stati d'animo.
Facciamoci guidare dal prezioso libro!

domenica 12 gennaio 2014

L'incipit della domenica - Alice nel paese delle meraviglie

Lewis Carroll
Alice cominciava a sentirsi assai stanca di sedere sul poggetto accanto a sua sorella, senza far niente: aveva una o due volte data un'occhiata al libro che la sorella stava leggendo, ma non v'erano nè dialoghi nè figure, - e a che serve un libro, pensò Alice, - senza dialoghi nè figure?
      E si domandava alla meglio, (perchè la canicola l'aveva mezza assonnata e istupidita), se per il piacere di fare una ghirlanda di margherite mettesse conto di levarsi a raccogliere i fiori, quand'ecco un coniglio bianco dagli occhi rosei passarle accanto, quasi sfiorandola.
      Non c'era troppo da meravigliarsene, nè Alice pensò che fosse troppo strano sentir parlare il Coniglio, il quale diceva fra se: "Oimè! oimè! ho fatto tardi!" (quando in seguito ella se ne ricordò, s'accorse che avrebbe dovuto meravigliarsene, ma allora le sembrò una cosa naturalissima): ma quando il Coniglio trasse un orologio dal taschino della sottoveste e lo consultò, e si mise a scappare, Alice saltò in piedi pensando di non aver mai visto un coniglio con la sottoveste e il taschino, nè con un orologio da cavar fuori, e, ardente di curiosità, traversò il campo correndogli appresso e arrivò appena in tempo per vederlo entrare in una spaziosa conigliera sotto la siepe. 
      Un istante dopo, Alice scivolava giù correndogli appresso, senza pensare a come avrebbe fatto poi per uscirne. 
      La buca della conigliera filava dritta come una galleria, e poi si sprofondava così improvvisamente che Alice non ebbe un solo istante l'idea di fermarsi: si sentì cader giù rotoloni in una specie di precipizio che rassomigliava a un pozzo profondissimo. 
      Una delle due: o il pozzo era straordinariamente profondo o ella ruzzolava giù con grande lentezza, perchè ebbe tempo, cadendo, di guardarsi intorno e di pensar meravigliata alle conseguenze. Aguzzò gli occhi, e cercò di fissare il fondo, per scoprire qualche cosa; ma in fondo era buio pesto e non si scopriva nulla. Guardò le pareti del pozzo e s'accorse che erano rivestite di scaffali di biblioteche; e sparse qua e là di mappe e quadri, sospesi a chiodi. Mentre continuava a scivolare, afferrò un barattolo con un'etichetta, lesse l'etichetta: "Marmellata d'Arance" ma, oimè! con sua gran delusione, era vuoto; non volle lasciar cadere il barattolo per non ammazzare chi si fosse trovato in fondo, e quando arrivò più giù, lo depose su un altro scaffale. 
      "Bene, - pensava Alice, - dopo una caduta come questa, se mai mi avviene di ruzzolare per le scale, mi sembrerà meno che nulla; a casa poi come mi crederanno coraggiosa! Anche a cader dal tetto non mi farebbe nessun effetto!" (E probabilmente diceva la verità). 
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