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giovedì 18 giugno 2015

Alla Crispi nasce la Biblioteca Giorgio Caproni

Enza Bertoni
La scuola elementare Francesco Crispi, ha dato per volontà di alcuni insegnanti e genitori, oltre che del capo d'istituto, un segnale tangibile all'interno del territorio. Grazie al loro lavoro infatti,  all'interno della scuola è stato immaginato e avviato uno spazio importante, una biblioteca: la biblioteca intestata a "Giorgio Caproni" insegnante elementare e grande poeta, che ha lavorato tra gli anni '50 e '70 proprio in questo vecchio edificio di Monteverde Vecchio. Il 5 giugno, taglio di nastro e grande partecipazione da parte di bambini, insegnanti, genitori e rappresentante del XII Municipio all'insegna del libro e della biblioteca come risorsa indivfduale e colletiva.
Moltiplicare i luoghi di lettura è questo ciò che hanno fatto le insegnanti, spostare dalla classe il momento della lettura verso altro luogo: un luogo che senz'altro avrà più visibilità all'interno dell'Istituto e del territorio.
Con l'aggiunta della fantasia, dell'immaginazione,  della curiosità, dell'allegria, della semplicità, i bambini hanno completato l'operato delle insegnanti, dei genitori e di volontari dell'associazione culturale Monteverdelegge, convinti che sia necessario (anche) partire dal basso e partecipare a iniziative piccole e coraggiose  come questa.
In questo spazio i giovani allievi si liberano dall'adulto e scelgono cambiando il rapporto con il libro stesso. Evviva i Lettori in movimento! Evviva la biblioteca "Giorgio Caproni", ambiente attrezzato per far leggere, desiderare, immaginare!

venerdì 12 dicembre 2014

Arrivano i cartoni! Domenica 14 dicembre a Largo Federico Caffè (Stazione via Quattro Venti)


Domenica 14 dicembre, dalle ore 09.30 alle 16.00, presso Largo Federico Caffè (Stazione dei Quattro Venti), MVL Cartoni, dell'associazione Monteverdelegge, esporrà le proprie creazioni, libri in cartone riciclato con favole, poesie, storie e saggi.


Ecco il 'cartone' con una favola di Frank Baum, Il cane di vetro.
Frank Baum è il noto autore de Il Mago di Oz.


Cartelline e contenitori oltre a una serie di bloc notes per appunti


La sigla MVL Cartoni fa parte dell'associazione Monteverdelegge, operante nel quartiere Monteverde a Roma.
Monteverdelegge è stata fondata nel 2008 da Maria Teresa Carbone, Maria Cristina Reggio e Silvia Nono. Le attività dell'associazione contemplano laboratori di poesia e traduzione, proiezioni video, incontri con editori e l'organizzazioni di gruppi di lettura: questi ultimi si riuniscono una volta al mese presso il Centro diurno del Dsm Asl Roma D sito in Via Colautti 30.
Nel gennaio 2013, proprio all'interno del Dsm, è nata Plautilla, prima bibliolibreria gratuita d'Italia dove chiunque può prendere o donare libri e testi (ad oggi Plautilla possiede circa 7000 volumi).


Tutte le opere di MVL Cartoni utilizzano materiale di riciclo: cartoni pressati, bottoni, vecchie stoffe, ritagli di giornale.



Alcune creazioni dello scorso anno: il racconto di Simona Baldelli, Fotoricordo; il saggio di Pier paolo Pasolini sui Promessi Sposi; le liriche del laboratorio di poesia, Caproni e io.
Vi aspettiamo quindi domenica 14 dicembre, dalle ore 09.30 alle 16.00, presso Largo Federico Caffè (Stazione dei Quattro Venti).

sabato 4 ottobre 2014

La poesia della domenica - Giorgio Caproni, Show

Più che una poesia è un’arringa senza scampo. D’essa sorprende l’attualità (fu scritta nel novembre del 1983) e, soprattutto, la durezza con cui Caproni coinvolge ogni parte politica (compresi sindacalisti, socialisti, comunisti e loro elettori) - durezza figlia della delusione e del disinganno storico. Come disse lo stesso Caproni in un’intervista del 1988: “Speravamo in una democrazia molto diversa dall'attuale, una democrazia che fosse veramente una democrazia, e non una partitocrazia come effettivamente è oggi”.
È interessante notare come il componimento, pur da rilasciare nel nobile solco dell’invettiva civile letteraria (Dante, Petrarca, Leopardi …), vanti, nel solo decennio degli Ottanta, parallele requisitorie in campo musicale (altrettanto spietate): Io se fossi Dio, di Giorgio Gaber (1980; forse ancor più definitiva) e Povera patria di Franco Battiato (1991).
In Show (forse da intendersi come sciò: toglieteceli davanti) ogni ombra di qualunquismo (o dell’accusa ammodernata di qualunquismo: di populismo) è bruciata dalla precisione delle stoccate e dall’esattezza della diagnosi; da allora nulla è cambiato se non la coscienza degli Italiani, dapprima mossa da una pur vana indignazione, e ora rassegnata a un torpido fatalismo.


Guardateli bene in faccia.

Guardateli.
Alla televisione,
magari, in luogo
di guardar la partita.

Son loro, i <<governanti>>.
Le nostre <<guide>>.
I <<tutori>>
- eletti – della nostra vita.
Guardateli.

Ripugnanti.

Sordidi fautori
dell’<<ordine>>, il limo
del loro animo tinge
di pus la sicumera
dei lineamenti.

Sono
(ben pasciuti) i nostri
illibati Ministri.

Sono i Senatori.
I sinistri
- i provvidi! – Sindacalisti.

<<Lottano>> per il bene
del Paese.
Contro i Terroristi
e la Camorra.

Loro,
che dentro son più tristi
dei più tristi eversori.

Arrampichini.

Arrivisti.

In nome del Popolo
arraffano (Avanti!
Sempre Avanti!),
capitali – si fabbricano
ville.

Investono
all’estero, mentre <<auspicano>>
(Dio, quanto <<auspicano>>)
pace e giustizia.

Loro,
i veri seviziatori
della Giustizia in nome
(sempre, sempre in nome!)
del Dollaro e dell’Oro.

Guardateli, i grandi attori:
i guitti.

Degni
- tutti – dei loro elettori.
Proteggono i Valori
(in Borsa!) e le Istituzioni …

Ma cosa si nasconde
dietro le invereconde
Maschere?

Il Male
che dicono di combattere? …

Toglieteceli davanti.

Per sempre.

Tutti quanti.

* * * * *

Varianti alternative

riga 14 = 
(ben messi!) i nostri

riga 20 = 
e la Mafia

righe 24-26 = 
In nome del Popolo (Avanti!
Sempre Avanti!), in perfetta
Unità arraffano


martedì 3 dicembre 2013

Caproni, l'importanza dell'imperfezione

Oggi alle 15 presso il Liceo Morgagni si terrà una conversazione fra Filippo La Porta e gli studenti sui temi del suo libro Poesia come esperienza. Una formazione nei versi, Fazi 2013, da cui sono tratte le righe che seguono. 

Filippo La Porta 
La poesia di Giorgio Caproni, piena di vento marino, di luce, di azzurro, mi travolse quando avevo trent’anni. Anche perciò lo incontrai con il cuore emozionato nella casa romana di via Pio Foà, una casa in salita, proprio come la sua ventosa Genova. Con il suo sguardo timido e arguto mi chiese quasi con apprensione: «Ma davvero il computer potrà sostituire il cervello umano?». Ovviamente la risposta alla domanda stava nella sua poesia. L’intelligenza artificiale è solo una metafora della mente umana. Non ha motivazioni né emozioni.
Se è concepibile un computer in grado di scrivere romanzi e poesie (è già stato fatto), si tratta di romanzi e poesie che già in sé hanno una desolante vocazione alla riproducibilità. Non riesco invece a immaginare alcun software in grado di comporre versi lontanamente comparabili a quelli caproniani, nei quali il pensiero più denso, verticale si fa quasi naturalmente verso, poiché è emozione
diretta delle cose (la poesia come «pensiero emotivo» e  ipertesto, di cui parla Giorgio Manacorda, seguendo la neuroscienza). Poi Caproni mi disse di essere sommerso dai dattiloscritti di poeti esordienti: «Il livello medio è buono ma proprio questo è il punto: a volte ci vorrebbe una piccola imperfezione, un errore, che almeno denoti una personalità, la presenza di una “voce”».

venerdì 26 luglio 2013

Paolo Febbraro legge il "Congedo del viaggiatore cerimonioso" di Giorgio Caproni


Paolo Febbraro al Teatro Vascello. Per  l'audio/video, cliccare sull'immagine
Nel corso del laboratorio di Officina Poesia che si è tenuto nella primavera 2013 al  Liceo Morgagni, il poeta Paolo Febbraro ha letto agli studenti il Congedo del viaggiatore cerimonioso. di Giorgio Caproni. Vi proponiamo una registrazione dal vivo della poesia, corredata da immagini di Caproni prese soprattutto nella seconda parte della sua vita, dopo che lo scrittore si è stabilito a Roma, dove ha abitato fino alla morte, nel 1990, in via Pio Foà a Monteverde.  

Nota: La fotografia di Paolo Febbraro riprodotta qui sopra è stata scattata da Antonella Venanzi al Teatro Vascello durante alla serata conclusiva del progetto Officina Poesia. 

domenica 7 luglio 2013

Morelli e Donalisio, viaggio sonoro nella poesia di Caproni

Si può "raccontare una lettura"? E di più, una lettura poetica? Enza Bertoni, dopo avere ascoltato sabato scorso le voci di Paolo Morelli e Fabio Donalisio alternarsi seguendo le pagine della raccolta Il muro della terra di Giorgio Caproni, ha scelto di raccontare il suo personale ascolto della lettura.  E chi ha assistito all'incontro e al dibattito vivace, perfino pungente, che lo ha seguito, sa che proprio degli infiniti modi di leggere e di ascoltare si è parlato.

Enza Bertoni

Nell'intimo spazio di Plautilla, abbiamo condiviso la lettura integrale della raccolta Il muro della terra di Giorgio Caproni, fatta dai poeti/scrittori Paolo Morelli e Fabio Donalisio. Mentre le letture si alternavano tra i due, noi abbiamo sperimentato forme di conoscenza della vita, delle cose, che riverseremo nei gesti della quotidianità. 
La poesia di Caproni è viva, è vera! Per il poeta si tratta di mantenere le forme, la purezza essenziale del linguaggio e svuotarlo di senso, cercando di lavorare con le parole, di attraversare la storia senza esserne attraversati. 
"Tutto sembra intatto, ma il poeta rimane con se stesso" dice Morelli.Ed è una posizione etica del poeta Caproni, il luogo dal quale guarda e scrive, ma che non dà la possibilità di impossessarsi e raccogliere gran quantità di ricordi, di emozioni, poiché nel suo "viaggio" tra le parole e i suoni dimostra umiltà nel cercare una possibile verità delle cose. Le parole, dice Donalisio, sono algide e quindi non devono trasmettere pathos (?), ma lasciano un segno particolare, afferrando il senso profondo, nascosto che ci spinge oltre.

                                             "L'uomo che se ne va
                                              e non si volta : che sa
                                              d'aver più conoscenza
                                              ormai di là che di qua"
Il tono si modifica nel ritmo, nei suoni, che a volte si fanno incalzanti, altre volte ossessivi come i canti dei pastori.
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