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giovedì 10 luglio 2014

Vita e sogno, pagine di uno stesso libro

G. Luca Chiovelli

- IV secolo a.C. Platone, VII libro de La Repubblica:
“Si immaginino degli uomini chiusi fin da bambini in una grande dimora sotterranea, incatenati in modo tale da permettere loro di guardare solo davanti a sé. Dietro di loro brilla, alta e lontana, la luce di un fuoco, e tra il fuoco e i prigionieri corre una strada con un muretto. Su questa strada delle persone trasportano utensili, statue e ogni altro genere di oggetti; alcuni dei trasportatori parlano, altri no. Chi sta nella caverna, non avendo nessun termine di confronto e non potendo voltarsi, crederà che le ombre degli oggetti proiettate sulla parete di fondo siano la realtà; e che gli echi delle voci dei trasportatori siano le voci delle ombre”.

- IV-III secolo a. C. Aneddoto del maestro Zhuāngzǐ:

"Una volta Zhuāngzǐ sognò di essere una farfalla, una farfalla che svolazzava qua e là spensierata.
Non sapeva di essere Zhuāngzǐ.
Improvvisamente si svegliò ed ecco che era di nuovo Zhuāngzǐ.
Ma ora non sapeva più se era Zhuāngzǐ che aveva sognato di essere una farfalla oppure se era la farfalla che stava sognando di essere Zhuāngzǐ".

- 54 d. C. San Paolo, Prima lettera ai Corinzi, 13, 12
"Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio; allora invece vedremo faccia a faccia. Adesso conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto”. (Videmus nunc per speculum in aenigmate, tunc autem facie ad faciem; nunc cognosco ex parte, tunc autem cognoscam sicut et cognitus sum)

- I secolo d. C., Vangelo secondo Giovanni, 14, 30

"Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il Principe di questo mondo ..."

- III secolo d. C., Ipostasi degli Arconti (dai codici gnostici di Nag Hammadi).

Sophia crea, da sola (senza Gesù Cristo), Yahwhe (Samael, Yaldabaoth) ovvero Satana, il Demiurgo ingannatore, creatore del mondo materiale:

"E prese la sua forma dall’ombra ed è diventato una Bestia Arrogante che assomiglia ad un leone. Ed è androgino, perchè è dalla materia che proviene.
Aprì gli occhi e vide un grande quantità di materia senza limiti, ed egli divenne arrogante, dicendo: 'Sono io che sono Dio, e non c’è nessun altro a parte me'".

domenica 8 dicembre 2013

L'incipit della domenica, Il mondo come volontà e rappresentazione

Il mondo come volontà e rappresentazione (Die Welt als Wille und Vorstellung) esce nel 1819. Il libro è considerato, giustamente, il trattato di filosofia alla base della modernità. Ed è sicuramente così; Il mondo, tuttavia, possiede qualità letterarie spiccate e può leggersi anche come romanzo della conoscenza - un romanzo con venature gotiche e gialle.
C’è un persecutore, la Volontà, unica, incombente, indivisibile, onnipotente, celata agli sguardi quotidiani; e ci sono le vittime, noi, agiti da Essa, mai soddisfatti, sfiancati, infelici, prigionieri dell’esperienza mondana, molteplice e ingannevole, e dei limiti avvilenti della gabbia spazio-temporale; e c’è persino una catarsi, la liberazione finale, affidata dapprima all’arte (nella sua gerarchia, architettura, tragedia, musica), poi alla rinuncia: la voluntas depotenziata, alfine, come noluntas, ovvero il Nirvana, la quiete, la pace; una sensazione che allarga il cuore come quando Van Helsing affonda il paletto di frassino nel cuore di Dracula, fredda entità che si nutre del sangue degli ignari viventi.


Non mancano tocchi new age: il velo di Maia, l’India, il buddismo, gli scritti sanscriti. 

Cosa aspettate, dunque? Orsù, deponete Philip Dick, Il nome della rosa, Nietzsche, Thomas Mann, Kafka, Hesse, Coelho, Bruce Sterling, Leopardi e leggete Schopenhauer.
Che era pure un bel tipastro. Crapulone, satiresco, irriverente, maschilista: un irresistibile carognone a tutto tondo. Ecco un episodio raccontato da Bertrand Russell:
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