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lunedì 30 settembre 2013

Volano libri - I racconti di MVL

Laura De Lorenzo
“Smetti di farti domande e pratica una disciplina orientale”.
Giulia sente una consistenza come di una cacca d’uccello che le bagna il braccio all’improvviso, istintivamente tira via il corpo estraneo e con grande stupore si ritrova tra le mani questa frase appiccicosa.
“Non alimentare i dubbi di Giulia ma falle il solletico!”. PLOF!. Marco, il migliore amico di Giulia si guarda la maglia e tira via anche lui una frase appiccicosa della consistenza di una cacca d’uccello. 
I due annusano le frasi inodori, Marco fa per alzare la testa mentre Giulia già urla sbigottita: “Guardaaaaa!”.In aria, a gruppi o solitari, volano libri: classici, noir, thriller, romanzi rosa, saggi, libri di poesia, enciclopedie. Ogni gruppo diviso per genere letterario. Si annidano sui pini del parco per riposarsi e poi riprendono il volo. 
"Ma è la loro cacca!” dice Giulia. 
“Cosa?” fa Marco. 
“Cacano frasi!” sospira Giulia intuitiva come sempre. 

giovedì 15 agosto 2013

Il racconto di Ferragosto: una tortora tra i glicini

Enza Bertoni
Un piccolo giardino, semplice, armonioso, con le sue rose cespugliose, felici di trovarsi lì, una  vecchia pianta di oleandro bianco, ma soprattutto un glicine antico, che fa ombra con i suoi rami e i suoi fiori dal delicatissimo profumo, alla casa, con i suoi vecchi tronchi, pieni di solchi rugosi, che di tanto in tanto la padrona di casa, per l'esigenza di dargli un aspetto più leggero, fa potare; ebbene, tutto questo è diventato il posto scelto da una coppia di tortorelle, che circa due mesi fa hanno costruito un nido, sfidando Wilma, la padrona di casa, che inizialmente non avrebbe voluto che quei due piccoli uccelli nidificassero tra i vecchi tralci di glicine, poiché tutto questo avrebbe frenato la potatura e il suo desiderio di avere sempre tutto in ordine, neanche una foglia fuori posto..
Ebbene, le tortorelle hanno vinto sul sentimento e sul buon senso della loro ospite.
Il nido è lì, abitato da una tortorella nata da poco, ma che già occhieggia e si sposta tra le tessiture e i profumi del pergolato di glicine. Ascolta e vigila sui nostro movimenti lenti, per via del caldo estivo e si guarda attorno attentamente.

mercoledì 8 maggio 2013

Sorrisi amari al Café de l'Univers


Ti racconto un libro
Fouad Laroui, L'esteta radicale, Del Vecchio, traduzione di Cristina Vezzaro, pp.156, euro 13

Fabio Cenciarelli
La scelta di un libro è sempre stata per me come una piccola caccia al tesoro. Imbattermi ne L'esteta radicale di Fouad Laroui lo ritengo sicuramente un colpo di fortuna.
Fouad Laroui, nato a Oujda nel 1958, ma originario di El Jadida (vicino Casablanca), è uno scrittore marocchino che vive da vent'anni in Europa. In un divertente aneddoto racconta come la sua scelta di voler proseguire gli studi universitari in Francia con indirizzo letterario sia stata poi arbitrariamente direzionata dal fatidico professor Pizzagalli, un nome che certamente Laroui non ha dimenticato, verso gli studi di Matematica superiore. Così Laroui, dopo una laurea in ingegneria in Francia, arriverà a insegnare economia, scienze ambientali, poi epistemologia e finalmente letteratura francese ad Amsterdam dove si trasferirà.
Non è un azzardo osservare che questa sua poliedricità risalti in modo piuttosto evidente, anche se sotto una forma più esplicitamente letteraria, nella raccolta di racconti brevi che compongono L'esteta radicale. Una serie di storie che traggono il pretesto dalle conversazioni di un gruppo di amici riuniti a un tavolo del Cafè de l'Univers, a Casablanca. Se alcune storie partono direttamente dalle voci di Hamid, Rachid, Ali o Nagib, altre invece sono narrazioni in qualche modo indirette, non si servono cioè dell'introduzione di nessuno dei giovani marocchini che ingannano il loro tempo seduti a questo bar dal nome così evocativo.
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