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sabato 18 gennaio 2014

Wallraff, Hoffmann, Baudelaire: breve viaggio nel catalogo de L'Orma editore

Comprendo: la passione. La passione per la cultura, la passione per il libro. Ma fondare una casa editrice? Quale demone avrà indotto i ragazzi de L’Orma a fondare una propria casa editrice? Di fronte agli attuali scogli di Scilla e Cariddi: la burocrazia, il calo delle vendite, la fiscalità bizantina; e la qualità delle nuove proposte da trovare, poi ... il titolo giusto … come pescare, a occhi bendati, un anguilla in un mare infestato da serpenti.
Ma la passione è il motore della vita, perciò è giusto affidarvisi; “Provare queste passioni quando è il momento, per motivi convenienti, verso le persone giuste, per il fine e nel modo che si deve, questo è il mezzo e perciò l’ottimo, il che è proprio della virtù”, asseriva il Filosofo, e chi son io per contrastarlo?
Dalla loro parte, inoltre, i giovani de L'Orma (Marco Solari Federici, Lorenzo Flabbi, Chiara Di Domenico, Elena Vozzi, Massimiliano Borelli) hanno un istinto fine nel miscelare, nella loro offerta, nuove proposte e ripescaggi mirati di classici, sempre a cavallo tra Francia e Germania.
Vecchio e nuovo.
Cominciamo col nuovo.
Nel loro catalogo figurano già La petite, di Michèl Halberstadt, e L’investitore americano, di Jan Peter Bremer, su cui ci siamo intrattenuti; una delle punte delle nuove proposte è però Günter Wallraff, giornalista d'inchiesta tedesco, tanto sconosciuto presso le nostre latitudini, quanto (giustamente) celebrato in patria.

mercoledì 23 ottobre 2013

I gatti, Baudelaire e la poesia sconfitta (e tre poesie sui gatti, ovviamente)

Balthus, Il gatto nel Mediterraneo
G. Luca Chiovelli


Prima o poi qualcuno si deciderà a raccontare la storia della letteratura moderna come storia di una sconfitta. Una capitolazione progressiva che vede l'artista sempre più emarginato dal ritmo pulsante dei secoli, dagli onori, dai monumenti più duraturi del bronzo, dalle acclamazioni dei re o dei signori, dal ruolo di creatori dello spirito dei popoli.
A quando data l'inizio di questa parabola implacabile?

In un post che parlava di tutt'altro (ma in realtà parlava anche di questo poiché tutto si collega a tutto) abbiamo presentato un brano de Il Novellino, una raccolta duecentesca di brevi apologhi; in esso un giovane interroga due individui. Ecco il primo:



Uno, che aveva il cuore più ardito e la faccia più tranquilla, si fece avanti ...



Ardito, sereno, sicuro del proprio ruolo sociale. È un mercante, molto ricco. Si è fatto strada da solo, ci tiene a precisarlo, non deve nulla a nessuno.
Poi, il secondo:

Una persona d’aspetto nobile che aveva una faccia timorosa e stava più indietro che l’altro. Non così arditamente disse ...

Questo è un re, ma un re timoroso, uno sconfitto. Il Novellino parteggia per il re; il Novellino è legato al Medioevo, alla monarchia feudale, all’elaborazione poetica delle corti, a un mondo libresco e pre-scientifico, legato ancora a una visione simbolica e fiabesca della realtà.
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