Comprendo:
la passione. La passione per la cultura, la passione per il libro. Ma fondare
una casa editrice? Quale demone avrà indotto i ragazzi de L’Orma a fondare una propria
casa editrice? Di fronte agli attuali scogli di Scilla e Cariddi: la
burocrazia, il calo delle vendite, la fiscalità bizantina; e la qualità delle
nuove proposte da trovare, poi ... il titolo giusto … come pescare, a occhi
bendati, un anguilla in un mare infestato da serpenti.
Ma
la passione è il motore della vita, perciò è giusto affidarvisi; “Provare
queste passioni quando è il momento, per motivi convenienti, verso le persone
giuste, per il fine e nel modo che si deve, questo è il mezzo e perciò
l’ottimo, il che è proprio della virtù”, asseriva il Filosofo, e chi son io per
contrastarlo?
Dalla
loro parte, inoltre, i giovani de L'Orma (Marco Solari Federici, Lorenzo Flabbi,
Chiara Di Domenico, Elena Vozzi, Massimiliano Borelli) hanno un istinto fine
nel miscelare, nella loro offerta, nuove proposte e ripescaggi mirati di
classici, sempre a cavallo tra Francia e Germania.
Vecchio
e nuovo.
Cominciamo
col nuovo.
Nel
loro catalogo figurano già La petite, di Michèl Halberstadt, e L’investitore americano, di Jan Peter Bremer, su cui ci siamo intrattenuti; una delle
punte delle nuove proposte è però Günter Wallraff, giornalista d'inchiesta
tedesco, tanto sconosciuto presso le nostre latitudini, quanto (giustamente)
celebrato in patria.

