G. Luca Chiovelli
Sylvia Plath (27 ottobre 1932 - 11 febbraio 1963)
Il significato dell'opera di Sylvia Plath è tradizionalmente soffocato dall'ingombrante biografia; eppure, proprio le vicende della vita svolgono al meglio la funzione di commento alle sue creazioni poetiche.
Sylvia nacque a Boston, in un ambiente culturale d’ascendenza europea: il padre, Otto Plath, tedesco, divenne uno stimato entomologo; la madre, Aurelia Schober, figlia di immigrati austriaci, insegnò letteratura; poetessa precoce e studentessa modello, la vita della Plath fu segnata, all'età di otto anni, dalla morte del padre, la figura genitoriale con cui intratterrà un ambiguo rapporto postumo e che tornerà ossessivo in tutta la sua produzione in versi.
La depressione, le cure con l'elettroshock, il difficile rapporto col marito fedifrago, Ted Hughes, curatore sleale delle memorie della moglie (arrivò a distruggere i suoi ultimi diari che, forse, lo mettevano in cattiva luce), e il suicidio, a poco più di trent'anni, contribuirono alla nascita della leggenda Plath che, nell'immaginario pubblicitario, sostituisce con successo la poetessa Sylvia Plath.

