Raethia Corsini
Si è conclusa da qualche giorno l’iniziativa Festa del Cinema
promossa e sostenuta in tutta Italia dai produttori e distributori dell’ANICA e
dalle associazioni delle sale cinematografiche. L’idea, mutuata dalla Fête du
Cinema che si svolge in Francia da ormai 28 edizioni, è un invito a frequentare il grande
schermo a prezzi ridotti, per vedere anche pellicole destinate a uscire
velocemente dal circuito perché poco commerciali. È una di quelle iniziative
che io cerco di non perdere mai, perché generalmente nel calderone dell’offerta
più di una stupisce per innovazione, idea, talenti.
A me, quest’anno, è capitato con Bellas Mariposas scritto
e diretto da Salvatore Mereu e tratto dal libro omonimo di Sergio Atzeni (Sellerio Editore), da molti ritenuto iniziatore della nouvelle vague letteraria sarda. Attrici non professioniste alle prese per la prima volta con
la telecamera; una mano registica determinata a raccontare, senza veli e ricercatezze estetizzanti, una realtà
drammatica. E lo fa con cura e delicatezza anche quando c'è il
rischio di cadere nella pruderie. Sullo sfondo – determinante - la periferia
più infima di una Sardegna che non siamo abituati a immaginare.



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