venerdì 17 febbraio 2017

Lunedì di Plautilla con Haiku

Lunedì 20 febbraio, ore 17.00
con  Carla Vasio, cultrice di Haiku
Letture di Haiku di Antonietta Tiberio e Antonella Cecchi Pandolfini




mercoledì 8 febbraio 2017

Modus legendi, un best seller su misura (dei lettori)


Viola Brancatella
È un fatto noto che oggi si pubblichino molti più libri di quanti ne vengano comprati e che la crisi dell’editoria di cui tutti parlano da una decina di anni dipenda non tanto dalla scomparsa dei lettori (che, presi nel complesso, non sono calati rispetto ai 24 milioni dagli anni ‘80) quanto da una serie di fattori che si intrecciano tra loro: una situazione economica fragile, politiche editoriali che privilegiano solo pochi titoli, calo del tempo dedicato alla lettura dei libri.
Ma se il numero di lettori è rimasto lo stesso e si continua a scrivere tanto – anche troppo – perché i best seller degli anni ‘80 erano scritti da autori di valore, come Eco, Kundera e Calvino, e quelli di oggi sono “solo” libri che vendono tanto?

È ponendosi questa domanda che Angelo Di Liberto e Carlo Cacciatore, i creatori del gruppo facebook di lettura consapevole “Billy, il vizio di leggere”, hanno dato vita a “Modus Legendi, i lettori scelgono la qualità”, la rivoluzione gentile dei lettori italiani che ha creato un case history editoriale nel 2016.
Dopo sei anni di lettura, di scambio e di analisi letteraria virtuale, il gruppo facebook “Billy” - che prende il nome dalla diffusissima libreria Ikea - ha, infatti, deciso di dare uno scossone al mondo editoriale a ribasso e mandare in vetta alle classifiche di vendita un libro scelto dai lettori in modo volontario e consapevole.

L’iniziativa, di cui non esistono precedenti nel mondo, nel 2016 ha, così, portato al terzo posto della classifica nazionale della narrativa straniera e all’undicesimo di quella generale -  con 2400 copie vendute in una settimana - un libro stampato due anni prima dalla casa editrice L’Orma e pubblicato per la prima volta in Francia nel 1984: Il posto di Annie Ernaux. Vincita che deve aver portato fama e fortuna all’autrice, che dopo, alcuni mesi, ha vinto il Premio Strega europeo con il romanzo Gli anni, del 2008. Il movimento ha raggiunto, perciò, il suo scopo, dimostrando che il tempo e i meccanismi pubblicitari possono giocare a favore della qualità e che un libro non è mai troppo obsoleto, quando sono i lettori a sceglierlo.

Ma come sono riusciti 1200 lettori a cambiare le sorti di un’autrice e di una casa editrice in questo modo? La risposta è al tempo stesso semplice e rivoluzionaria. Il comitato di dieci lettori forti che gestisce l’iniziativa ha selezionato, dopo aver letto centinaia di libri, cinque titoli finalisti da proporre ai lettori, che – anche senza averli letti – hanno votato quello che preferivano e che avrebbero voluto comprare. Una volta decretato il vincitore, i lettori si sono coordinati e durante una settimana specifica (nel 2016 è stata ad aprile, quest’anno sarà a febbraio) hanno acquistato tutti lo stesso libro nelle librerie - tassativamente fisiche e non virtuali -, per rientrare nelle classifiche editoriali (che non considerano gli acquisti on-line).
I titoli scelti dai dieci “savi” che selezionano la cinquina rispondono ad alcuni criteri di bellezza, autorialità e cura: i libri, infatti, non devono essere necessariamente i più belli, ma devono esprimere qualità, essere originali, curati nella grafica e devono essere coraggiosi, come gli editori che li propongono.

“Esiste un patrimonio librario immenso”, spiega il creatore dell’iniziativa, Angelo Di Liberto.  “A fianco degli editori grandi, migliaia di case editrici medio-piccole continuano a scommettere su autori originali e di qualità, troppo spesso messi in secondo piano”. E parlando del meccanismo editoriale industrializzato che snatura la lettura e commercializza la letteratura, Di Liberto aggiunge: “Il best seller non è più garanzia di romanzo di qualità. Il problema fondamentale è che la classifica identifica il valore di un libro con il suo potenziale di vendita. Perciò se un libro vende tanto diventa di valore, quando, invece, se vende, vende e basta… È un po’ come credere che McDonald’s abbia un’ottima cucina solo perché ha un fatturato mensile altissimo”. Filosofia che sta avendo una netta diffusione, tanto che, a distanza di un anno dalla prima edizione, “Modus Legendi” ha già stabilito un nuovo trend di partecipazione e ha mosso in avanti qualche numero: quest’anno la pagina di “Billy, il vizio di leggere” conta quasi 13 mila e 400 iscritti e i votanti della cinquina finalista – da poco votata – sono stati 4mila. In quella che sembra una vera e propria chiamata alle armi letteraria, i lettori diventano consumatori responsabili di libri e decidono di interagire con il mercato editoriale, invece di subirlo, dimostrando che i social network e il passa parola - se usati con consapevolezza - possono diventare attivatori di qualità e strumenti di resistenza culturale.
“Vorremmo che gli editori grandi capissero che i lettori consapevoli stanno aumentando e che d’ora in poi incideranno sui dati di mercato, fino a quando le classifiche di vendita non saranno giuste”, spiega Di Liberto “e fino a quando i libri proposti da alcuni editori non smetteranno di essere contenitori vuoti di intrecci, operazioni commerciali per lettori occasionali”.

Uno dei motori che anima l’iniziativa “Modus Legendi”, perciò, è il desiderio di instaurare un rapporto con gli editori - soprattutto con gli editori grandi - e indurre il mercato editoriale a riflettere su se stesso e sulle sue regole commerciali, accompagnando i lettori alla scoperta della letteratura di valore, sia classica che contemporanea, nel rispetto della bibliodiversità. Per quanto riguarda i lettori, non resta che passare all’azione tra il 12 e il 18 febbraio, comprando in libreria il libro vincitore di quest’anno, Neve, cane, piede di Claudio Morandini (edito da Exòrma).

mercoledì 1 febbraio 2017

Prossimo lunedì di Plautilla con Sonia Gentili


Il prossimo appuntamento per I Lunedì di Plautilla sarà il 6 febbraio alle 17, con Sonia Gentili, che cura da anni  il laboratorio Officina Poesia per Monteverdelegge al Centro Diurno Cantiere 24. 


In occasione di questo incontro Sonia parlerà del suo ultimo lavoro, un ciclo di poesie per il teatro intitolato I quattro gesti della creazione. Sonia Gentili è docente universitaria (Sapienza università di Roma), saggista (ultimo volume apparso: Novecento scritturale. La letteratura Italiana e la Bibbia, Carocci editore, 2016) e poetessa (L'impero e la Gorgone, Perrone editore, 2007 ; Parva naturalia, Aragno editore, 2012). È risultata  supervicitrice del premio Viareggio 2016 e del premio Pisa con la sua terza raccolta di poesia (Viaggio mentre morivo, Aragno editore), finalista anche al premio Frascati e al premio Fiumicino. Collabora col quotidiano “Il Manifesto”.

lunedì 23 gennaio 2017

Una videoinstallazione al Centro Diurno Cantiere 24



Si pubblicano di seguito alcune immagini della videoinstallazione RISVEGLI, proiettata nelle stanze del Centro Diurno Cantiere 24 lunedì, 16 gennaio 2017.
Le sequenze di azioni e la scrittura poetica sono state realizzate nell'ambito dei laboratori Con il mio corpo vivo e Con il mio corpo scrivo, tenuti al Centro Diurno nel 2015-2016 per l'associazione Monteverdelegge  da Maria Cristina Reggio e  da Maria Teresa Carbone sotto la supervisione della dottoressa Patrizia Vincenzoni.

Video di Maria Cristina Reggio
Soggetto di Maria Teresa Carbone e Maria Cristina Reggio
Testi poetici di Antonella Cecchi Pandolfini,  Lamberto Di Fabio, Virginia Valletta, Antonella Venanzi
Con Antonella Cecchi Pandolfini, Lamberto Di Fabio, Maria Cristina Masotti, Nicola Barricelli,  Virginia Valletta, Antonella Venanzi
Una collaborazione Monteverdelegge – Centro diurno Cantiere24

sabato 14 gennaio 2017

Risveglio, una videoinstallazione al Centro Diurno Cantiere24


Il prossimo lunedì, 16 gennaio 2017, alle ore 18:00, al Centro Diurno Cantiere 24 in Via Colautti 28, si potrà vedere RISVEGLI, una videoinstallazione realizzata in collaborazione tra Monteverdelegge e il Centro Diurno Cantiere24 presso il DSM ASL RM3.

La videoinstallazione si compone di tre proiezioni che abitano altrettanti ambienti del DSM: aperti, nella quotidianità diurna, all’incontro tra operatori e persone con diverse problematiche, e di notte bui,  inaccessibili, non abitati. Qui, invece, le tre stanze accolgono, in un'ipotetica alba, il sonno di coloro che le frequentano di giorno. Gli ambienti si osservano  solo dall'esterno, attraverso le porte socchiuse, perché custodiscono gesti intimi, minimi e privati, ma in questa dimensione, nel passaggio tra il sonno e la veglia, dilatati e condivisi.

In ogni stanza si proietta in loop un frammento video, dove immagini e suoni dialogano con i testi poetici scritti da alcuni utenti del Centro Diurno, che insieme ad altri hanno anche lavorato come performer nelle azioni filmate. 
Le sequenze di azioni e la scrittura poetica sono state realizzate nell'ambito dei laboratori Con il mio corpo vivo e Con il mio corpo scrivo, tenuti al Centro Diurno nel 2015-2016 per l'associazione Monteverdelegge  da Maria Cristina Reggio e  da Maria Teresa Carbone sotto la supervisione della dottoressa Patrizia Vincenzoni.

Video di Maria Cristina Reggio
Soggetto di Maria Teresa Carbone e Maria Cristina Reggio
Testi poetici di Antonella Cecchi Pandolfini,  Lamberto Di Fabio, Virginia Valletta, Antonella Venanzi
Con Antonella Cecchi Pandolfini, Lamberto Di Fabio, Maria Cristina Masotti, Nicola Barricelli,  Virginia Valletta, Antonella Venanzi
Una collaborazione Monteverdelegge – Centro diurno Cantiere24

martedì 10 gennaio 2017

Un ricordo di Nanni



Sapevamo da giorni, da settimane, che questo momento sarebbe arrivato, che avremmo avuto la notizia: Nanni se n’è andato. Lo sapevamo perché, in un certo senso, ce lo aveva detto lui quando a fine novembre ha invitato alcuni di noi a casa sua per consegnarci alcuni oggetti di monteverdelegge che gli erano rimasti. Della sua fine imminente non si è parlato e la conversazione è stata tranquilla, piacevole, garbata, a tratti scherzosa, come tranquille, piacevoli, garbate e a tratti scherzose erano state le molte mattine trascorse con lui a sistemare carte e conti di questa nostra associazione di cui Nanni, Giovanni Lo Surdo, è stato uno dei primi soci e, negli anni, un elemento portante. Quel giorno di fine novembre sapevamo tutti, lui per primo, che non ci saremmo più visti, ma il congedo non ha avuto niente di lamentoso o di drammatico. Si potrebbe dire, senza forzare la cosa, che quel congedo è stato lo specchio di Nanni. Sono molti gli aggettivi con cui potremmo definire questo nostro amico che non è più con noi, ma forse la parola che lo definisce meglio è semplice, perfino desueta: Nanni è stato per tutto il tempo che lo abbiamo conosciuto, e fino all’ultimo, un signore. Come un signore ha vissuto e come un signore ha saputo affrontare anche i suoi ultimi giorni. Ci mancherà moltissimo, e non solo perché monteverdelegge è diventata quello che è diventata, una associazione piccola e tuttavia presente e attiva nella vita culturale della città, anche grazie a lui. Ci mancheranno il suo tatto, il suo senso dell’umorismo, la sua saggezza. Con grande dolore abbracciamo i figli di Nanni e Adriana, sapendo che per loro, come per noi di monteverdelegge, il filo che ci ha legato a Nanni non si è spezzato con la sua morte.