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giovedì 7 novembre 2013

mvl Cinema, Perdite e ritrovamenti nel labirinto di un bosco trentino

La prima neve
Regia: Andrea Segre
Con Jean Christophe Folly, Matteo Marchel, Anita Caprioli, Peter Mitterrutzner, Giuseppe Battiston, Paolo Pierobon
 
Patrizia Vincenzoni
Migrazione e  identità culturale  sono temi che ricorrono nei lavori di Andrea Segre, regista veneto che abbiamo già apprezzato con Io sono Lì, film del 2011 che lo ha imposto all'attenzione di un vasto pubblico. La prima neve aggiunge alla crisi identitaria che tali tematiche contengono  la possibilità di integrazione non solo sociale, e insieme la condivisione e l'intimità psichica che si produce su piano relazionale tra un adulto e un bambino.
Negli scenari naturali della Valle dei Mocheni, in Trentino, la storia personale di Dani proveniente dal Togo e  fuggito dalla guerra libica, approdato lì con la figlia di pochi mesi mentre la moglie Layla è deceduta durante il 'cammino' incrocia quella di Michele, undicenne che ha perso il padre in un incidente alpinistico, il quale vive con la madre e il nonno Pietro, falegname e apicultore.   In questo territorio di confine, geografico e linguistico, abitato da secoli dalla comunità  dei Mocheni in seguito alle migrazioni di popolazioni germaniche, il bosco è l'elemento naturale che riveste un'importanza  decisiva nel film sul piano paesaggistico e più ancora metaforico, simbolico.

sabato 26 ottobre 2013

Calvino e il cinema

Oggi alle 11 nel Salone degli affreschi del Dsm (via Colautti 28-30) riunione del gruppo di lettura dedicato quest'anno ai sensi. Libro condiviso, Sotto il sole giaguaro di Italo Calvino. Per ricordare lo scrittore, di cui il 15 ottobre cadeva il novantesimo anniversario della nascita, proponiamo ampi brani di un articolo sul suo rapporto con il cinema, pubblicato il 30 settembre sulla rivista online Ilciottasilvestri, in occasione di una rassegna di film "calviniani" al Cinema Trevi di Roma.

Italo Calvino è morto improvvisamente il 20 settembre 1985, nello stesso giorno del terribile terremoto in Messico, proprio lui che era nato - da sanremese emigrante - lì vicino, a Cuba, mamma botanica e papà agronomo. Inoltre stava proprio per recarsi in Messico per sposarsi. Ma la cattolica Mexico City non avrebbe mai concesso l'ok alle nozze con una donna divorziata e dunque si era diretto verso l'isola atlantica dell'amico Che Guevara... Nel trentesimo anniversario della sua scomparsa ci saranno certo, da ora in poi, molte iniziative e manifestazioni per celebrarlo. In Italia e nel mondo (è stato dopo Dante Alighieri il più tradotto dei nostri narratori). Ma quest'anno, nel novantesimo della nascita, non sembra che la prassi intellettuale di Calvino sia molto ricordata. Anche se, recentemente, in due preziosi volumi, Vito Santoro, e prima ancora, nel 1990, Lorenzo Pellizzari si sono accostati a Calvino in maniera differente, partendo dal cinema per arrivare alla letteratura e alla saggistica e svelare il mistero di una scrittura unica, contaminata e multimediale ante litteram. 
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