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giovedì 23 maggio 2013

Libri senza parole: Destinazione Lampedusa


Della Passarelli
Quando Deborah Soria mi ha parlato del progetto Ibby per far nascere una biblioteca nell’isola di Lampedusa ho accolto con entusiasmo la proposta di parteciparvi. Raccogliere Libri Senza Parole, grazie alle sedi Ibby di tutto il mondo, per costituire la prima Biblioteca per ragazzi a Lampedusa,mi è sembrata un’idea geniale. Sono socia Ibby da diversi anni e sono convinta che il compito di quest’associazione sia essenziale in questo nostro paese, dove esistono zone in cui bambini e ragazzi non hanno accesso a libri e lettura, dove ci sono bambini ai quali è negato il diritto di crescere con sapienza e con immaginazione. È importante che ci siano associazioni come Ibby che si fanno carico di promuovere la lettura, in attesa che la politica colmi una lacuna gravissima: quella di non occuparsi seriamente di libri, di biblioteche scolastiche e pubbliche, ignorando che la cultura contribuisce alla crescita economica di un paese e alla partecipazione attiva e responsabile dei cittadini. Cosi come è stato fondamentale avere trovato nel Palazzo delle Esposizioni, in Paola Vassalli in particolare, un interlocutore prezioso che ha creato un ponte ideale tra Roma e Lampedusa, un ponte fatto di libri, senza parole ma straordinariamente ricchi di storie, di immagini, di contenuto. Libri che saranno a disposizione dei bambini di Lampedusa e di Roma: e di tutti i bambini che per Lampedusa e per Roma passeranno. Con motivazioni diverse, purtroppo. Ma che saranno legati da un comune sentire, che speriamo li faccia diventare adulti capaci di accogliere, di costruire ponti e non barriere. Era inevitabile che quest’anno anche i libri del progetto Sinnos, le Biblioteche di Antonio arrivassero a Lampedusa. Per arricchire la Biblioteca di Via Roma, per dare un segno della pluralità delle bellissime tante voci dell’editoria per ragazzi italiana.
Tutti noi possiamo diventare “azionisti” della Biblioteca di Lampedusa comperando un libro in tutto il circuito delle Librerie Arion di Roma e speriamo che siate numerosi a partecipare alla campagna Amo chi legge… e gli regalo un Libro. 

Al Palazzo delle Esposizioni, inoltre, fino al 21 luglio, potrete visitare la mostra: Libri Senza Parole: Destinazione Lampedusa  

giovedì 25 aprile 2013

Nell'estetica di Newton l'edonismo della nuova borghesia

Il primo scatto d’autore di Helmut Newton, un nudo dell’attrice Charlotte Rampling, è così descritto: “La linea sinuosa della schiena, con lo sguardo fisso in camera. Nuda, vestita solo della sua bellezza, tra l'opulenza di un arredamento d'alto antiquariato”. Una notazione preziosa poiché riassume in un guscio di noce tutta l’estetica del fotografo berlinese (e americano d’adozione), turgida di cattivo gusto e altrettanto vincente nell’assecondare il montante edonismo delle nuove classi borghesi.
Non sappiamo se fu cosciente di tale complicità (in tal caso fu uomo assolutamente astuto) o se fu uno dei casi in cui l’esprit du temps riesce a concretarsi nella produzione individuale di un artista di sensibilità superiore. In entrambi i casi va riconosciuto alle sue creazioni un rilievo sociologico e documentario di assoluto livello pur nell’insignificanza artistica.
Fu sicuramente un precursore. Egli nacque nell’ambiente della moda (pubblicò in gran parte su Vogue) e, quindi, della pubblicità; e dalla pubblicità trasse l’unica, ma potentissima linea guida del proprio operare: épater le bourgeois, sbalordire il borghese, la nuova massa. In pochi anni, infatti, a partire dalla metà dei Sessanta, in tutto il mondo occidentale (con ritardi più o meno accentuati fra le varie nazioni), i ceti medi abiurano definitivamente le vecchie ideologie di riferimento (famiglia, stato, religione) sostituendovi un  permissivismo consumista e totalizzante. Il borghese si ritrova quindi libero da reticenze e lacci morali fino a poco tempo prima asseriti da autorità secolari: il nuovo cielo è libero da nubi; ciascuno può osare tutto, purché consumi, ovvio.
Newton attizza le pulsioni del nuovo individuo in libera uscita dall’antico ordine morale sostanzialmente in due modi.

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