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venerdì 24 maggio 2013

Saffo, le acrobazie dell'amore totale

Patrizia Vincenzoni
In Fuochi di Marguerite Yourcenar, opera che racchiude una serie di prose liriche, l'amore è l'elemento che percorre i testi, amore  totale, pervasivo che s'impone quasi fosse una malattia e allo stesso tempo, una vocazione.
L'amore non  inteso come centro della vita, almeno non in modo continuo, ma l'abisso o l'apice: questa alternanza di stati nei quali  è possibile  percepire che la vita contiene anche una certa inconsistenza, impalpabile quasi fosse un sogno.
Saffo o il volo dell'acrobata, ispirato a Fuochi,  con Manuela Kustermann, regia di Massimo Verdastro, una produzione di TSI La Fabbrica dell'Attore Teatro Vascello, in scena nei giorni scorsi al Vascello, costituisce un significativo estratto di queste indicazioni dell'autrice.   Laddove le parole sono veicoli verbali caricati di senso, quasi a concretizzare il sentimento, producendo quell'espressionismo barocco che è  il registro timbrico e sintattico del testo originale, la scena presenta un'essenzialita e una laterale trasparenza che aiutano  il gioco delle sovrapposizioni temporali nelle quali il personaggio Saffo si muove e racconta del bisogno di essere aderente all'illusione dell'amore-idolatria dell'essere amato.  

mercoledì 22 maggio 2013

mvl teatro: tre donne per un corpo

Maria Cristina Reggio
Ieri sera al Vascello il corpo magnifico di una donna ne interpretava tre: Manuela Kustermann condensava in movimenti da acrobata tre personaggi femminili. Nella locandina dello spettacolo, per la verità, si accennava a due soli personaggi, Saffo e unʼ anonima narratrice, eppure come non pensare alla presenza in scena della bella e possente Marguerite Cleenewerck de Crayencour, in arte Marguerite Yourcenar, belga di nascita ma francese dʼadozione, autrice del testo da cui è stata tratta la pièce teatrale? Possente non solo nelle dimensioni ma nellʼenergia vitale, nella tensione passionale, la stessa dellʼattrice.
Ciò che più colpisce di unʼacrobata è il suo corpo, la sua capacità di mantenersi in equilibrio misurando e dosando la propria forza fisica secondo un complesso sistema di leve che spingono su un punto che lʼartista conosce bene, per essersi esercitata in un duro esercizio quotidiano. In uno spazio scenico pressoché vuoto, costituito da un immenso cuneo formato dal pavimento del palco stesso e da due pareti, di cui una diventava talvolta semitrasparente per mostrarci solo delle silhouettes, la Kustermann era proprio questa acrobata che, con il suo corpo atletico, sa cambiare ruolo restando sempre se stessa.
Lʼattrice si muoveva in uno spazio interessante, accanto alle sagome specchianti di due figure femminili che ricordavano le opere-specchio di Pistoletto, pensate da Stefania Battaglia, mentre la regia, piuttosto statica, era di Massimo Verdastro.

venerdì 17 maggio 2013

Saffo o il volo dell'acrobata. Al Vascello, 21-23 maggio


In scena al Teatro Vascello dal 21 al 23 maggio alle ore 21, Manuela Kustermann in Saffo o il volo dell'acrobata, regia di Massimo Verdastro. Come si legge nel comunicato stampa, si tratta di "una partitura drammaturgica per attrice solista, ispirata a uno dei racconti che compongono Fuochi (Bompiani, 2001), l’opera forse più poetica e visionaria di Marguerite Yourcenar". Una sola attrice per due personaggi: nella stessa voce e persona della Kustermann si alterneranno e fonderanno infatti la figura della Narratrice e quella di Saffo, la poetessa greca che nel racconto della Yourcenar viene "catapultata" nella contemporaneità e assume le sembianze di una acrobata del circo.
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