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martedì 24 febbraio 2015

MVL teatro: l'ultimo lavoro di Ronconi


Maria Cristina Reggio
Oggi a Perugia si svolgono i funerali di Luca Ronconi, grande regista teatrale italiano di cui non è necessario scrivere presentazioni e che, andandosene, ci lascia durante le repliche del suo ultimo lavoro sulla Trilogia di Lehman, la saga della famiglia protagonista della più famosa bancarotta del nuovo millennio (dal testo omonimo di Stefano Massini, pubblicato da Einaudi, 2014). Si possono dare quindi alcune informazioni a chi volesse ricordare uno tra i più grandi registi teatrali proprio andando a vedere al Piccolo di Milano questo spettacolo, suddiviso in due parti,  LehmanTrilogy - Prima parte e Seconda parte (attualmente in scena fino al 15 marzo e interpretate da uno strepitoso cast di attori) o a chi interessasse leggere due articoli pubblicati rispettivamente il 22 febbraio su Il manifesto e il 23 su Il foglio: il primo, Ronconi e il pessimismo della ragione, è a firma di Gianfranco Capitta,  e contiene una ricca intervista  in cui il regista parla proprio del suo ultimo lavoro, mentre il secondo, Addio a Luca Ronconi, venerato maestro, firmato dalla Redazione, rimanda a un pezzo del 2011 di Jacopo Pellegrini, Venerato maestro, e racconta le passioni del regista, esperto non solo di teatro e letteratura, ma anche di musica e melodramma,  impegnato allora e fino alla fine dei suoi giorni come maestro di recitazione in uno dei corsi di perfezionamento per giovani attori da lui tenuti presso il suo Centro Teatrale Santacristina in Umbria.
Ancora qualche notizia trovata invece sul sito dell'Ansa, per chi volesse invece, comodamente e senza muoversi da casa, fare un ripasso sull'imponente lavoro svolto da Ronconi nel teatro.  Su Rai Storia si terranno infatti due maratone notturne: una domani, mercoledì 24 marzo, a partire  dalle 23, con una lunga notte ''Speciale Luca Ronconi - Una storia lunga ottanta anni'' (con un'intervista di Franco Marcoaldi al maestro) e una seconda giovedì 25, sempre alle 23 sullo stesso canale, con ''Appunti di lavoro - Ronconi alla prova'' a cura di Ariella Beddini che ha seguito il regista al lavoro e ha anche intervistato molti degli attori che hanno lavorato con lui. Tra questi un bell'intervento di Mariangela Melato, rilasciato non molto prima della sua scomparsa.

domenica 16 febbraio 2014

Le note di Leo/Don Ottavio: "non ho bene s'ella non l'ha"

Un appuntamento con la musica, per traghettarci dalla domenica 
al lunedì.


L'incontro di Don Giovanni con l'ospite di pietra - Max Slevogt (1868–1932)
Leonardo Castellucci*
Lettura personalissima, non necessariamente giusta, certo relativa, spero non sgradita, del Don Giovanni di Mozart/Da Ponte (il librettista), sotto le influenze dei riti "sanvalentineschi". 

Premessa 
La questione è delicatissima e assolutamente ribaltabile. In questo caso l'innamorato senza paracadute è un uomo, ma potrebbe essere il contrario. Il tema è se intendere o meno l'amore come possibilità, o dare voce sempre e solo a noi stessi. Aria di Don Ottavio. "Dalla sua pace/ la mia dipende;/Quel che a lei piace vita mi rende/quel che le incresce/morte mi dà/Se ella sospira/sospiro anch'io/è mia quell'ira/quel pianto è mio/e non ho bene/ s'ella non l'ha...."
Che noia, eh?
A pensarci, in quest'aria di dolcissima e rassegnata sconfitta, Da Ponte mette in bocca a Don Ottavio parole solo in apparenza senza forza: quelle di un uomo dedito al proprio amore, di un essere apparentemente passivo, cieco davanti alla realtà e assolutamente privo di orgoglio: per tutta l'opera si intuisce che quest'amore non è corrisposto, ma confermato per status matrimoniale. 

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