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| J. Whistler - Sinfonia in bianco #3 (1865) |
Il bianco torna
insistente in Robert W. Chambers, nei suoi racconti ancora sconosciuti in
Italia, L’ombra bianca o L’isola del dolore, o nel più celebre Il segno giallo (1895) in cui possiamo
contemplare un candido, vermiforme, repellente guardiano cimiteriale; e ancora in
Matthew P. Shiel, nel capolavoro catastrofico La nube purpurea (1901), o nel sottovalutato La nave fantasma, di Oliver Onions: qui un battello maledetto,
quello dell’Olandese Volante, ha le note stimmate ominose del non-colore:
“I suoi
occhi trovavano solo bianco: il bianco della vecchiezza estrema. In un punto il
bianco luccicava come grani di sale; in un altro era grigio e gessoso, e in un
altro ancora aveva la sfumatura gessosa della decadenza ... Dovunque c'era il
lieve, inquietante biancore delle sostanze da cui la vita se ne andava. I
cordami erano sbiancati come sbianca la paglia vecchia, e metà delle cime
mantenevano la forma quanto la mantiene la cenere di uno spago dopo che il
fuoco si è spento. Le pallide ordinate erano bianche e pulite come ossa trovate
fra la sabbia. E perfino l'incenso con il quale ... la nave era stata impeciata
si era seccato ed era diventato una pallida sostanza gommosa che scintillava
come quarzo ..."
Nel raffinato Il popolo bianco, di Arthur Machen (1899
circa), le creature “bianco panna”, testimoniate
dal diario di un’adolescente, sono entità maligne, celate all’occhio profano,
variamente appellate lungo il corso della storia umana: folletti, driadi, fate,
streghe. Solo gli iniziati alla magia possono accostarsi ad esse senza perdere il
senno (o la vita, come nel caso della protagonista).
In H. G. Wells, nel classico L’uomo invisibile (1897), lo scienziato che ha scoperto il siero
portentoso, Griffin, è albino: “ ...
aveva capelli e sopracciglia bianchi - non grigi per l'età, ma bianchi come
quelli degli albini e gli occhi rossi come rubini …”; un novello Dracula,
insomma, incolore, indefinito, sfuggente al dominio dei sensi e opposto alla
moralità corrente, in tal caso quella di una cittadina della provincia inglese;
lo straniero arriva ovviamente“… in una
giornata d’inverno … durante l’ultima nevicata dell’anno, fra un turbinio di
neve e folate di vento gelido”.

