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sabato 27 giugno 2015

La poesia della domenica - Rudyard Kipling, Se


Se riesci a non perdere la testa quando tutti
intorno a te la perdono, dandone la colpa a te.
Se riesci ad avere fiducia in te stesso, quando tutti dubitano di te,
ma anche a tenere nel giusto conto il loro dubitare.
Se riesci ad aspettare senza stancarti dell'attesa,
o essendo calunniato, a non rispondere con calunnie,
o essendo odiato, a non abbandonarti all'odio
pur non mostrandoti troppo buono, né parlando troppo da saggio.

Se riesci a sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni,
se riesci a pensare, senza fare dei pensieri il tuo fine;
se riesci, incontrando il Trionfo e la Sconfitta
a trattare questi due impostori allo stesso modo.
Se riesci a sopportare il sentire le verità che hai detto
travisate da furfanti che ne fanno trappole per sciocchi,
o vedere le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
e chinarti e ricostruirle con i tuoi strumenti logori.

Se riesci a fare un cumulo di tutte le tue vincite
e a rischiarlo tutto in un solo colpo a testa o croce,
e perdere, e ricominciare dall'inizio
senza dire mai una parola su ciò che hai perso.
Se riesci a costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi tendini
a sorreggerti anche dopo molto tempo che non te li senti più
e di conseguenza resistere quando in te non c'è niente
tranne la tua Volontà che dice loro: "Resistete!"

Se riesci a parlare con le folle mantenendo la tua virtù
o a passeggiare con i re senza perdere il senso comune,
se né nemici, né affettuosi amici possono ferirti;
se tutti gli uomini per te contano, ma nessuno troppo,
se riesci a riempire l'inesorabile minuto
con un momento del valore di sessanta secondi,
tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
e, quel che più conta, sarai un Uomo, figlio mio!

sabato 21 settembre 2013

Bianco è il colore del terrore / 2

J. Whistler - Sinfonia in bianco #3 (1865)


Il bianco torna insistente in Robert W. Chambers, nei suoi racconti ancora sconosciuti in Italia, L’ombra bianca o L’isola del dolore, o nel più celebre Il segno giallo (1895) in cui possiamo contemplare un candido, vermiforme, repellente guardiano cimiteriale; e ancora in Matthew P. Shiel, nel capolavoro catastrofico La nube purpurea (1901), o nel sottovalutato La nave fantasma, di Oliver Onions: qui un battello maledetto, quello dell’Olandese Volante, ha le note stimmate ominose del non-colore:

I suoi occhi trovavano solo bianco: il bianco della vecchiezza estrema. In un punto il bianco luccicava come grani di sale; in un altro era grigio e gessoso, e in un altro ancora aveva la sfumatura gessosa della decadenza ... Dovunque c'era il lieve, inquietante biancore delle sostanze da cui la vita se ne andava. I cordami erano sbiancati come sbianca la paglia vecchia, e metà delle cime mantenevano la forma quanto la mantiene la cenere di uno spago dopo che il fuoco si è spento. Le pallide ordinate erano bianche e pulite come ossa trovate fra la sabbia. E perfino l'incenso con il quale ... la nave era stata impeciata si era seccato ed era diventato una pallida sostanza gommosa che scintillava come quarzo ..."


Nel raffinato Il popolo bianco, di Arthur Machen (1899 circa), le creature “bianco panna”, testimoniate dal diario di un’adolescente, sono entità maligne, celate all’occhio profano, variamente appellate lungo il corso della storia umana: folletti, driadi, fate, streghe. Solo gli iniziati alla magia possono accostarsi ad esse senza perdere il senno (o la vita, come nel caso della protagonista).
In H. G. Wells, nel classico L’uomo invisibile (1897), lo scienziato che ha scoperto il siero portentoso, Griffin, è albino: “ ... aveva capelli e sopracciglia bianchi - non grigi per l'età, ma bianchi come quelli degli albini e gli occhi rossi come rubini …”; un novello Dracula, insomma, incolore, indefinito, sfuggente al dominio dei sensi e opposto alla moralità corrente, in tal caso quella di una cittadina della provincia inglese; lo straniero arriva ovviamente“… in una giornata d’inverno … durante l’ultima nevicata dell’anno, fra un turbinio di neve e folate di vento gelido”.
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