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lunedì 5 maggio 2014

Dal Burundi un apologo sulle ferite di un popolo dopo la guerra civile


Ti racconto un libro:
Roland Rugero Vivi! Traduzione: Giorgio Tognola Collana
Edizioni Socrates, pp. 94, euro 9

Ivan Selloni
Nyamuragi è un ragazzo che ha scelto di non parlare divenendo così muto e che all’improvviso viene accusato ingiustamente di stupro. Una vecchia cieca da un occhio mentre porta al pascolo il suo gregge osserva la tortura che Nyamuragi subisce da parte di una folla cieca d’odio.
Roland Rugero racconta questa breve storia come se appartenesse alla quotidianità del suo paese natale il Burundi, ma in realtà descrive il trauma della guerra civile che ha sconvolto la coscienza del popolo burundese. La violenza, la cecità, il pregiudizio sono le ferite più profonde lasciate da anni di violenze e che solo due personaggi uno privo della parola l’altro privo della vista forse riescono a sopportare.
Altro protagonista della storia è il paesaggio che percepisce lo stato del suo popolo immedesimandosi con esso. L’autore infatti lo descrive con caratteri umani e carnali: una visione animista che arricchisce di poesia anche le digressioni concettuali che Rugero inserisce durante il racconto per dare una spiegazione logica a come si può condannare a morte un uomo senza nemmeno dargli la possibilità di comunicare la propria innocenza.

venerdì 20 dicembre 2013

Da Christian Bobin una donna in fuga

Ti racconto un libro
Christian Bobin, Folli i miei passi
Traduzione di Maddalena Cavalleri
Edizioni Socrates, pp. 108, euro 10

Ivan Selloni
Un lupo, un angelo dai capelli rossi, un omone di nome Bach: sono gli unici compagni nelle fughe di Lucie. Figlia di circensi, cresciuta tra clown, funambole e domatori, Lucie scopre l’amore a tre anni dormendo tra le braccia di un lupo in gabbia; da quel momento cominciano le sue fughe che la portano a sposarsi, divorziare e cambiare continuamente città.
Scritto in prima persona, sembra di leggere un diario personale per l’aspetto tipografico e per lo stile. Brevi capitoli senza titolo che seguono il flusso continuo dei pensieri sugli avvenimenti della vita scoprendo il mondo interiore della protagonista. Lo stile apparentemente semplice, viene arricchito da un uso sapiente della punteggiatura che scandisce le frasi seguendo il ritmo del cuore e delle emozioni. La parola acquista un valore profondamente evocativo costruendo immagini personali con le quali la protagonista dà vita ai suoi pensieri.
Le uniche soste durante questo infinito viaggio sono per chiudersi in una stanza d’albergo sperduto nelle foreste dello Jura e trovare solitudine e silenzio immersa nei quali la penna può attingere l’inchiostro per riempire una pagina bianca.
Un romanzo di formazione che racconta la fuga infinita dagli ostacoli verso la scoperta dell’amore per la vita e per la propria libertà. Un viaggio vissuto e raccontato con la sensibilità e il ritmo della poesia.

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