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sabato 17 gennaio 2026

POETI CHE TRADUCONO POETI: VINCENZO OSTUNI, 18-01-2026, h.11-13, Casale dei Cedrati

Da sempre i poeti trovano nella traduzione uno stimolo per la propria scrittura: tradurre è esercizio di impossibilità, tentativo irrealizzabile e necessario di portare il senso e il suono di una lingua in un’altra lingua, di ibridare due sensibilità in un testo nuovo. Questo è il filo che corre lungo il ciclo “Poeti che traducono poeti” ideato e curato da Maria Teresa Carbone per il Casale dei Cedrati in collaborazione con Monteverdelegge: alcuni autori di oggi dialogano con altri lontani nel tempo e nello spazio, mostrando come ogni traduzione sia insieme perdita e creazione. 

Protagonista del terzo appuntamento è Vincenzo Ostuni, autore di un’opera monumentale e programmaticamente incompiuta, il Faldone, “un libro di poesia che cambia nel tempo”, la cui più recente epifania è stata pubblicata dal Saggiatore nel 2025. Accanto a questo “testo della vita”, Ostuni lavora sulle parole (anche) come traduttore di poesia, confrontandosi con autori diversi come Friedrich Hölderlin e Emily Dickinson, della quale – ha detto – si è sforzato di rendere “un aspetto ingiustamente trascurato: la giocosità”.

 18-01-2026, h. 11.30 alle 13.00

Casale dei Cedrati, Villa Pamphili, via Aurelia Antica 219, Roma

domenica 20 novembre 2022

presentazione del libro IL DONO DI CADMO di Alessandro Magrini al IIS Federico Caffè


con piacere diffondiamo l'invito del prof. Massimo Tegolini
Responsabile Biblioteca I.I.S.Federico Caffè


martedì 29 novembre, alle ore 18
Biblioteca IIS Federico Caffè
Via Fonteiana 113 (ingresso cancello blu e verde) 
presentazione del libro

IL DONO DI CADMO
L'incredibile storia delle lettere dell'alfabeto
di Alessandro Magrini
Ponte alle Grazie, 2022

Marco Mongelli, Nina Quarenghi e Vincenzo Ostuni ne parleranno con l'autore 

...Perché la A è la prima lettera dell’alfabeto?...Perché la D, fra i numeri romani, significa 500? Come si può vedere nella M il volto di un uomo? Perché davanti a U usiamo Q? Questo libro è una storia dell’alfabeto. La storia di una delle più straordinarie invenzioni umane, di quei «venti caratteruzzi».(...)Alessandro Magrini ci accompagna in un viaggio affascinante, un capitolo per lettera, dall’antico Egitto alla Fenicia alla Grecia a Roma.
Prenotazione obbligatoria: bibliofedericocaffe@libero.it

sabato 18 maggio 2013

Poesia13, un cantiere di versi

Laura Pugno
Tre giorni di letture e discussioni aperte al pubblico, con poeti e critici, a Rieti. È la carta d'identità di Poesia13, Cantiere aperto di ricerca letteraria: laboratorio di confronto tra poeti e poetiche che qualcuno ha già ribattezzato «l'antiSalone di Torino». Non lo è, la coincidenza di date si deve al caso - anche se chi vorrà potrà trovarvi uno o più indizi della tanto discussa marginalità della poesia ormai fuori dal mercato - non alle intenzioni degli organizzatori, il gruppo di poeti e critici ESCargot. Scrivere con lentezza, attivo a Roma dal 2009 - di cui fa parte anche chi scrive -, che ha costruito collettivamente il progetto, nato insieme alla Libreria Moderna di Rieti e alla Fondazione Varrone, di un'«occupazione poetica» del centro reatino ironicamente intesa, all'insegna del rigore. 
Da Gian Maria Annovi a Paolo Zublena, passando per Vincenzo Bagnoli, Cecilia Bello Minciacchi, Maria Grazia Calandrone, Alessandra Cava, Fiammetta Cirilli, Andrea Cortellessa, Elisa Davoglio, Paolo Febbraro, Michele Fianco, Francesca Fiorletta, Federico Francucci, Florinda Fusco, Roberto Galaverni, Paolo Giovannetti, Marco Giovenale, Mariangela Guatteri, Antonio Loreto, Massimiliano Manganelli, Giovanna Marmo, Giulio Marzaioli, Renata Morresi, Vincenzo Ostuni, Tommaso Ottonieri, Giorgio Patrizi, Maria Concetta Petrollo, Gilda Policastro, Laura Pugno, Marilena Renda, Lidia Riviello, Luigi Socci, Sara Ventroni, Michele Zaffarano, Fabio Zinelli: ai più di trenta poeti e critici under 50 invitati a Rieti (con qualche eccezione anagrafica soprattutto fra i critici; e dove le donne non sono, è bene sottolinearlo, una semplice «quota») è stato infatti chiesto programmaticamente qualcosa di più, come tempo e qualità, della presenza distratta e antonomasticamente festivaliera destinata ad accendersi nel solo momento kairotico di un reading: al contrario, come conditio sine qua non dell'invito è stata posta la disponibilità a una partecipazione completa, non confinata ai propri «quindici minuti di notorietà», ma dispiegata su tutto l'arco del fitto calendario di letture e successivi approfondimenti su ogni autore, che costituiscono l'essenza della «tre giorni». 
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