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giovedì 15 febbraio 2018

La poesia è un'intelligenza, Editi/Inediti 2018, con Lidia Riviello e Sara Ventroni al Circolo delle Quinte

Lidia Riviello (a sinistra) e Sara Ventroni in due scatti di Dino Ignani
Lidia Riviello e Sara Ventroni sono le protagoniste del secondo incontro della rassegna La poesia è un’intelligenza. Il titolo di questo breve ciclo, che è cominciato a gennaio con il confronto tra Nanni Balestrini e Guido Mazzoni, e che si chiuderà il 17 marzo (in scena Carlo Bordini e Marco Giovenale) è preso dagli Écrits poétiques di Christophe Tarkos. È probabile che alla frase Tarkos attribuisse una valenza ironica, di quella ironia però che, proprio perché tale, non si esime dal dubitare di se stessa. Da questo dubbio sottinteso e dalle domande che ne derivano – cosa è oggi la poesia? qual è il suo ruolo? a chi parla? – è nata l'idea di un breve ciclo di incontri, nei quali autori diversi per età, postura e stile, e insieme affini nella tensione verso la ricerca, si confrontano. La lettura incrociata di testi editi e inediti è la base per una conversazione su alcuni nodi cruciali della poesia contemporanea: scrittura e sonorità, diffusione e valenza, cesura con il passato, rapporto con altri ambiti linguistici, sconfinamenti di genere.

La poesia è un’intelligenza.
Editi/Inediti 2018
Secondo incontro, sabato 17 febbraio, alle ore 18:00
letture di (e conversazione con)
Lidia Riviello e Sara Ventroni

INGRESSO LIBERO
necessaria la prenotazione, scrivendo a:
laura.urbani25 [at] gmail.com

mercoledì 10 gennaio 2018

RASSEGNA DI POESIA AL CIRCOLO DELLE QUINTE: La poesia è un'intelligenza, Editi/Inediti 2018


Sabato 13 alle 18,  al Circolo delle Quinte, si terrà il primo di tre incontri a cadenza mensile della rassegna La poesia è un'intelligenza, Editi/Inediti 2018 con Nanni Balestrini e Guido Mazzoni.

Il titolo di questa rassegna, La poesia è un'intelligenza, è preso dagli Écrits poétiques di Christophe Tarkos. È probabile che alla frase Tarkos attribuisse una valenza ironica, di quella ironia però che, proprio perché tale, non si esime dal dubitare di se stessa. Da questo dubbio sottinteso e dalle domande che ne derivano – cosa è oggi la poesia? qual è il suo ruolo? a chi parla? – è nata l'idea di un breve ciclo di incontri, nei quali autori diversi per età, postura e stile, e insieme affini nella tensione verso la ricerca, si confrontano. La lettura incrociata di testi editi e inediti è la base per una conversazione su alcuni nodi cruciali della poesia contemporanea: scrittura e sonorità, diffusione e valenza, cesura con il passato, rapporto con altri ambiti linguistici, sconfinamenti di genere.

Incontri successivi:
Sabato 17 febbraio, ore 18
Lidia Riviello e Sara Ventroni
Sabato 17 marzo, ore 18
Carlo Bordini e Marco Giovenale

Al Circolo delle Quinte, viale XXX aprile 4, Roma
Ingresso libero
Posti limitati, prenotazione obbligatoria a laura.urbani25@gmail.com

domenica 7 settembre 2014

Poetitaly, incontri ravvicinati con la poesia al Corviale


Elisa Longo 
Ivan Selloni
Ultimo appuntamento stasera alle 19 alla cavea di Corviale (ingresso largo Tabacchi) con il contest di poesia Poetitaly, firmato Simone Carella, parte della programmazione dell’estate romana 2014. Un’estate romana che ha aperto le braccia a Corviale, il chilometro di cemento, o alla romana “il serpentone”, divenuto così il palcoscenico dove grandi nomi della poesia italiana come Jolanda Insana e Nanni Balestrini e nuove realtà come I Poeti Der Trullo s’incontrano recitando i propri versi.
La cavea, un vero teatro greco all’interno del palazzo purtroppo finora spesso inutilizzata, ha in queste serate un pubblico eterogeneo, piccoli e grandi, curiosi e studiosi: uno spazio pubblico lasciato all’incuria che finalmente si anima e si colora grazie al lavoro fatto dai Pittori Der Trullo. La magia della poesia underground e il fascino degli artisti sull’orchestra, così è chiamato il palco centrale nei teatri dell’antica Grecia, hanno avvolto e ipnotizzato il pubblico. Tanti gli artisti che si sono succeduti, chi accompagnato da tamburelli, chi da piccoli gong e chi dai soli fogli di lettura.
Conduce le serate Andrea Cortellessa, critico letterario e professore associato dell’università di lettere di Roma Tre. Un incontro inaspettato, ravvicinato (del terzo tipo?) con una realtà che si sta lentamente aprendo al mondo esterno, che sta varcando la soglia della cultura e dell’intrattenimento.
Ci sarà spazio anche ai nuovi mezzi di comunicazione con il Facebook Poetry laboratorio telematico di poesia. Decine di poeti in collegamento da tutta Italia (e non solo) daranno vita alla singolarissima sfida in rete. Il pubblico presente (e a casa) potrà sia partecipare che votare il testo più riuscito.
Il programma di questa sera prevede proprio l’incontro tra Nanni Balestrini e I Poeti Der Trullo giovane realtà poetica che sta portando avanti da anni un lavoro di rinnovamento culturale nelle periferie romane.
i Poeti der Trullo poesie lette da Michele Botrugno – Lilith Primavera
Tommaso Ottonieri
 Nanni Balestrini
 Luigi Cinque
 David Riondino
 Areta Gambaro 
 Taiyo Hist Yamanouchi
 Alessandra Vanzi – Pasquale Innarella
 Luigi Rigoni
 ore 20:30 Facebook Poetry Laboratorio telematico di Poesia a cura di Luigi Socci
Decine di poeti in collegamento da tutta Italia (e non solo) daranno vita alla singolarissima sfida in rete della Facebook Poetry. Il pubblico presente (e a casa) potrà sia partecipare che votare il testo più riuscito.

giovedì 18 aprile 2013

Balestrini: Sperimentare sperimentare sperimentare...


Maria Teresa Carbone
Il Gruppo 63 ha cinquant'anni. I giovanotti che circondavano Giuseppe Ungaretti in una fotografia divenuta celebre sono per lo più – quelli che ci sono ancora – distinti signori carichi di onori e di riconoscimenti. Eppure, a leggere certi articoli usciti per la ricorrenza (che sarà celebrata in autunno con un convegno, come con un convegno in autunno tutto è cominciato), viene da pensare che, mezzo secolo dopo, quel “Facciamoli incazzare” di Nanni Balestrini da cui, stando alla testimonianza di Umberto Eco, nacque la decisione di dar vita al Gruppo, rimanga una parola d'ordine esplosiva, come se la spinta iconoclasta di allora non si fosse esaurita.
Possibile? chiedo a Balestrini, che in questi cinquant'anni ha scritto decine di libri tra romanzi e poesie, ha avviato riviste su carta, in rete, in tv, ha coagulato intorno a sé giovani autori e critici, ha sviluppato un'attività sempre più intensa di artista visivo, senza mai sfilarsi il suo manto di soave pigrizia (e senza neppure negarsi qualche capitolo di vita avventurosa).
Come è possibile che ancora oggi, intorno a un'occasione tutto sommato polverosa come un anniversario, il Gruppo 63 abbia il potere di far incazzare?
Forse, per capire, bisogna ricordare che il Gruppo 63 è nato da una spinta incredibilmente forte. In effetti, tutto era cominciato prima, alla fine degli anni '50, con Luciano Anceschi, che aveva avuto il coraggio di chiamare dentro la sua rivista, “il Verri”, una quantità di giovanissimi molto diversi fra loro, ma accomunati da un rifiuto radicale delle generazioni precedenti, ormai fuori dalla storia. In Italia c'erano state enormi trasformazioni economiche e sociali: il paese, da agricolo, era diventato industriale; le migrazioni interne portavano a un rimescolamento di cittadini mai visto; nascevano le metropoli, luoghi dove le persone non si conoscono ma comunicano e mettono a confronto tradizione, cultura, lingua. Del resto, la lingua italiana, quella che parliamo oggi, è nata con l'immigrazione, la scuola dell'obbligo, la tv. A farla breve, una trasformazione così in Italia non c'era stata dai tempi di Roma antica. E noi ci trovavamo nel mezzo di questo cambiamento, e dato che lavoravamo con il linguaggio, non potevamo non vedere che gli scrittori della generazione precedente ignoravano questa società, parlavano di contadini e di villaggi, non avevano idea di cosa fossero le tecnologie e, soprattutto, scrivevano nella lingua di Manzoni. E allora ci siamo detti: che fare? E la risposta è stata: sperimentare.
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