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giovedì 1 agosto 2013

Giostre e pavoni in atteggiamenti sospetti

Giulia Caminito

Il vademecum del piccolo scrittore / I

Un anno fa andai da un’amica con qualcosa che scrissi in un periodo di transizione della mia vita, che a venticinque anni non ha visto un granché in fondo, ma nel mio esiguo orizzonte quelle pagine avevano espresso qualcosa. Lei lo ha letto, non l’ha del tutto cestinato, io ci ho lavorato ancora, asciugandolo come un’aringa al sole e gliel’ho riportato. La sua opinione a quel punto era che il “romanzo” non era malvagio, si doveva solo correggere un po’ e che già poteva essere qualcosa da proporre in qualche modo. Però mi fece una domanda, che cambiò le sorti circa il mio interessamento per tale scritto: “Tu cosa vorresti dire?” Ovviamente pensavo di avere una sfilza di cose interessantissime da dire e mi sono messa mentalmente a compilarla. Alla fine ho stiracchiato tre o quattro frasi, di dubbia costruzione grammaticale, balbettando e stropicciandomi le mani. Cosa volevo dire? Volevo raccontare una parte del mio vissuto da venticinquenne studentessa di filosofia, un po’ ironica, senza troppe pretese, con uno stile colloquiale, mettere a parte il mondo della vita universitaria appena trascorsa. Era abbastanza da dire? Forse sì forse no. La mia amica, e mi piace chiamarla così perché i consigli datemi sono secondo me un segno di amicizia, non ha smontato il mio castello dalle fragili fondamenta e ha solo detto: “Leggiti un paio di questi libri”.

giovedì 16 maggio 2013

Spark ...spacca

Marta Ancona
Credo sia capitato di rado che nel corso di un incontro su un libro si siano formati, tra i lettori convenuti, due partiti nettamente contrapposti, e con pochissime sfumature di passaggio tra l’uno e l’altro. E’ accaduto esattamente  questo per il  libro della Spark. Dove si è andati dall’ appassionato sostegno di Maria Teresa, di Roberto, e il mio personale, alla sprezzante condanna senza appello di Silvia, e ai giudizi in buona parte negativi di Giovanni,  di Paolo, che ha fatto fatica a terminarlo,  e della maggioranza dei lettori.
Pertanto si è cominciato dalle voci della minoranza a sostegno.
Mentre Roberto trova che la scrittura della S. sia sapiente, la sceneggiatura perfetta nei passaggi imprevisti dei tempi (gli improvvisi e spiazzanti lampi sul futuro dei personaggi, che offrono una visuale del presente persino straziante, come l’anticipazione della fine di Mary Mac Gregor), e il disegno dei personaggi in tratti rapidi, ed efficaci, e Maria Teresa sottolinea il senso della ripetizione sapiente di alcuni dettagli,  Silvia al contrario quasi si indigna per la banalità di quello che definisce un “teatrino”. Fuori dall’incontro poi Silvia mi rivela di essere appena uscita dalla lettura di un saggio particolarmente denso di spiritualità, alto diciamo, su Chiara e Francesco, un saggio di Chiara Frugoni. Allora forse capisco che uscire da lì e incontrare la Spark possa fare uno strano effetto. E poi ci sta che ci si  possa anche arrabbiare con un libro, farci a botte o lasciarlo lì, come ha fatto Giovanni, che se lo voleva portare in viaggio perché aveva deciso di terminare il suo compito e invece lo ha dimenticato
Nessuno, comunque, è rimasto indifferente.

martedì 7 maggio 2013

Gli anni fulgenti di Miss Brodie


Sul risvolto dell'edizione Adelphi di Gli anni fulgenti di Miss Jean Brodie è scritto, fra l'altro, che il romanzo di Muriel Spark è “un labirinto psicologico degno di Henry James, e insieme un congegno narrativo perfetto come quello di certe inamovibili commedie inglesi in cartellone per decenni”. Una definizione precisa e che tuttavia rischia di far apparire il libro, uscito nel 1961, come un oggetto sorpassato, se non polveroso. Utile quindi confrontare queste parole con la recensione che Martin Price pubblicò sul “New York Times” all'indomani della pubblicazione del testo, in cui il critico osserva che “la maggior parte di noi ha conosciuto qualcuno come Miss Jean Brodie, forse un'insegnante, come nel romanzo di Muriel Spark, una zia dalla reputazione un po' dubbia o una cugina di cui si preferisce non parlare, forse la madre di uno dei nostri migliori amici”. Questa assurda Miss Brodie, che “si impossessa di docili ragazzine... e cerca di fare di loro delle europee, invece di sciatte piccole provinciali” è una donna in cerca di Assoluto, a rischio di travolgere chi la circonda e se stessa. Una figura in via di estinzione?

Alcuni link utili: 
La biografia di Muriel Spark su Wikipedia (in italiano)

Gli anni fulgenti di Miss Brodie (The Prime of Miss Jean Brodie) è il libro di cui si parlerà nell'incontro mensile del gruppo di lettura di Monteverdelegge, sabato 11 maggio alle 11 nel Salone degli affreschi del Dsm (via Colautti 28)

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