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giovedì 5 giugno 2014

Fiabe siciliane all'ombra di un tepee

Enza Bertoni
Le tende indiane sparse tra la casa del cinema e la casina di Raffaello a villa Borghese, bambini con i loro genitori all'interno, libri di ogni genere e per ogni età penzolanti tutti intorno con le loro copertine colorate, pronti per essere afferrati dalle piccole mani e dagli occhietti che vogliono scrutare, guardare, leggere, far volare l'immaginazione e la fantasia.
Questa è La tribù dei lettori e l'idea che viene alla nostra associazione Monteverdelegge è quella di partecipare e rivolgersi a quei bambini intrattenendoli nell'ascolto della raccolta di Giuseppe Pitrè Il pozzo delle meraviglie edita da Donzelli.
Sono favole antiche, di tradizione popolare siciliana che mandano messaggi, generano amore, motivano, fanno fantasticare, portano lontano il pensiero.Raccontando volano parole come: "cacca" "sorcetto fetente" diavoli, maghi ed altri personaggi fatati, piacevolezze, luoghi e persone magiche.
"Tra un fatto e l'altro il tempo passa presto, perché la novella non mette tempo, e tu vedi sfilarti l'uno appresso all'altro" i personaggi". Così dice Pitrè nel suo  Pozzo delle meraviglie e tante meraviglie stupiscono, e fanno sorridere i nostri piccoli ascoltatori.

martedì 24 settembre 2013

I racconti di MVL - In amor vince chi fugge

Dopo la rivisitazione di Cenerentola nel racconto Mai troppo tardi, padre, Marta Ancona torna a pescare nello sterminato serbatoio delle fiabe per proporci una versione "double face" del Principe ranocchio

Marta Ancona
Versione I

- Appena in tempo! - disse, asciugandosi il sudore gelato, dopo il salto funambolico che lo aveva salvato da morte certa per asfissia.
Al riparo della fresca e umida ombra nella quale si era mimetizzato trovò il coraggio di guardare là .....oltre....E la vide.
- E’ pazza! - soggiunse poi, rabbrividendo di nuovo al pensiero dello scampato pericolo.
Lei, umiliata e delusa, vagava mestamente, come ubriaca. Ancora una volta era stata a un passo, un passo solo....
- Eppure è scritto - rifletté. - Ci sarà pure, da qualche parte del mondo.....No, non mi stancherò di cercarti, ovunque tu sia, Rospettino mio! - concluse rianimata la Principessa.

Versione II

- Lasciami, mi soffochi!
- Un bacio solo, ti prego, non te ne pentirai. Ricordi il poeta: Un apostrofo rosa....; e poi....
- Non essere ridicola. Il punto è che non vuoi prender atto della realtà. C’è un abisso tra noi!
- Infatti occorre un salto, un salto qualitativo.
- Ne ho già fatti tanti, e sono stanco. Ti prego. Non sperare in improbabili metamorfosi.
- Ma che cosa mi resta se non alimento questa speranza?
- Solo questo: sono quel che sono, e tale voglio restare.
- Un rospo?
- Un Rospo, Principessa.
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