Cari amici di Monteverdelegge e di Plautilla, vorrei raccontarvi una piccola storia che mi ha visto involontaria protagonista.
Qualche settimana fa squilla il telefono fisso di casa mia. Guardo sul display come sempre per evitare di rispondere a proposte di acquisto le più varie e mi rendo conto che si tratta di un cellulare. Non lo riconosco, non è inserito nella rubrica, quindi non può apparire nessun nome. Nonostante tutto decido di rispondere. Magari è qualcuno che conosco, un amico, un’amica. Sul fisso registro solo i fissi, nessun cellulare.
“Lei è la signora Marta Ancona?” “Sì, sono io, con chi parlo?” Ecco, è successo, ho fatto male a rispondere, accidenti! “E’ lei che ha scritto un racconto sul blog di Monteverdelegge che parla della scuola elementare XXIV Maggio?” Non può essere un venditore “Sì, sono io” replico più distesa. “Ecco, allora noi siamo stati compagni di classe, io sono Ugo Lodato” dice Ugo con voce gentile e timida, “e ho anche le foto di classe”.
“Ma lei abita a Monteverde ed è socio di Monteverdelegge?” “No, non ora, ho vissuto a due passi dalla XXIV Maggio, ora abito fuori Roma” “Scusi, ma allora come è arrivato al mio racconto?” “In rete ho cercato notizie sulla scuola e sono arrivato al blog” “E il mio numero?” “Pagine bianche” “Ah, ecco…”
“Ugo Lodato…mi spiace, ma non ricordo affatto il suo nome...io ho frequentato solo la quarta e la quinta, venivo da Napoli…” “E io ho fatto solo fino alla quarta, ho saltato l’ultima classe” “Come mio fratello, dico, e allora è forse perché siamo stati insieme solo un anno che non ho presente il suo nome”. Ugo passa a nominare alcuni bambini segnalati nel mio vecchio racconto. “Claudio Piperno, aveva gli occhi azzurro verdi, la pelle olivastra, era così carino, con quella faccia simpatica, arguta, un po’ da teppista”
Già, Claudio, lo ricordo così bene! Sono emozionata, che stranezza mi capita, miracoli della rete, del blog, di questo tempo. Continuiamo a chiacchierare, cerchiamo di ricostruire, lui mi parla di una sua fiamma, una cotta tremenda, dice, tutto sembra combaciare, la stessa maestra indimenticabile, la maestra Argenti. Poi aggiunge un dettaglio apparentemente non necessario, siamo stati compagni di classe e quindi abbiamo la stessa età. “Io sono del ’46”, dice… “Ah, allora non è possibile, dico, c’è un errore, io sono più vecchia di cinque anni, di un intero ciclo scolastico!”


