martedì 13 febbraio 2024

Dal lockdown ad oggi: un aggiornamento dal Laboratorio di traduzione di poesia Monteverdelegge


Fiorenza Mormile 
Se pur con accessi ridotti, aver ripreso quest’autunno gli incontri dal vivo intorno al tavolone dell’amata sala di Plautilla ci ha dato una profonda emozione. Si dimezza così (un incontro mensile sui due in cui abitualmente ci vediamo) la pratica ormai annosa del lavoro da remoto, imposto dal lockdown dal marzo del 2020. Lavorare in gruppo online è infatti faticoso e rallentante, per il sovrapporsi di voci, per i vari inconvenienti tecnici, per la mancanza di contatto umano. Ci ha permesso tuttavia di arrivare alla nostra terza pubblicazione: un’antologia dai libri della poetessa statunitense Alexis Rhone Fancher: Stiletto killer, trad. del Laboratorio Monteverdelegge: Maria Adelaide Basile, Marta Izzi, Giselda Mantegazza, Fiorenza Mormile, Paola Maioli, Anna Maria Rava, Anna Maria Robustelli, Jane Wilkinson, a cura di M. A. Basile, Ed. Ensemble, Roma 2022. 

 In quel tetro periodo di isolamento Fancher, trasportandoci idealmente nelle luci e ombre di Los Angeles ci ha salvato dalla depressione, dandoci uno obiettivo condiviso per cui lavorare di buon grado a tappe forzate. Ci siamo dedicate successivamente a Máighréad Medbh, un’autrice irlandese che al lockdown dedica la sezione "Lockdown Diary" in Imbolg, Arlen House, Dublin 2020) descrivendone con efficacia l’atmosfera sospesa e stagnante. Abbiamo poi iniziato a tradurre testi dell’iraniana Mina Gorji, trasferitasi ancora bambina in Inghilterra dopo la rivoluzione islamica, ritornando poi in modo sistematico sul suo primo libro (di prossima uscita per Fuorilinea): Art of Escape, Carcanet 2020, dopo una pausa incentrata su The Waste Land di T. S. Eliot. Per il ricorrere nel 2022 del centenario della sua pubblicazione abbiamo esaminato, confrontandole, una dozzina  diverse traduzioni della prima sezione, La sepoltura dei morti, dandone anche una nostra versione. Quest’anno abbiamo scelto la poetessa statunitense Sandra Beasley di cui stiamo effettuando una prima selezione. Per un’idea sui temi affrontati dalle varie autrici rimandiamo ai link in fondo a questo post,  che ne offrono vari testi e un inquadramento critico. 

Per chi non ci conoscesse ancora, anche se ormai operiamo da quattordici anni e sul sito ci sono molti nostri apporti, ripetiamo qualcosa su di noi e sul nostro modus operandi. Siamo un gruppo mobile, benché uno zoccolo duro sia rimasto pressoché invariato nel tempo (purtroppo è mancata nell’agosto 2022 Anna Maria Rava, attiva dalla prima ora). Ci sono state delle variazioni, pur limitate, come si riscontra dai nomi sugli articoli dei link. Requisiti base dei componenti sono una buona conoscenza dell’inglese, l’amore per la poesia, una sensibilità fonico-ritmica e un’ampia padronanza del lessico italiano. Poi ci sono gli aspetti caratteriali, che devono tendere, oltre al rispetto del testo, alla capacità di mediazione e a una certa umiltà, assumendo che il prodotto di un gruppo è superiore a quello del singolo se si sa, quando serve, rinunciare alla propria soluzione. Assegnata per un incontro una certa poesia ognuno prepara la sua versione che viene confrontata con le altre per arrivare punto per punto del testo a quella che ai più appare la soluzione migliore. Le “battaglie” verbali sono forse la parte più divertente dell’impresa, che comunque richiede moltissime sedute di revisione minuta prima di arrivare alla versione definitiva. Anche se la versione definitiva nella traduzione di fatto non esiste. 

lunedì 12 febbraio 2024

POESIA IN VILLA. Quarta lettura con Gilda Policastro

Gilda Policastro
Sabato 13 gennaio, dalle 15.00 alle 16:30, al Casale dei Cedrati ci ritroviamo con Gilda Policastro, nell'ambito del ciclo di otto letture cura di Maria Teresa Carbone, in collaborazione con Monteverdelegge. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti. 

Gilda Policastro ha pubblicato libri di poesia, tra cui Non come vita (Aragno, 2013), Inattuali (Transeuropa, 2016) e La distinzione (Giulio Perrone, 2023). E' inoltre autrice di romanzi - Il farmaco (Fandango, 2010), Cella (Marsilio, 2015), La parte di Malvasia (La Nave di Teseo, 2021) e di saggi, tra i quali L'ultima poesia (Mimesis, 2021). Insegna Letteratura e scrittura creativa e collabora con il sito "Le parole e le cose. Letteratura e realtà" e con la rivista digitale "Snaporaz".

Nel ciclo Poesia in villa ogni poeta legge, accanto ai suoi testi, versi di uno o più predecessori, antichi o recenti, italiani o stranieri, legati ad un  concetto  esteso di natura in una cornice di dialogo con Maria Teresa Carbone e col pubblico. 

I prossimi incontri saranno con Laura Pugno, Marco Giovenale, Maria Grazia Calandrone e  Antonella Anedda.

Il Casale dei Cedrati si trova nel parco di Villa Doria Pamphilj
Via Aurelia Antica, 219 – 00165 Roma
Entrata dal parco: via Aurelia Antica, 183

sabato 13 gennaio 2024

POESIA IN VILLA. Terza lettura con Franco Buffoni

Franco Buffoni (fotografia di Dino Ignani)

Sabato 13 gennaio,alle 15.00 alle 16:30, il Casale dei Cedrati ospita Franco Buffoni, nell'ambito del ciclo di otto letture cura di Maria Teresa Carbone, in collaborazione con Monteverdelegge. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti. 

Franco Buffoni (Gallarate, 1948) ha pubblicato diverse raccolte poetiche, tra cui Il profilo del Rosa, Guerra, Noi e loro, Roma (confluite con altre nell'antologia Poesie 1975-2072, Mondadori 2012), Jucci, Avrei fatto la fine di Turing, La linea del cielo, Betelgeuse e altre poesie scientifiche. 
Romanziere, saggista e traduttore, ha insegnato letteratura inglese e letterature comparate; ha fondato e dirige «Testo a fronte». Nel ciclo Poesia in villa ogni poeta legge, accanto ai suoi testi, versi di uno o più predecessori, antichi o recenti, italiani o stranieri, legati al concetto di natura (un concetto da intendersi in modo esteso) in una cornice di dialogo con Maria Teresa Carbone e col pubblico. 

AI ciclo partecipano: Antonella Anedda, Franco Buffoni, Maria Grazia Calandrone, Marco Giovenale, Guido Mazzoni, Gilda Policastro, Laura Pugno, Sara Ventroni. 

Casale dei Cedrati, Villa Pamphili, via Aurelia Antica 219, Roma

venerdì 15 dicembre 2023

POESIA IN VILLA - Sara Ventroni al Casale dei Cedrati


Sabato 16 dicembre h.11:30-13:00,  si tiene al Casale dei Cedrati l'incontro con Sara Ventroni, seconda ospite del ciclo Poesia in villa, un ciclo di otto letture mensili a cura di Maria Teresa Carbone, in collaborazione con Monteverdelegge. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.

Nel ciclo Poesia in villa ogni poeta legge, accanto ai suoi testi, versi di uno o più predecessori, antichi o recenti, italiani o stranieri, legati al concetto di natura (un concetto da intendersi in modo esteso, senza escludere, per esempio, le microplastiche di cui ci nutriamo ogni giorno) in una cornice di dialogo con Maria Teresa Carbone e col pubblico. 
Al ciclo partecipano: Antonella Anedda, Franco Buffoni, Maria Grazia Calandrone, Marco Giovenale, Guido Mazzoni, Gilda Policastro, Laura Pugno, Sara Ventroni. 

Nata a Roma, Sara Ventroni ha pubblicato l’opera teatrale Salomè (No Reply, 2005); Nel Gasometro (Le Lettere, 2006); La sommersione (Aragno, 2016), Le relazioni (Aragno, 2019). Ha curato la traduzione di versi scelti da Leaves of Grass di Walt Whitman (Contengo moltitudini, Ponte alle Grazie 2020) e la traduzione di The Waste Land di T. S. Eliot (Ponte alle Grazie, 2022). È Senior Research Fellow presso l’Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo e la Storia delle Idee (CNR). 

lunedì 13 novembre 2023

Riapre il Casale dei Cedrati, domenica 19 novembre ore 12:30 a Villa Pamphilj

Finalmente una notizia che riempie di speranza gli abitanti di Monteverde e non solo: Domenica 19 novembre alle ore 12:30, all'interno  a Villa Pamphili, riapre il Casale dei Cedrati, uno spazio multifunzionale dove ci si può incontrare a Villa Pamphilj per leggere, acquistare o semplicemente curiosare le ultime novità editoriali, dove si potranno vedere nuovamente mostre interessanti di giovani artisti, ascoltare i poeti leggere le loro poesie, partecipare a laboratori, oppure sedersi semplicemente in uno splendido giardino per fare due chiacchiere. Ci si potrà incontrare di nuovo in questo luogo meraviglioso e unico,  allestito presso il Giardino dei Cedrati che costeggia le antiche mura dell'Acquedotto di Traiano e che, purtroppo, è stato chiuso forzatamente per sette anni. 

Si legge nel comunicato stampa: "Dopo anni di abbandono l'antico Casale e le aree verdi circostanti riacquistano il loro splendore, grazie a una rinnovata collaborazione della Consortile che lo gestisce con la Sovrintendenza ai Beni culturali e l'assessorato all'Agricoltura e Ambiente del Comune, e d'intesa con il XII municipio. All'interno dei suoi spazi, riprendono le varie attività. Mostre, dibattiti, proiezioni, laboratori, e ancora lezioni sulla storia dei giardini di Roma. Tutto a tema ambientale."

Per l'occasione, nelle sale espositive del Casale, sarà presentato il progetto Greenit di Simone Cametti che fa parte del ciclo di esposizioni, interventi site-specific e residenze, ideato e curato da Lori Adragna.  

Monteverdelegge, insieme con altre associazioni e istituzioni localiha un forte legame con il Casale dei Cedrati, e fin dalla sua nascita ha partecipato e collaborato attivamente a diverse sue attività. Vi terremo informati con la nostra newsletter, ma anche qui nel blog, sulle prossime iniziative dei Casale dei Cedrati, perchè Monteverdelegge parteciperà con il progetto POESIA IN VILLA, un ciclo di otto incontri mensili a cura di Maria Teresa Carbone, in cui ogni volta un poeta in scena sarà invitato a leggere, accanto ai suoi testi, alcune poesie di uno o più predecessori, antichi o recenti, italiani o stranieri, legate al concetto di natura. Si inizierà Domenica 26 novembre, alle ore 11:30, con Guido Mazzoni che sarà il primo poeta ospite.

domenica 22 ottobre 2023

IL DOPO TEATRO. Umberto Orsini racconta le contraddizioni di Ivan Karamazov al Teatro Vascello

Il DOPO TEATRO è una conversazione che si svolge su whatsapp nel gruppo teatro di Monteverdelegge dopo ogni spettacolo. Le persone del gruppo che hanno visto lo spettacolo si scambiano idee, domande, commenti e suggestioni che vengono montati qui nel blog. 

Maria Cristina:  "Un grigio tribunale dismesso, sopravvissuto a un incendio, accoglie al teatro Vascello il dispiegarsi dei ricordi che Umberto Orsini - con la regia di Luca Micheletti - dedica a Le memorie di Ivan Karamazov. Il personaggio letterario di Dostoevskij, interpretato dallo stesso attore con cinquantaquattro anni di meno, era entrato nelle case dei boomer italiani attraverso il tubo catodico di una sapiente tv che a quel tempo divulgava la letteratura sotto forma di sceneggiati in un paese popolato da tanti analfabeti e li faceva appassionare alle storie e personaggi dei grandi romanzieri. Ora le vecchie puntate settimanali hanno lasciato il posto ad infinite serie tv che catturano le notti di insonni consumatori di smart tv, mentre le librerie sono state sostituite da ristoranti e bistrot. Quindi cosa resta da fare agli spettatori se non applaudire l’immensa bravura e l’impeto di un bravo attore che contesta – con la prestanza del suo corpo di ottantanovenne – la sorte destinata da Dostoevskij al protagonista del suo capolavoro? Secondo te come funziona qui il meccanismo teatrale della memoria?

Patrizia: "Non so, la domanda mi sembra complessa, difficile. Gli 'oggetti' di scena, scarni, scuri, coperti da una polvere materica bianca - forse neve -, dominati dallo scranno fuori misura di un'aula giudiziaria in cui manca la presenza fisica del giudice, compongono la stanza mentale e psichica di Ivan Karamazov. E’ questa l’aula chiusa e senza vita, nella quale il protagonista dibatte ossessivamente il suo processo alla ricerca di un' assoluzione dall'angoscia della colpa di aver mosso la mano dell'assassino del padre con le sue teorie sulla necessità del delitto. La memoria è attraversata da stati deliranti che convocano fatti, presenze, arringhe sostenute da ragioni che cadono dall'alto - i fogli scritti che scendono sul palcoscenico."

Ornella: "Eh, cara Maria Cristina, il romanzo di Dostoevskij e lo spettacolo da cui è tratto,  toccano temi filosofici ed etici molto complessi, presentati da diverse angolature che a me - lo confesso - richiedono ancora un tempo di riflessione. Quindi ho più dubbi che risposte. E nel continuo alternarsi di passato e presente sull'onda della memoria, vera protagonista di questo questo spettacolo, i temi trattati arrivano fino all'attualità, alla nostra contemporaneità, su cui è ancora più difficile dare risposte: crimine e colpa, fede e libero arbitrio dell'individuo in merito alle scelte riguardanti la propria esistenza e infine il modello sociale proposto dal Grande Inquisitore nella Siviglia del Cinquecento, così totalizzante sulle coscienze,  paragonabile all'attuale potere impersonale del mercato.  Dal romanzo al palcoscenico, la memoria di Ivan Karamazov si intreccia con quella di Umberto Orsini che gli dà voce e corpo con un monologo che si dipana in tre parti: una sorta di prologo della vicenda del romanzo, "Il Grande Inquisitore" e una parte di appunti dal diario che il giovane Orsini aveva scritto durante la preparazione dello sceneggiato televisivo di Sandro Bolchi. E proprio questi ultimi ultimi testimoniano oggi il corpo a corpo con il testo di Dostoevskij che ha segnato profondamente, fin dagli esordi,  la vita di questo splendido attore."

Maria Cristina: “E invece sono ancora qui” dice Umberto Orsini nei panni del suo personaggio: a dispetto dell’età, il vecchio attore è ancora è vivo per sé e per chi lo ascolta perché le sue domande si rivolgono proprio alla platea e la coinvolgono." 

Ornella : "Un giovane di ottantanove anni! "

Maria Cristina: "Il suo è il tempo di un monologo in cui i ricordi, i rimpianti e i ripensamenti aprono spiragli luminosi nella memoria, accendendo brevi lampi, con porte che si socchiudono sul passato della sua e della nostra storia condivisa. Nonostante una regia ripetitiva e con pochi slanci, l’attore conduce le parole del suo monologo – di cui ha firmato la drammaturgia a due mani con il regista - con una voce e un corpo che non concedono distrazioni allo spettatore, con la passione di un avvocato difensore che seduce la corte ad ascoltare le ragioni di un Ivan le cui contraddizioni sopravvivono al destino di oblio riservatogli dal suo creatore."  

Gianna: "Io sono affascinata dall'argomento, dalla pulsione interiore di Ivan che è condannato a rivivere in eterno il processo per l’assassinio del padre. E la sua invettiva addolorata contro un Dio che ha dato agli uomini la libertà ma gli uomini non la sanno comprendere, cercano il dominio e sono servi dei prepotenti. Un Dio che ammette l’uccisione dei bambini non può esistere. Ivan come il Grande Inquisitore, come il diavolo beffardo contrapposto a Alëša come Cristo che torna nel mondo. E quel bacio finale che brucia le labbra del Grande Inquisitore, come il bacio di Alëša brucia quelle di Ivan perché gli trasmette l’amore che lui rinnega e ha rinnegato. Non so rispondere alla domanda su come funzioni il meccanismo teatrale della memoria. la scena scura, quasi nera - con un vecchio Ivan che si muove e si agita in uno spazio angusto polveroso e ammuffito, quasi un sotterraneo, un sottosuolo -  è dominata dalla voce del protagonista e dal suo disperato grido di ricerca di comprensione di un senso della vita: Orsini è superlativo."

 Hanno partecipato alla conversazione Maria Cristina Reggio, Gianna Benigni, Ornella Munafò e Patrizia Vincenzoni

LE MEMORIE DI IVAN KARAMAZOV 

drammaturgia di Umberto Orsini e Luca Micheletti

regia di Luca Micheletti

con Umberto Orsini

dal romanzo di Fëdor M. Dostoevskij

Teatro Vascello, via Carini 78 

dal 10 al 22 ottobre. Repliche dal martedi al venerdi h 21 - sabato h 19 - domenica h 17

lunedì 19 giugno 2023

Dal 28 giugno notti di cinema a Largo Ravizza



Dal 28 giugno al 10 settembre, sotto il segno della gloriosa Estate romana (in verità pallida ombra delle fiammeggianti stagioni nicoliniane), il grande schermo torna a Monteverde grazie all'Arena cinema di Largo Ravizza, organizzata - come la consorella di piazza Vittorio Emanuele - dall’Associazione Nazionale Esercenti Cinema (ANEC) del Lazio e dall’Agis Lazio Srl. Una notizia non di poco conto, se si pensa che Monteverde è l'unico quartiere della Roma più o meno centrale rimasto del tutto orfano di cinematografi: una carenza sottolineata dal curatore dei  programmi delle due arene, il critico Franco Montini, nel corso della presentazione al pubblico della doppia rassegna, presso la Fondazione Enpam / Museo Ninfeo di piazza Vittorio. 
L'auspicio, non circoscritto a Monteverde, è che queste stagioni estive compiano il miracolo di riportare al cinema gli spettatori che, in particolare dopo la pandemia, hanno disertato le sale. Anche per questo si è optato per un biglietto a prezzo popolare, 3 euro e 50, con qualche eccezione che comunque non supera il tetto dei 5 euro. Si vedrà. 
Intanto il pubblico del quartiere - e non solo - ha davanti due mesi e passa di grande cinema: molti i film italiani (da segnalare tra gli altri Rapito, giovedì 6 luglio, seguito dall'incontro con il regista Marco Bellocchio), ma anche recenti pellicole straniere (per esempio Gli spiriti dell'isola di Martin McDonagh e The Fabelmans di Steven Spielberg, rispettivamente il 5 e l'8 luglio) e qualche grande classico (Toro scatenato di Martin Scorsese, mercoledì 12 luglio). Il programma completo si può leggere sul sito di Monteverde CineVillage, insieme alle numerose iniziative che accompagnano l'offerta cinematografica.

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