Alessandro Perugia
Di quanti aspetti della vita sentiamo lamentare oggigiorno l’estinzione? L’ultimo che mi è capitato di sentir citare era il canto: “Non si canta più!”. Naturalmente, “non si balla più”. E dove sono finiti i giochi organizzati dei bambini, nascondino, campana, uno-due-tre-stella? Fra quanto la società si sarà trasformata in un condominio?
Scrive il nostro Chiovelli, in un suo recente post pubblicato su questo sito (Della letteratura non frega più niente a nessuno, 25 marzo 2014): “La lettura è diversa dalla letteratura”, cita Fahrenheit 451 e conclude: "Non oserei scrivere manco una pagina. Ogni parola ulteriore lorderebbe i pochi autori degni di essere letti. Se vergassi una sola riga sconsacrerei Shakespeare e Plutarco. È una responsabilità troppo grande".
Certamente non sono tempi da starsene con le mani in mano a guardare, caro Luca. Può essere sufficiente leggere Le origini del totalitarismo di Hannah Arendt (cap. X - Il tramonto della società classista) per sentirsi accapponare la pelle al cospetto del possibile futuro di ogni società atomizzata.
