Dopo alcuni incontri il Laboratorio di traduzione, che quest'anno ha come oggetto l'opera del poeta americano Philip Schultz, ha messo a punto la versione del primo testo, For My Father, dedicato dall'autore al padre Samuel. La poesia non fa parte della raccolta Failure, che verrà tradotta nel corso dell'anno e per la quale Schultz ha ricevuto il Pulitzer, ma è stata scelta per aprire il ciclo, perché si inserisce bene nell'ambito tematico, il rapporto tra genitori e figli, che già dalle scorse stagioni rappresenta il filo conduttore del laboratorio.
Una nota della coordinatrice del gruppo, Fiorenza Mormile:
Una nota della coordinatrice del gruppo, Fiorenza Mormile:
Il primo testo tradotto
che presentiamo è For My Father, non compreso nella raccolta
Failure, ma propedeutico alla comprensione del suo nucleo
tematico: il rapporto del poeta Philip col padre Samuel perso all’età
di quindici anni. L’intreccio di amore appassionato e cupo
risentimento informa l’intricato nodo affettivo che tutta la
raccolta s’impegna a dipanare. Questo testo è una prima chiave di
accesso: l’infarto del padre è prevedibile esito di un protratto
spendersi al limite delle proprie forze nel vano inseguimento del
sogno americano del successo.
Ed ecco il testo italiano e di seguito l'originale inglese:
Per mio padre
Samuel
Schultz, 1903-1963
La
primavera andavamo nel caldo dei lillà
&
i suoi occhi neri diventavano grandi come cipolle & il labbro
gli
pendeva
come un parabordo & lui mi strofinava sulla guancia il mento
ispido
&
raccontava storie: la prima volta aveva visto l'America dalle braccia
del padre
&
il padre diceva che qui poteva avere tutto se lo voleva
con
tutto se stesso & lui faceva il sapone nel cortile di casa e lo
vendeva di porta in porta
&
inventava mollette da bucato a forma di dita & accendini
che
suonavano Stelle
e strisce
quando scattava l'apertura.
