Una statua della Villa di Marco Valerio Messalla, sempre a Ciampino. Una metafora della distruzione. "Roma non perit, si Romani non pereant", si diceva. Purtroppo i Romani la pensano diversamente. Ed Ecco Rutilio Namaziano, da Il ritorno:
"Non si possono più riconoscere i monumenti dell’epoca trascorsa,
Immensi spalti ha consunto il tempo vorace.
Restano solo tracce fra crolli e rovine di muri,
Giacciono tetti sepolti in vasti ruderi.
Non indignamoci che i corpi mortali si disgreghino:
Ecco che possono anche le città morire"
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