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lunedì 24 giugno 2013

Roma, città verde e solidale?

Raethia Corsini

Gli orti e giardini condivisi di Roma sono aumentati del 50 per cento in un anno, passando da 100 a 150. In quasi
ogni quartiere della città i cittadini, davanti all'incuria dello spazio pubblico e del verde urbano, si sono rimboccati le maniche ed hanno recuperato le aree abbandonate per restituirle all'uso pubblico. Sono i dati riportati sul comunicato di Zappata Romana che annuncia l'aggiornamento 2013 della mappa on line, visitata ogni anno da oltre 30 mila persone. È in versione italiana e inglese, si trovano informazioni e manuali su come fare/farsi l'orto, il giardino, l'aiuola recuperando aree pubbliche incolte e abbandonate o - peggio - destinate a cementificazione o discarica a cielo aperto. La mappa riporta per ogni esperienza la localizzazione, una descrizione, una fotografia e i contatti. Un lavoro necessario e encomiabile, quello di Zappata Romana, anche se non sempre "preciso" perché le iniziative si moltiplicano e spesso non sono intercettabili. 
Anche a Monteverde sono state fatte diverse esperienze di questo genere: il Comitato di quartiere Quattro Venti - che ha una pagina facebook molto attiva, da consultare e a cui partecipare - ha messo a segno diversi successi nel recupero di spazi verdi abbandonati, piantumazioni ex novo e molto altro. Tutto nella filosofia del prendersi cura laddove l'inerzia della Pubblica Amministrazione abbonda. Ed è esattamente questo il messaggio e la linea di Zappata Romana: «Si può fare qualcosa per se stessi e per il resto della comunità, non solo orti e giardini ma anche campi di calcio, palestre, basket, aree cani o,semplicemente, la manutenzione del verde», dicono a Zappata e spiegano inoltre che, «a Roma come Londra, Barcellona e Berlino, nonostante l'assenza di un ruolo propulsivo capitolino, lo spazio pubblico e le aree verdi sono il campo di sperimentazione di nuovi modelli di spazio pubblico a contatto con la natura per aumentare il capitale sociale della città restituendo aree abbandonate a tutta la cittadinanza in forma di spazi di relazioni. Senza inventarsi nulla i romani sono ricorsi alla tradizione, testimoniata dalla antica Università degli Ortolani e dalla mappa di Roma del Nolli del 1748 che riporta orti dentro e fuori le mura rimasti e, infine, ai più recenti, orti di guerra e dei ferrovieri in molti casi rimasti fino ai giorni nostri». I cittadini e le cittadine romane si sono dati molto da fare in questi anni, basta consultare la mappa per scoprire che dall'Appia nuova all'Eur, da Termini a Tor Sapienza "i guerriglieri del verde" sono molti e dotati di fantasia e determinazione. Ora resta da ascoltare la voce della (nuova) Amministrazione alla quale, Zappata Romana e molti suoi "seguaci" chiede di seguire regole semplici e di buonsenso, che elenca così:
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