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sabato 12 ottobre 2013

MVL cinema, Vite di raccordo

Il sacro Gra
Regia: Gianfranco Rosi
Documentario vincitore del Leone d'Oro alla 70. Mostra del cinema di Venezia

Patrizia Vincenzoni
Come un anello di Saturno, così in esergo, i settanta chilometri del grande raccordo anulare contengono molteplici realtà umane e cose che, attraverso la capacità di connettere i quadri diversi, costituiscono un unico documentato racconto. È l'umanità che si disvela nelle immagini, il soggetto al centro della trama del Sacro Gra 'vite altrove' che raccontano una quotidianità in un rapporto spazio-tempo scandito dal flusso opaco, continuo e ininterrotto del traffico, somigliante a una figura arcaica mitica, cifra di uno scorrere del tempo immobilizzato in un interminabile, immodificabile istante.
I contesti dove queste esistenze vivono e si muovono sono come gli anelli di Saturno, immancabilmente legati alla città-pianeta, anche se un processo di rimozione collettivo ha espulso questi territori, cosi distanti dalle periferie da non avere più confini riconoscibili come tali, al giorno d'oggi.

venerdì 27 settembre 2013

mvl Cinema: Muta affabulazione in una via di Palermo


 Via Castellana Bandiera (2013) di Emma Dante con Emma Dante, Alba Rohrwacher, Elena Cotta

Patrizia Vincenzoni
Via Castellana Bandiera, della regista e drammaturga Emma Dante, presentato con successo alla 70 mostra del cinema di Venezia, è un film tratto da un suo romanzo scritto nel 2009. La via esiste realmente in uno dei suburbi della città di Palermo, città nella quale l'autrice e attrice è nata e vive.
Questa strada sterrata tortuosa e strettissima, di cui vediamo solo un budello, quasi non ci fosse via di uscita, è il contesto nel quale si confrontano Samira, ormai in là con gli anni, rimasta a vivere con il marito della figlia morta qualche anno prima e Rosa, palermitana fuggita a suo tempo dalla città e da un conflitto irrisolto con la madre, tornata nella città d'origine solo di passaggio per accompagnare al matrimonio di un amico la sua compagna. Provenendo da direzioni opposte al volante delle rispettive automobili, le due donne si incontrano sulla via che dà il titolo al film, ma nessuna delle due vuole cedere il passo all'altra. Le vediamo così precipitare in uno stato di immobilismo, abbarbicate ai rispettivi volanti, negli abitacoli delle automobili ferme muso contro muso, nel pieno della canicola pomeridiana agostana. La sfida dopo un po' perde i tratti della competizione caparbia e irragionevole, per delinearsi, invece, come una non del tutto consapevole complicità che permette a entrambe, con esiti diversi, di volgere il proprio sguardo all'interno di sé. Samira e Rosa iniziano una 'muta affabulazione', in un tacito e inconsapevole scambio attraverso il quale scorre qualcosa non solo di attuale, ma anche riguardante le loro vite e i vissuti ad esse legati. A unirle e insieme a dividerle, in un pomeriggio e in una notte lunghissime, è il fatto di essere certamente in un confronto nel - e attraverso il - quale la posta in gioco non è solo chi molla per prima, ma anche il voler continuare a restare nella situazione per cercare la possibilità di riconciliarsi con la propria storia e recuperare il contatto simbolico con le origini e parlare nuovamente le parole della propria lingua (anche psichica), della cultura di provenienza.
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