Raethia Corsini
Sono una delle tante romane adottive. In questa città eternamente bella e eternamente inamovibile, ci sono arrivata nel 2006 come mi è già capitato di raccontare. Grande amore. Durato, come ogni grande amore, tre anni di passione accecante, seguiti dal risveglio post incantamento, da attese disattese, da piccole illusioni che tali si sono rivelate, da sorprese come tali impreviste ma spesso liete, da liti furibonde, pacificazioni languide e ruffiane, dichiarazioni d'amore sincero e adulto seguite da minacce di separazione all'ultimo coltello o fiammifero, a memoria di gladiatori o del Nerone che fu. La relazione è ancora in corso. Abbiamo superato i fatidici sette anni, ritenuti vox populi il break event point dell'amore. Ora ci guardiamo reciprocamente senza incanti, ma un sentimento via via più profondo si sta facendo strada. Si sta profilando un'intesa che passa attraverso la conoscenza dei reciproci limiti, non più solo attraverso il desiderio di piacersi. Anche perché lei, Roma, è granitica come un bell'uomo che sa di esserlo e non fa il minimo sforzo per com-piacerti. Lui è bello, tutti cadono ai suoi piedi statuari e questo basti anche a te, partner del momento.
