Patrizia Vincenzoni
Margaret
Mazzantini sembra aver ancor più affinato le sue capacità
'speleologiche' di entrare nei labirinti psichici nei quali sembra
gettare i suoi personaggi, riuscendo a incontrarli nelle pieghe
scabrose delle loro esistenze e a dare loro parola per dire ciò che
sembra in-dicibile.
In Splendore, l'ultimo suo romanzo, questa sua sensibilità si riversa in una scrittura che a tratti diventa ridondante, quasi
emotivamente verbosa nella ricerca dell'aggettivo e della metafora
giusta per dar voce a quanto riesce a perlustrare, a riflettere. La
storia è quella di un amore omosessuale che occupa tutto il percorso di
una vita fra sogno e realtà, fra possibilità e rinuncia, fra
ripensamenti e riprese, di due uomini che si sono incontrati da bambini,
abitando nello stesso palazzo, adiacente al fiume che attraversa Roma.
La voce narrante appartiene a Guido, la cui infanzia è misurata
dall'attesa delle attenzioni di una madre rivolte soprattutto verso
altre umanità, impegnata in un'attività di volontariato sociale.
