Ricordo quando sono venuta a vivere a Roma, otto anni fa. Nel palazzo dove ancora abito decisi di "appropriarmi" del pianerottolo antistante il mio appartamento, per altro unico ad affacciarvisi. Ci installai una libreria che presto riempii di libri di narrativa, guide particolari, illustrati di arte e cultura gastronomica. Scimmiottando quello che avevo visto fare a un'amica di Los Angeles (poi trasferitasi a Bologna) sopra gli scaffali misi un cartello che spiegava: Libera biblioteca del condominio, chi vuole può prendere un libro e tenerselo, oppure riportarlo o portarne un altro. Un invito. Siccome il mio pianerottolo è un passaggio obbligato per accedere alla terrazza condominiale, dove stendiamo al vento e al sole chili di biancheria, notai che per ogni bucato steso, lentamente diminuivano i tomi messi a disposizione. Poi, però, ne arrivavano di nuovi.
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sabato 19 ottobre 2013
L'agorà sul pianerottolo (e sull'isola)
Raethia Corsini
Ricordo quando sono venuta a vivere a Roma, otto anni fa. Nel palazzo dove ancora abito decisi di "appropriarmi" del pianerottolo antistante il mio appartamento, per altro unico ad affacciarvisi. Ci installai una libreria che presto riempii di libri di narrativa, guide particolari, illustrati di arte e cultura gastronomica. Scimmiottando quello che avevo visto fare a un'amica di Los Angeles (poi trasferitasi a Bologna) sopra gli scaffali misi un cartello che spiegava: Libera biblioteca del condominio, chi vuole può prendere un libro e tenerselo, oppure riportarlo o portarne un altro. Un invito. Siccome il mio pianerottolo è un passaggio obbligato per accedere alla terrazza condominiale, dove stendiamo al vento e al sole chili di biancheria, notai che per ogni bucato steso, lentamente diminuivano i tomi messi a disposizione. Poi, però, ne arrivavano di nuovi.
Un giorno un vicino bussò per ringraziarmi entusiasticamente. La Libera biblioteca di condominio è ancora lì e vive ormai in autonomia, alimentata da chi passa, anche con libri in lingua straniera. Un anno fa, un altro condomino della mia stessa scala ha seguito l'esempio, specializzandosi in dvd e cd. Insomma il virus si è insinuato. Esattamente quello che volevo. Incredibile, ma tra le tante recriminazioni e vere e proprie guerre che si scatenano nei condomini, perfino certe volte per uno zerbino troppo invadente, in tutti questi anni nessuno ha avuto da ridire sull'iniziativa da alcuni definita audace. Forse sono finita in un'enclave particolarmente civile, mi sono detta.
Ricordo quando sono venuta a vivere a Roma, otto anni fa. Nel palazzo dove ancora abito decisi di "appropriarmi" del pianerottolo antistante il mio appartamento, per altro unico ad affacciarvisi. Ci installai una libreria che presto riempii di libri di narrativa, guide particolari, illustrati di arte e cultura gastronomica. Scimmiottando quello che avevo visto fare a un'amica di Los Angeles (poi trasferitasi a Bologna) sopra gli scaffali misi un cartello che spiegava: Libera biblioteca del condominio, chi vuole può prendere un libro e tenerselo, oppure riportarlo o portarne un altro. Un invito. Siccome il mio pianerottolo è un passaggio obbligato per accedere alla terrazza condominiale, dove stendiamo al vento e al sole chili di biancheria, notai che per ogni bucato steso, lentamente diminuivano i tomi messi a disposizione. Poi, però, ne arrivavano di nuovi.
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