Paola Splendore
Quanto mai opportuna un’antologia come questa a cura di Maria
Nadotti, per presentare – soprattutto ai più giovani – una figura
poliedrica di scrittore e intellettuale fra le più interessanti del
nostro tempo. Berger scrive con altrettanta acutezza di arte, politica,
letteratura e attualità; e lo fa con lo sguardo dell’artista, la parola
del narratore e l’impegno del testimone.
I materiali raccolti nel volume – soprattutto saggi ma anche stralci
da romanzi, poesie, lettere, diari, resoconti di inchieste, appelli
militanti ecc. – coprono un arco di sessant’anni, dal 1958 al 2012. Non
sono presentati in ordine cronologico né tematico, ma secondo un ordito
che rivela via via la straordinaria vivacità e tenuta di questo autore
che ancora oggi,
a quasi novant’anni, ha voglia di scrivere, viaggiare, testimoniare, inviarci i suoi messaggi dal mondo.
a quasi novant’anni, ha voglia di scrivere, viaggiare, testimoniare, inviarci i suoi messaggi dal mondo.
Quando nel 1972, dopo l’assegnazione del Booker Prize al romanzo G.,
Berger decise di trasferirsi in un villaggio di contadini dell’Alta
Savoia, dove vive tuttora, volle esprimere il rifiuto dell’establishment
letterario inglese, nei confronti del quale era stato comunque sempre
un outsider. A Quincy, Berger comincia a fare il contadino, a occuparsi
di fienagioni, di api e vitelli, ma continuando a scrivere, a disegnare,
a partecipare a suo modo alle vicende del mondo.
