SEYTON - È morta la regina, mio signore.
MACBETH - Doveva pur morire, presto o tardi;
il momento doveva pur venire
di udir questa parola...
Domani, e poi domani, e poi domani,
il tempo striscia, un giorno dopo l'altro,
a passetti, fino all'estrema sillaba
del discorso assegnato; e i nostri ieri
serviranno solo a rischiarare
la via verso la morte a dei pazzi.
Breve candela, spegniti!
La vita è solo un'ombra che cammina,
un povero attorucolo sussiegoso
che si dimena sopra un palcoscenico
per il tempo assegnato alla sua parte,
e poi di lui nessuno udrà più nulla:
è un racconto narrato da un idiota,
pieno di grida, strepiti, furori;
e che significa nulla.
La forza del Fato (Wyrd; le streghe sono, infatti, Weird Sisters) è implacabile. Ciò che scambiamo per volontà non è che illusione di libertà. La vita è una semplice recita: quanto sangue inutile, quanti strepiti per il potere, quanto dolore e abiezione: per nulla. Questo è Macbeth, poema supremo dell'ineluttabile, tragedia perfetta e antichissima. Out, out, brief candle!
William Shakespeare
MACBETH - Doveva pur morire, presto o tardi;
il momento doveva pur venire
di udir questa parola...
Domani, e poi domani, e poi domani,
il tempo striscia, un giorno dopo l'altro,
a passetti, fino all'estrema sillaba
del discorso assegnato; e i nostri ieri
serviranno solo a rischiarare
la via verso la morte a dei pazzi.
Breve candela, spegniti!
La vita è solo un'ombra che cammina,
un povero attorucolo sussiegoso
che si dimena sopra un palcoscenico
per il tempo assegnato alla sua parte,
e poi di lui nessuno udrà più nulla:
è un racconto narrato da un idiota,
pieno di grida, strepiti, furori;
e che significa nulla.
La forza del Fato (Wyrd; le streghe sono, infatti, Weird Sisters) è implacabile. Ciò che scambiamo per volontà non è che illusione di libertà. La vita è una semplice recita: quanto sangue inutile, quanti strepiti per il potere, quanto dolore e abiezione: per nulla. Questo è Macbeth, poema supremo dell'ineluttabile, tragedia perfetta e antichissima. Out, out, brief candle!
William Shakespeare
ATTO PRIMO
SCENA I
Luogo aperto. Tuoni e lampi.
Entrano tre STREGHE.
1ª STREGA - Quando noi tre ci rivedremo
ancora?
Con tuono, lampo o pioggia? Quando,
allora?
2ª STREGA - Quando sarà finito il
parapiglia,
e sarà vinta o persa la battaglia.
3ª STREGA - Sarà al calar del sole,
questa sera.
1ª STREGA - E il luogo?
2ª STREGA - Alla brughiera.
3ª STREGA - Laggiù dobbiamo andare
Macbeth ad incontrare.
1ª STREGA - Vengo, Gattaccio.
2ª STREGA - Ci chiama Ranocchio.
3ª STREGA - Veniamo subito, in un batter
d'occhio!
TUTTE E TRE - "Per noi il bello è
brutto, il brutto è bello"
fra la nebbia planiamo e l'aer fello.
(Svaniscono nell'aria)
