Visualizzazione post con etichetta Hayden Carruth. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Hayden Carruth. Mostra tutti i post

venerdì 3 aprile 2015

Crocifissione


Hayden Carruth 
Capisci che i colori sul fianco della collina si sono scoloriti
abbiamo il grigio e marrone e lavanda dell’autunno avanzato,
i meli e i peri hanno perso le foglie, la nebbia
di Novembre sta spesso con noi, specie nel pomeriggio
e verso sera, come se fosse oggi quando me ne stavo seduto a fissare
a lungo nel frutteto nel modo in cui lo faccio adesso,
pensando a come morii l’inverno scorso e fui riportato in vita.
E vi dico che là vidi una croce con un uomo inchiodato
sopra, argentato nella nebbia, e gli dissi: “ Tu sei
il Cristo?” E deve avermi sentito, perché nella sua
agonia, piegato com’era, annuì affermativamente,
su e giù, una e due volte. E un po’ più in là
vidi un’altra croce con un altro uomo inchiodato sopra,
che si piegava e annuiva, e un altro e un altro ancora,
schiere e divisioni di croci sparpagliate come esauste
legioni in salita tra gli alberi brumosi, ogni croce
con una figura argentata, piegata, nuda che si contorceva e
annuiva inchiodata sopra, e alcune di loro erano donne.
La collina era piena di crocifissioni. Non dovrei
raccontarvelo? È eccessivo? Ma io so qualcosa
sulla morte, ora, so quanto sia silenziosa, silenziosa perfino
quando il dolore urla e grida. E stasera
è molto silenziosa e molto scura. Quando guardai non vidi
nulla là fuori, solo la mia testa riflessa che annuiva
un po’ sul vetro della finestra. Era come se il Cristo
avesse annuito rivolto a me, a tutta quella gente
sul fianco della collina, e dopo un po’ annui di rimando.
traduzione di Fiorenza Mormile

Privacy Policy