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venerdì 1 febbraio 2019

Gruppo "Al cinema con MVL"

Maria Vayola
Gli ultimi due film che il gruppo "Al cinema con MVL" ha visto e su cui ha conversato sono Roma di  Alfonso Cuarón e Cold War di Paweł Pawlikowski.

 Roma di Alfonso Cuaron

Il film inizia con l'immagine dell'acqua che scorre e si ritrae sul pavimento del cortile della casa dove Cleo, la domestica india, lavora senza sosta al servizio di una famiglia medio borghese di origine europea, nel quartiere Roma di Città del Messico. Scorre e si ritrae come il dolore che abita gli animi delle donne protagoniste del film, mentre gli aerei solcano il cielo in un andirivieni continuo.
Sulla scia dei ricordi della sua infanzia, per onorare quella che fu la sua tata, il regista costruisce un film asciutto e intenso intorno alla sua figura, mettendo a nudo le diseguaglianze sociali che collimano con le diversità etniche e di genere.
Cleo, insieme ad un'altra domestica sempre india, lavora incessantemente dalla mattina alla sera senza soluzione di continuità tanto che far finta di morire le appare come un gioco che dà pace.
Si occupa anche dei bambini con cura amorevole e la dedizione di una madre, tanto da rischiare la propria vita per loro. La sua vita però è stretta nella gabbia della discriminazione in cui è costretto il suo popolo da quando la colonizzazione europea ha fatto scempio delle loro vite, terre, culture; le contraddizioni non tardano a scoppiare, siamo nei primissimi anni '70, in manifestazioni che vengono sedate a colpi di pistola dalle milizie private sorrette dal governo.
Il volto di Cleo esprime la sua dolente situazione ma si apre a dolci sorrisi affettuosi quando si relaziona con i bambini, afferma il suo essere umano con dignità, amorevolezza e rispetto per gli altri. Il suo isolamento sociale verrà scalfito solo dalla solidarietà che la sua "padrona" le riserberà per l'innestarsi di una solidarietà femminile tra donne che "non possono che essere sole, sempre" ma i ruoli sociali, tra loro due, di fatto non vengono alterati da questo.
Messico, terra di deserti, di terremoti, di conquista, di contrasti in un bianco e nero luminoso che quasi abbaglia e contorna le figure e gli animi.
In una intervista il regista ha detto: "Ci sono periodi nella storia che lasciano cicatrici nelle società, e momenti nella vita che ci trasformano come individui. Tempo e spazio ci limitano, ma allo stesso tempo definiscono chi siamo, creando inspiegabili legami con altre persone, che passano con noi per gli stessi luoghi nello stesso momento. Roma è il tentativo di catturare il ricordo di avvenimenti che ho vissuto quasi cinquant’anni fa. È un’esplorazione della gerarchia sociale del Messico, paese in cui classe ed etnia sono stati finora intrecciati in modo perverso. Soprattutto, è un ritratto intimo delle donne che mi hanno cresciuto, in riconoscimento al fatto che l’amore è un mistero che trascende spazio, memoria e tempo."
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