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sabato 15 giugno 2013

Campioni di bugie

Raethia Corsini

«Al mio paese c'era un tizio che aveva la gamba destra venti centimetri più corta della sinistra. Camminava con una gamba sopra il marciapiede e l'altra sotto. Così, ogni volta che lo vedevamo avviarsi, gli chiedevamo dove andava, e lui rispondeva: a vedere un po' di mondo. Come potete immaginare, riusciva a fare solo il giro dell'isolato e poi tornava sempre nello stesso posto, ma felice, e sapete perché? Perché a forza di fare il giro dell'isolato aveva scoperto che il mondo era quadrato». 
Anche al mio paese si raccontava una storia simile e fin da piccola mi hanno insegnato che alcune bugie non sono inganni. Esattamente come quella citata qui sopra, che è anche un esempio illustre: l'ha scritta Luis Sepùlveda nell'introduzione di  Le Piastre- Patagonia. Gemellaggio della bugia. Siccome al mio paese mi hanno anche insegnato che le bugie inutili sono inutili, vi dico subito la verità: Le Piastre è "quel mio paese" dove sono cresciuta. La Patagonia, invece, è la Patagonia. Il libro, edito nel 2005 dal Comune di Pistoia e firmato dalla giornalista Sara Bessi, lo psicologo Giuseppe Bruni e l'editor Silvio Ulivelli, raccoglie due lunghi racconti sulle frottole. O meglio, su due paesi sperduti ai due capi opposti del Pianeta, ma uniti  a loro insaputa da un bizzarro campionato dedicato proprio alla bugia. In "Patagonia Express", il romanzo di Sepùlveda, viene descritto in particolare un luogo dedito alla bugia anche se, l'autore racconta, in Patagonia ci sono miriade di festival della frottola e si chiede: ma ci sarà un altro luogo nel mondo dove alla bugia si dedicano gare? Gli autori del libro Le Piastre - Patagonia sono andati a trovare Sepùlveda e gli hanno dato la risposta che cercava. 
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