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mercoledì 14 agosto 2013

Alla scoperta del Neanderthal dentro di noi

Maria Teresa Carbone
Cave of Forgotten Dreams, la grotta dei sogni dimenticati, è il titolo del documentario che Werner Herzog ha realizzato nel 2010, calandosi dentro gli stretti cunicoli della grotta Chauvet nell'Ardèche, in Francia, per riprendere le meravigliose pitture rupestri risalenti al Paleolitico Superiore, circa 30.000 anni fa, e scoperte nel 1994 dall'archeologo che ha dato alla caverna il suo nome. A un certo punto la videocamera di Herzog inquadra una parete su cui sono dipinte in cerchio molte teste di cavallo, incredibilmente nitide e espressive. Ma oltre alla straordinaria bellezza del ciclo, a colpire il regista, e noi che lo seguiamo nel suo viaggio dentro i budelli della terra e di un passato lontanissimo, è che questi cavalli furono dipinti in un arco di 5.000 anni. Osserva Herzog: "Oggi noi siamo prigionieri del tempo".

sabato 8 giugno 2013

Werner Herzog nella caverna dei sogni dimenticati

In questi giorni su Sky Arte va in onda lo splendido film di Werner Herzog Cave of Forgotten Dreams, dedicato alla grotta di Chauvet, in Francia, dove sono racchiuse pitture rupestri di 32.000 anni fa. Da segnalare una recensione uscita sul sito di alfabeta2 il 9 luglio 2012.
Luca Ottocento
Capita di rado di uscire da una sala cinematografica portandosi con sé un senso di meraviglia che perdura per ore dopo la fine della proiezione. Quando i film sono intensi e particolarmente riusciti, si prova di solito un senso di piacere, anche molto forte nei casi più fortunati, che sfocia in una profonda ammirazione per chi si è rivelato in grado di realizzare quell’opera. Con Cave of Forgotten Dreams si va persino oltre, in quanto l’eccellente lavoro di Werner Herzog assume il fascino di un viaggio mitico e ammaliante alle origini delle forme dell’espressione artistica. È davvero complesso, se non impossibile, rendere appropriatamente conto attraverso il linguaggio scritto delle emozioni che scaturiscono dalla visione di questo documentario realizzato all’interno della grotta Chauvet (sud della Francia), scoperta per pura fatalità nel 1994 dallo speleologo Jean-Marie Chauvet e ospitante alcune centinaia di pitture rupestri risalenti a circa 32.000 anni fa.
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