Maria VayolaRichard Brautigan, Pesca alla trota in America
traduzione di Riccardo Duranti, a cura di Enrico Monti
Edizioni Isbn
Un giorno incontrai Pesca alla trota in America, indossava un pianoforte a mezza coda e suonava la tromba. Le note uscivano dalla campana e, dopo aver suonato i tasti del pianoforte, rimbalzavano per terra e se ne andavano a spasso tra la gente…mi fermai e gli chiesi come mai fosse così elegante e lui con gli occhi mi indicò qualcuno che stava passando di lì..era Chet Baker.. che mi disse “ Il pianoforte ha in se tutta la musica, lo indossi ed essa ti penetra dentro e dall’interno di te fuoriesce, eterea e immateriale.. i pensieri si intrecciano alle emozioni, ti fa buttare fuori quello che hai dentro, tutte le sensazioni e le percezioni, e ti permette di rendere evanescente anche la realtà”. Ringraziai Chet, salutai Pesca, raccolsi una nota, me la misi n tasca e continuai a camminare accompagnandomi nell’aria.
Ecco una roba così questo libro, un insieme di capitoli fatti di non sense, quello qui sopra l’ho inventato io, con buona pace di Brautigan, per dare un‘idea,…ne chiedo venia….a lui e a voi...
Brautigan nasce a Tacoma nel 1935 sulle coste settentrionali della west coast, un territorio di una bellezza imponente e selvaggia, la sua infanzia è difficile, non conosce il padre ( né il padre sapeva della sua esistenza) cresce senza amore e comprensione, viene maltrattato, a volte, dagli uomini della madre. La sua adolescenza è altrettanto travagliata, decide, ad un certo punto, di essere il migliore della classe, ci riesce ma poi lascia perdere perché lo trova noioso. E' di poche parole ed ha pochi amici. A 19 anni entra in una stazione di polizia e lancia un sasso contro una vetrata, viene arrestato e finisce nel manicomio dove Milos Forman ambienterà “Qualcuno volò sul nido del cuculo”. Quando ne esce, pochi mesi dopo, lascia per sempre la madre e parte per San Francisco. Inizia a lavorare come assistente per un inventore e viene a contatto con gli ambienti libertari della cultura underground, dove ha modo di conoscere molti autori di quel periodo ma non si inserisce completamente nella loro cerchia. Scrive e pubblica poesie e il suo primo romanzo Il generale immaginario ma senza successo che otterrà, invece, con Pesca alla trota in America, scritto nel 1961 e pubblicato nel 1967, che venderà circa due milioni di copie, diventando una sorta di manifesto della controcultura della fine degli anni ’60.