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venerdì 14 giugno 2013

Tesori fra la cenere

G. Luca Chiovelli


Rinvenire una bella poesia in un libro di poesie è impresa possibile ed ovvia; scovarla in una prosa pare già operazione che ha il sapore della sfida; trovarne una in testi dimenticati e desueti pare un impervio snobismo. D'altra parte snob è acronimo per s(ine) nob(ilitate), il che mi aggrada grandemente, essendo sprovvisto di quarti di nobiltà, accademica e di qualsiasi altro tipo.
E poi, chissà, frugando fra la polvere qualcuno di voi trarrà gusto dall'operazione, e vorrà leggere uno di questi libri, come se, rovistando in soffitta, si dia con lo stinco in una cassa dimenticata e si senta l'insano desiderio di aprirla, solo per il ghiribizzo di sapere cosa c'è dentro. Un esercizio spirituale e meritorio che servirà, forse, a rivitalizzare alcuni mucchietti di cenere della letteratura nazionale.
L'importante sarà nel darsi in balia dei suoni e nel rinunciare temporaneamente al senso; quello, il significato, arriverà spontaneamente nella rilettura.
Occorre leggere e rileggere molto lentamente, magari da soli.
Saliremo di difficoltà, da Leopardi a Machiavelli sino alla vetta dell'Anonimo Romano; scenderemo di pochissimo con Gadda, ma per buone ragioni, come vedrete. Divagheremo un pochino.
Solo quattro esempi. Cominciamo con Leopardi.
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