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giovedì 2 gennaio 2014

Ogni giorno un capodanno

Antonio Gramsci
Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno. Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date. Dicono che la cronologia è l’ossatura della storia; e si può ammettere. Ma bisogna anche ammettere che ci sono quattro o cinque date fondamentali, che ogni persona per bene conserva conficcate nel cervello, che hanno giocato dei brutti tiri alla storia. Sono anch’essi capodanni. Il capodanno della storia romana, o del Medioevo, o dell’età moderna. E sono diventati cosí invadenti e cosí fossilizzanti che ci sorprendiamo noi stessi a pensare talvolta che la vita in Italia sia incominciata nel 752, e che il 1490 0 il 1492 siano come montagne che l’umanità ha valicato di colpo ritrovandosi in un nuovo mondo, entrando in una nuova vita. Così la data diventa un ingombro, un parapetto che impedisce di vedere che la storia continua a svolgersi con la stessa linea fondamentale immutata, senza bruschi arresti, come quando al cinematografo si strappa la film e si ha un intervallo di luce abbarbagliante.Perciò odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno.

mercoledì 1 gennaio 2014

Pablo Neruda, Il primo giorno dell'anno


Il primo giorno dell’anno
Lo distinguiamo dagli altri
come
se fosse
un cavallino
diverso da tutti
i cavalli.
Gli adorniamo
la fronte
con un nastro,
gli posiamo sul collo sonagli colorati,
e a mezzanotte
lo andiamo a ricevere
come se fosse
un esploratore
che scende da una stella.
La terra accoglierà questo giorno
dorato, grigio, celeste,
lo bagnerà con frecce
di trasparente pioggia
e poi lo avvolgerà
nell’ombra.
Eppure
piccola porta della speranza,
nuovo giorno dell’anno,
sebbene tu sia uguale agli altri
come i pani
a ogni altro pane,
ci prepariamo a viverti in altro modo,
ci prepariamo a mangiare, a fiorire,
a sperare.

Robert Burns, Il valzer delle candele (Auld Lang Syne)


Si dovrebbero dimenticare le vecchie
amicizie e non ricordarle più?
Si dovrebbero dimenticare le vecchie
amicizie e i giorni lontani e passati?
Per i vecchi tempi, amico mio,
per i vecchi tempi
berremo una coppa di tenerezza,
ancora per i vecchi tempi.
Noi due abbiamo corso sui sereni
pendii e raccolto bei fiori,
ma abbiamo camminato stancamente
molte volte da quei tempi lontani.
Abbiamo camminato a piedi nudi sulle
rive dal sole del mattino fino alla sera,
ma ora gli oceani hanno ruggito
da quei vecchi giorni lontani.
Eccoti la mano, mio fedele amico
e tu dammi la tua
e faremo un’abbondante bevuta
ancora per i vecchi tempi.
E sarò per te come un sorso
di birra, e tu lo sarai per me.
E berremo una tazza di tenerezza,
ancora per i vecchi tempi andati.
Per i vecchi tempi, amico mio,
per i vecchi tempi
berremo una coppa di tenerezza,
ancora per i vecchi tempi.
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