Kavafis e i poeti. Lunedì 25 novembre alle 21, presso il Teatro Vascello (via G. Carini 78), si terrà una serata dedicata all'opera di Konstantinos Kavafis, poeta di lingua greca nato e vissuto ad Alessandria d'Egitto. Partecipano Daniela Attanasio, Silvia Bre, Franco Buffoni, Roberto Deidier, Biancamaria Frabotta, Elio Pecora e Dionissis Kapsàlis, Michalis Pierìs. Ingresso libero.
Su Konstantinos Kavafis, ovviamente, si è scritto molto.
D'altra parte la nostra epoca produce parecchio clamore; e tonnellate di carta.
Di Kavafis si è scritto che è un decadente.
Attribuire a un poeta d'inizio Novecento la nomea di decadente significa peccare di tautologia. All'inizio del secolo, un decadente!
Un decadente: ovvio, tutti i poeti sono decadenti. Da almeno cinque secoli. Kavafis decise di esserlo a pieno, un decadente senza retorica, con l'incedere scabro delle epigrafi funerarie, laddove una vita (e la vita di un uomo è sempre un abisso) viene condensata in pochi caratteri consumati su un marmo antico, e la commozione che ce ne deriva, poiché avvertiamo profondo il dileguarsi dell'esistenza nel nulla, si asciuga al sole della ineluttabilità: così è; non possiamo fare altrimenti.
Ed ecco Kavafis esaminare una epigrafe funeraria. Nel mese di Athyr. La poesia, una delle sue migliori, ne racchiude tutto il sentire tragico. Il poeta legge, a fatica, da una lapide:
A fatica leggo sulla vecchia pietra
SIGN(OR)E GESU CRISTO. La parola ANI(M)A distinguo.
NEL ME(SE DI) ATHYR LEUCI(O) SI SP(ENS)E.
Menzionando l'età ...ANNI VIS(SU)TO
Le Kappa e le Zeta dicono che si spense presto
Dove la parte è guasta vedo COSTU(I) ... DI ALESSANDRIA.
Poi vengono tre righe molto mutile, appena posso
Decifrare le parole NOSTRE L(A)CRIME, e DOLORE
E ancora LACRIME e GLI (AM)ICI IN LUTTO.
Questo Leucio a me pare che fu molto amato.
Nel mese di Athyr Leucio si spense.
