G. Luca Chiovelli
I FLIPPER.
Il giorno del diluvio, 31 gennaio 2014, impossibilitato a guadare la via di Boccea (l'ex Via Cornelia della Repubblica Romana), mi rifugiai presso il centro commerciale Panorama che, come un castello signorile del Basso Medioevo, domina la strada stessa.
Qui, in un cantuccio riservato ai giochi d'azzardo, individuai dei reperti entusiasmanti. Nientemeno che tre flipper d'annata. Il costo/partita era di 50 centesimi, a fronte delle cinquanta lire di quarant'anni fa (una rivalutazione del 1900%, se non erro), ma il fascino restava intatto. I bersagli da abbattere, le buche che rimandano la palla, gli avvallamenti traditori, le combinazioni che accendono gli specials, il suono caratteristico dei respingenti, l'impazzimento delle luci, lo schiocco improvviso che segnala i bonus ... E soprattutto la maestria erotica da applicare alla partita: gli scossoni leggeri per deviare a nostro vantaggio le traiettorie, i colpi secchi da coitus more ferarum per ammaestrare la pallina verso anditi lucrosi, il dolcissimo dosaggio dell'espulsore ....
I flipper furono reputati giochi d'azzardo per anni. Si trovano, assieme a slot machines e gratta e vinci nel posto giusto. Alcune frange minoritarie del PCI (il partito, non il computer) ritenevano d'azzardo anche la televisione a colori: oggi di queste cose si può ridere (e si ride del flipper come perdizione), ma chissà, forse avevano ragione loro, visto che gli innocui flipper campeggiano accanto ai moderni strumenti del vizio pubblico: le sublimazioni del videopoker, ribattezzate in modi diversi per aggirare leggi complici e per pelare i gonzi di qualche centone ulteriore.
I flipper, la nostalgia .... un empito comune e irresistibile fra gli ultraquarantenni d’oggi ... Massimo Dapporto e la pubblicità della lira .... gli sceneggiati degli anni settanta ... le riesumazioni Rai ... il feticismo del pop-rock d’antan ... gli infiniti spettacoli da sagra paesana in cui I Watussi e Tintarella di luna spopolano ... quando c'era lui caro lei ... le balere … I giovani, invece, immersi in un eterno presente, loro non rimpiangono nulla: non per l'ovvia spiegazione che non c'erano e non hanno fatto in tempo a provare rimpianti e rimorsi .... a loro basta l'oggi … istupiditi, senza speranza …
Ma agli italianuzzi above 40, che hanno ancora un passato, a vedere queste cose si molce il corazón ... e perché accade?
Il giorno del diluvio, 31 gennaio 2014, impossibilitato a guadare la via di Boccea (l'ex Via Cornelia della Repubblica Romana), mi rifugiai presso il centro commerciale Panorama che, come un castello signorile del Basso Medioevo, domina la strada stessa.
Qui, in un cantuccio riservato ai giochi d'azzardo, individuai dei reperti entusiasmanti. Nientemeno che tre flipper d'annata. Il costo/partita era di 50 centesimi, a fronte delle cinquanta lire di quarant'anni fa (una rivalutazione del 1900%, se non erro), ma il fascino restava intatto. I bersagli da abbattere, le buche che rimandano la palla, gli avvallamenti traditori, le combinazioni che accendono gli specials, il suono caratteristico dei respingenti, l'impazzimento delle luci, lo schiocco improvviso che segnala i bonus ... E soprattutto la maestria erotica da applicare alla partita: gli scossoni leggeri per deviare a nostro vantaggio le traiettorie, i colpi secchi da coitus more ferarum per ammaestrare la pallina verso anditi lucrosi, il dolcissimo dosaggio dell'espulsore ....
I flipper furono reputati giochi d'azzardo per anni. Si trovano, assieme a slot machines e gratta e vinci nel posto giusto. Alcune frange minoritarie del PCI (il partito, non il computer) ritenevano d'azzardo anche la televisione a colori: oggi di queste cose si può ridere (e si ride del flipper come perdizione), ma chissà, forse avevano ragione loro, visto che gli innocui flipper campeggiano accanto ai moderni strumenti del vizio pubblico: le sublimazioni del videopoker, ribattezzate in modi diversi per aggirare leggi complici e per pelare i gonzi di qualche centone ulteriore.
I flipper, la nostalgia .... un empito comune e irresistibile fra gli ultraquarantenni d’oggi ... Massimo Dapporto e la pubblicità della lira .... gli sceneggiati degli anni settanta ... le riesumazioni Rai ... il feticismo del pop-rock d’antan ... gli infiniti spettacoli da sagra paesana in cui I Watussi e Tintarella di luna spopolano ... quando c'era lui caro lei ... le balere … I giovani, invece, immersi in un eterno presente, loro non rimpiangono nulla: non per l'ovvia spiegazione che non c'erano e non hanno fatto in tempo a provare rimpianti e rimorsi .... a loro basta l'oggi … istupiditi, senza speranza …
Ma agli italianuzzi above 40, che hanno ancora un passato, a vedere queste cose si molce il corazón ... e perché accade?
