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mercoledì 8 gennaio 2014

mvl Cinema: La vita di Adele (La vie d'Adèle)

La vita di Adele (La vie d'Adèle)

Regia: Abdellatif Kechiche

Interpreti: Adèle Exarchopoulos, Léa Seydoux
Voto: 7,5

Una storia d'amore interrotta dalla vita: questa l'essenza dell'ultimo film del franco-tunisino Abdellatif Kechiche. L'amore fra Adèle (Adèle Exarchopoulos, bravissima), liceale diciottenne, ancora insicura e malleabile, e la più scaltrita Emma (Léa Seydoux, brava), studentessa universitaria di Belle Arti.

Le due si notano, dapprima, en passant, a passeggio con differenti compagni; si ritrovano, in seguito, per caso, in un bar: discorrono, bevono, si rivelano appena: Adèle, già innamorata, più impacciata, Emma più insinuante. Finché un giorno, Emma, capelli celesti, piglio sornione, aspetta Adèle fuori della scuola: un incontro su una panchina, quindi un altro appuntamento al parco: convegni di felicità, ma fatti di niente: timidi ammiccamenti, sorrisi, piccole confessioni, rossori.

Il consueto, eterno appressamento all'amore, un itinerario che si compiace della propria lentezza, poiché ogni gradino e stasi prolunga il piacere immenso e rarissimo, quello della rivelazione piena del sentimento; e dell'oggettivazione carnale d'esso: che ne decreta la morte.

Kechiche impiega più di un'ora nel tratteggiare tale gioco di seduzione: potremmo dire di scala al paradiso. Di tumescenza drammaturgica e psicologica. La fine di tale ascesa coincide con l'amore fisico fra le due ragazze, sincero e coinvolgente. In tal senso vengono giustificate sia la durata della pellicola (necessaria al disegno di tale parabola amorosa, mai gratuita, quindi) che l'esplicitezza delle scene di sesso, naturale liberazione della carica erotica ch'egli ha dapprima compresso, con semplice maestria; e lo ha fatto ricorrendo a una sorta di fenomenologia minimalista del corpo: filmando inavvertitamente i denti, le bocche, i capelli, le piegature della carne, le impercettibili espressioni tenute nei dialoghi; ecco Adèle che dorme, che mangia, che studia, che sbuffa; abbassa gli occhi, litiga, mente; ed ecco Emma che occhieggia furba, si nega, lascia intendere, si abbandona, fuma, si liscia la corta zazzera colorata.

La seconda parte del film, detumescente, quella del disinganno, vede entrare in campo la vita.

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