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domenica 20 ottobre 2013

Il 'Mal di stomaco', un rompicapo di Archimede antico di 2000 anni (per grandi e piccini)

G. Luca Chiovelli


Presso i Musei Capitolini (31.05.2013 - 12.01.2014) è ancora possibile gustare la mostra Archimede, arte e scienza dell'invenzione, dedicata alla geniale figura del greco di Siracusa, matematico, fisico, ingegnere, esperto militare e maestro, fra gli altri, di Leonardo e Galileo.
Nel post prendiamo in esame una piccolissima parte della sua opera, a metà fra scienza e gioco: lo stomachion è, infatti, allo stesso tempo, uno studio sul calcolo combinatorio e un gioco per bambini conosciuto da tutta l'antichità.

Nel 1204 Costantinopoli fu conquistata e depredata per la prima volta nella sua storia quasi millenaria: da quando, cioè, Costantino il Grande la fondò, nel 330 d. C.


I barbari vennero da Occidente: erano  le truppe della quarta crociata, istigata dal trentaseienne Papa Innocenzo III (Lotario dei conti di Segni, l’autore del De contemptu mundi, La miseria della condizione umana) con la complicità di Venezia. La spedizione, che non arrivò mai in Terrasanta, si limitò a saccheggiare la capitale dell’Impero che, dopo otto secoli, tramandava e custodiva le conoscenze del mondo classico.

La presa di Costantinopoli si risolse in una spoliazione indiscriminata. I crociati profanarono persino la basilica di Santa Sofia; tesori dell’età romana ed ellenistica andarono perduti per sempre; le biblioteche furono disperse: centinaia di migliaia di volumi, eredità di millenni di scienza e letteratura, svanirono in pochi giorni.

Fra le perdite irreparabili figurano anche i codici di Archimede, uno dei maggiori pensatori di sempre; colui che trovò il valore approssimato del pi greco, formulò i primi rudimenti del calcolo infinitesimale, fu ingegnere (la vite archimedea), fisico (Datemi una leva!), astronomo, studioso di geometria.

A Costantinopoli solo tre libri del siracusano sopravvissero. Due ebbero la sventura di scomparire in Italia, qualche secolo più tardi: il codice A nel 1564, il codice B nel 1311, presso la Biblioteca Pontificia di Viterbo. Il codice C, riscoperto nel 1906, riapparve fisicamente, muffo e malmesso, in un'asta di Christie's, il 29 ottobre 1998. Le pagine del pensatore erano celate in un manoscritto di preghiere medioevali. Il pezzo venne aggiudicato per due milioni di dollari a un facoltoso uomo d’affari che lo donò al Museo D’arte di Baltimora.

Il codice C, redatto proprio a Costantinopoli nel X secolo, contiene sette opere di Archimede; fra esse le poche pagine dello Stomachion di cui, fino allora, si aveva solo un frammento contenuto in un compendio arabo.

La parola stomachion vien fatta derivare da ‘stomachos’, e viene tradotta, più o meno liberamente come ‘irritazione', o ‘mal di stomaco’, o, addirittura, come ‘gioco che fa impazzire’.

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