G. Luca Chiovelli
Pagina 292 de Il dizionario dei cantautori:
“Giorgio Lo Cascio nato nel 1953 e scomparso a soli 48 anni, assieme ad Antonello Venditti, Francesco De Gregori ed Ernesto Bassignano, è stato uno dei promotori della 'scuola romana', il movimento nato intorno al Folk Studio di Trastevere. Autore di alcuni album, peraltro introvabili, documenta quel periodo nella biografia De Gregori (Muzzio 1990) e inizia la carriera proprio al suo fianco, nei primi anni Settanta. In quegli anni, insieme a Bassignano, Edoardo De Angelis e lo stesso De Gregori, allestisce al Folkstudio lo spettacolo I giovani del folk”.
Quattordici righe e mezza (14,5): a tanto si riduce Giorgio Lo Cascio in un dizionario di seicento pagine (600) dedicato esclusivamente ai cantautori italiani.
È incredibile come su certe figure del nostro recentissimo passato si eserciti, ancor oggi, un oblio tenace (tanto da sbagliare la data di nascita); altrettanto incredibile la mancanza di curiosità degli estensori della voce 'Giorgio Lo Cascio' (in un dizionario riservato esclusivamente al cantautorato italiano, ricordiamolo); non tanto incredibile, on the contrary, è la trascuratezza nell'uso della punteggiatura e della sintassi da parte degli estensori della voce ‘Giorgio Lo Cascio’: a rileggerli, quei tre periodi, che costituiscono ciò che resta della memoria di Giorgio Lo Cascio, suonano instabili, goffi, caracollanti.
La punteggiatura. D'Annunzio chiamava le virgole "insopportabili vermetti"; e va bene: poteva permetterselo. Come non perdonare tale idiosincrasia a chi ha donato all'umanità tali versi:
Quel che ieri mi nocque, or non mi nuoce;
Quello che mi toccò, più non mi tocca.
È paga nel mio cuore ogni dimanda,
Come l'acqua tra l'una e l'altra voce.
Così discendo al mare;
Così veleggio. E per la dolce landa
Quinci è un cantare e quindi altro cantare.
Il punto e virgola, i due punti, il punto esclamativo: che fine hanno fatto?
Hanno fatto la fine di Giorgio Lo Cascio.
Punto, punto e virgola. Punto e un punto e virgola! … Troppa roba! … Ah, lascia fare! Che dicono che noi siamo provinciali... siamo tirati ... Ma sì... fai vedere che abbondiamo ... abbundandis in abbundandum.
“Giorgio Lo Cascio nato nel 1953 e scomparso a soli 48 anni, assieme ad Antonello Venditti, Francesco De Gregori ed Ernesto Bassignano, è stato uno dei promotori della 'scuola romana', il movimento nato intorno al Folk Studio di Trastevere. Autore di alcuni album, peraltro introvabili, documenta quel periodo nella biografia De Gregori (Muzzio 1990) e inizia la carriera proprio al suo fianco, nei primi anni Settanta. In quegli anni, insieme a Bassignano, Edoardo De Angelis e lo stesso De Gregori, allestisce al Folkstudio lo spettacolo I giovani del folk”.
Quattordici righe e mezza (14,5): a tanto si riduce Giorgio Lo Cascio in un dizionario di seicento pagine (600) dedicato esclusivamente ai cantautori italiani.
È incredibile come su certe figure del nostro recentissimo passato si eserciti, ancor oggi, un oblio tenace (tanto da sbagliare la data di nascita); altrettanto incredibile la mancanza di curiosità degli estensori della voce 'Giorgio Lo Cascio' (in un dizionario riservato esclusivamente al cantautorato italiano, ricordiamolo); non tanto incredibile, on the contrary, è la trascuratezza nell'uso della punteggiatura e della sintassi da parte degli estensori della voce ‘Giorgio Lo Cascio’: a rileggerli, quei tre periodi, che costituiscono ciò che resta della memoria di Giorgio Lo Cascio, suonano instabili, goffi, caracollanti.
La punteggiatura. D'Annunzio chiamava le virgole "insopportabili vermetti"; e va bene: poteva permetterselo. Come non perdonare tale idiosincrasia a chi ha donato all'umanità tali versi:
Quel che ieri mi nocque, or non mi nuoce;
Quello che mi toccò, più non mi tocca.
È paga nel mio cuore ogni dimanda,
Come l'acqua tra l'una e l'altra voce.
Così discendo al mare;
Così veleggio. E per la dolce landa
Quinci è un cantare e quindi altro cantare.
Il punto e virgola, i due punti, il punto esclamativo: che fine hanno fatto?
Hanno fatto la fine di Giorgio Lo Cascio.
Punto, punto e virgola. Punto e un punto e virgola! … Troppa roba! … Ah, lascia fare! Che dicono che noi siamo provinciali... siamo tirati ... Ma sì... fai vedere che abbondiamo ... abbundandis in abbundandum.

