Tra i temi che l'anno prossimo Monteverdelegge intende approfondire, ce n'è uno a cui teniamo in modo particolare: leggere a scuola. Cominciamo già ora con una lettera aperta che viene dalla bibliomediateca di Bella, in provincia di Potenza. Vi si descrive una esperienza molto positiva, che purtroppo rischia di finire. Se qualcuno dei nostri lettori, monteverdini e non, avrà voglia di commentare, non potremo che esserne contenti.
Il lunedì e il
giovedì, dalle 10.00 alle 12.00, un gruppo di bambini e ragazzi
attende davanti all’ingresso della biblioteca scolastica
“A.Malanga” di Bella (PZ), la maestra Clementina Grieco che,
anche nei mesi di giugno, luglio e agosto, offre gratuitamente il suo
tempo per dare la possibilità ai ragazzi di leggere e consultare
libri e riviste, effettuare il prestito, collegarsi ad internet e
fare ricerche, ascoltare musica, mettersi in comunicazione via Skipe
con i compagni che sono in vacanza al mare o in montagna.
Alcuni si siedono
ai tavoli, mettono in ordine libri e quaderni e cominciano a fare i
compiti per le vacanze. Lavorano insieme, si consultano, si aiutano,
si confrontano. La maestra Clementina e il professor Mario Priore,
responsabile della biblioteca, sono a disposizione per consigliare,
aiutare, indirizzare.
E la biblioteca
diviene luogo di lettura, di riflessione, di concentrazione. E i
ragazzi assaporano la lentezza dell’approfondimento, la bellezza
della cura senza approssimazione.
Dopo un poco
arrivano i lettori incalliti. Hanno bisogno di altri libri in
prestito perché quelli che hanno preso la settimana scorsa li hanno
divorati. Sono ragazzi di diverse fasce d’età, spesso accompagnati
da genitori e nonni, alla ricerca di nuove proposte di lettura per la
settimana successiva. Si discute sui libri letti, sulle preferenze
accordate ai diversi protagonisti. Qualcuno porta i propri libri
personali da scambiare con altri, perché spesso capita, con i
divoratori di libri, che la biblioteca esaurisca le novità. E la
lettura diventa per loro compagna di vita.
Quando chiedi perché
vengono in biblioteca ti rispondono che gli ambienti sono curati e
gradevoli, che c’è tanto spazio, che gli arredi sono belli e
colorati e che dentro quello spazio grande, ma raccolto, ci trovano
l’atmosfera giusta per lavorare e per concentrarsi. Raccontano che
amano cercare, sfogliare, prendere i libri che sono a portata delle
loro mani e non chiusi a chiave in scaffali irraggiungibili. I più
piccoli vogliono sedersi sul grande tappeto con i cuscini e ascoltare
le storie, ma anche leggerle da soli seduti o sdraiati. E poi c’è
internet, con i computer e qualche ipad a disposizione per navigare e
soddisfare curiosità e voglia di informarsi.
È questa la
bibliomediateca scolastica dell’I.C. di Bella, luogo di vita e di
cultura.
È la biblioteca
delle 5 edizioni del Premio Nazionale di Letteratura per ragazzi, dei
7 Tornei di lettura tra 15 scuole in rete, dei moltissimi autori e
illustratori che incontrano ogni anno migliaia di ragazzi con i loro
familiari, i docenti, le diverse comunità.
È la biblioteca
delle oltre 10000 presenze all’anno, il cuore della scuola, il
riferimento principale di alunni e docenti che leggono, imparano
insieme come si fa ricerca, come si documentano le attività
didattiche, come si producono booktrailers e cortometraggi a partire
dai libri letti. È la biblioteca dei laboratori di scrittura e
illustrazione.
È la biblioteca
portata ad esempio di buona pratica nel recente Forum del libro di
Bari, fatta oggetto di attenzione da Ilaria Sotis nella trasmissione
La radio ne parla su Radiouno; la biblioteca che sa coniugare
libro e tecnologie, come ha testimoniato Antonella Agnoli su Radio
Vaticana in una puntata di Punto e a capo.
Anche la biblioteca
scolastica di Bella vive dal mese di aprile 2014 un periodo molto
difficile. E’ sempre più difficile tenerla aperta perché le due
addette alle pulizie, che nel tempo si sono formate in diversi corsi
di aggiornamento e hanno imparato a catalogare i libri, a gestire il
catalogo on line, il prestito e il supporto tecnico per alunni e
docenti, sono personale ex LSU, lavoratori precari nelle scuole da
almeno 10 anni, che assicurano non più 36 ore a settimana di lavoro,
ma solo 7. Già, poco più di un’ora al giorno, perché la ditta
che è subentrata con un appalto Consip ha offerto un ribasso del
60%, riducendo le ore di lavoro del personale che, nel frattempo,
viene impiegato in altre scuole per imbiancare le aule.
Da aprile in cassa
integrazione forzata (con fondi regionali) e nei mesi di luglio e
agosto a pitturare scuole.
È proprio cosi,
purtroppo. E da settembre sarà ancora peggio, perché la nostra è
una scuola a tempo pieno e deve assicurare prioritariamente il
servizio di pulizia e vigilanza.
Ma oggi si
preferisce un improvvisato imbianchino ad una biblioteca aperta e
funzionante!
