Maria Cristina Reggio
Di fronte a un quiz sul legame
tra follia, teatro e crudeltà, a uno spettatore diligentemente informato sulle
storie del teatro del secolo passato, si accende immediatamente la lampadina
del "caso Artaud",
l’attore regista e poeta che urlava, anche nei suoi scritti, la sua
insoddisfazione di fronte al teatro sentimental-borghese, reclamando una necessaria immersione
nei riti antichi e tribali, vicini, ma soprattutto lontani. Ma se ieri sera al Teatro Eliseo, dove Jan Fabre riallestiva The
Power of Theatrical Madness, uno
spettacolo messo in scena nel 1984, il malcapitato spettatore diligente avesse
risposto in questo modo alla sadica interrogazione sarebbe stato immediatamente
denudato e percosso fino al pianto.
