Come Nelson Mandela sia riuscito a diventare quello che è stato - il simbolo di quello che un uomo politico dovrebbe essere, e che solo in casi eccezionali (Mandela, appunto) è - e a sopportare con almeno apparente lievità il peso che da questa sua ingombrante figura pubblica derivava, è storia troppo lunga per poter essere condensata in poche parole. Qui preferiamo ricordarlo proponendo alcune righe da un romanzo del sudafricano Lewis Nkosi uscito per Giunti nel 2008. Il libro si intitola Il complesso di Mandela (in inglese Mandela's Ego) e ha come protagonista un giovane, Dumisa, la cui vita riflette misteriosamente, ironicamente, dolorosamente, le vicende di Mandela. E in queste ore, avendo in mente i fragili equilibri del Sudafrica, non si può non pensare con preoccupazione a quello che potrà avvenire in un paese che, proprio come Dumisa, ha visto il suo soffio vitale andare di pari passo con quello di Madiba.
Lewis Nkosi
A Simon Gumede piaceva
fare la parte del mentore con il nipote. Dopo tutto era stato Simon
Gumede a mostrare per primo a Dumisa un rotocalco di Johannesburg con
le foto di Nelson Mandela e della sua giovane sposa, Winnie
Madikizela. Sulle pagine di quel periodico a grande tiratura Mandela
appariva come un bell’uomo alto, con i capelli divisi al centro,
una pettinatura che portavano a volte i bianchi raffinati all’inizio
del secolo. Indossava un completo grigio antracite e i suoi denti
lampeggiavano in un sorriso che trasudava successo. Ugualmente bella,
ed elegantemente vestita in un abito a pois colorati, la sua sposa
indossava un grande cappello bianco simile a quelli portati dalle
ricche donne bianche che Dumisa aveva visto alle corse di Estcourt.
C’era inoltre una immagine di Mandela in posa da sportivo con dei
buffi indumenti; e sul ring aveva di fronte un avversario, ma
sembrava immune dai miseri pugni dell’altro.
Dumisa, che aveva
allora solo quattordici anni, rimase incantato dalle fotografie di
quel grand’uomo. Da quel momento cominciò a leggere tutto quello
che gli capitava fra le mani che riguardasse Mandela.
