Alceste
Il nuovo libro di Fabio Volo, La strada verso casa: ventimila copie in
una settimana; poi il raddoppio, poi cinquantamila, centomila, centoventimila,
duecentomila, cinquecentomila e poi via, sempre più lontano, oltre Giove e
l’infinito.
1.
Chi è Fabio Volo? Uno dei tanti. Fa parte di quella cultura di
massa che Dwight McDonald, nel classico Masscult
e midcult, definì in tal modo:
“Il Masscult è un fatto nuovo
nella storia. Non già che solo ora si produca tanta arte scadente [ma] il
Masscult è scadente in modo nuovo: non ha neppure la possibilità teorica di
essere buono … è qualcos’altro: non è semplicemente arte fallita, è non-arte. È addirittura anti-arte … Il Masscult non offre ai suoi clienti né una catarsi
emozionale né un’esperienza estetica, perché queste cose richiedono uno sforzo.
La catena di produzione macina un prodotto uniforme il cui umile scopo non è
neppure il divertimento, perché … questo presuppone vita, e quindi sforzo, ma
semplicemente la distrazione. Può essere stimolante o narcotico, ma dev’essere
di facile assimilazione. Non chiede nulla al suo pubblico, perché è
completamente soggetto allo spettatore. E non dà nulla ... Questo [accade]
perché le masse sono … una gran quantità di persone incapaci di esprimere le
loro qualità umane perché non sono legate le une alla altre né come individui
né come membri di una comunità. In effetti non sono legate in alcun modo tra
loro, ma soltanto a qualche fattore impersonale, astratto, cristallizzante …”.
2.
Fabio Volo è innocente! Ovviamente. Solo un sintomo.
3.
Fabio Volo è un furbone. Ma no, crede in quello che dice. Non ci
arriva proprio. Come detto, è innocente.
4.
Fabio Volo è comunque un fenomeno di rilievo. Di
rilievo sociologico, certamente. Come i tetrapack, gli hot pants, la sparizione
della cravatta, i touch screen. Per adesso. Fra vent’anni avrà la stessa
rilevanza delle cassette super otto.
